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    Commemorazione di Nikolajewka SABATO 27 gennaio 2018

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    Raduno ANC. Verona 19-22 Aprile 2018

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l-arma-ricorda-l-appuntato-enea-codotto LATISANA. Per non dimenticare il sacrificio estremo di chi credeva profondamente nella divisa che indossava, ogni anno l’Arma dei carabinieri si ritrova nell’anniversario della morte dell’appuntato, Enea Codotto, freddato a soli 25 anni, durante un conflitto a fuoco. Un gesto che gli valse la medaglia d’oro al Valor militare e che la piccola frazione di Gorgo di Latisana, dalla quale Codotto era partito nel 1975 per servire lo Stato, indossando la divisa dei carabinieri, ha voluto ricordare dedicando a lui la piazza del paese. Ieri a rendere ancora più solenne la celebrazione, la presenza nella chiesa parrocchiale della frazione, dell’ex generale di Corpo d’armata, Roberto Paschetto e del comandante provinciale dell’Arma, colonnello, Marco Zearo, intervenuti assieme a una folta rappresentanza di carabinieri della Compagnia di Latisana, comandata dal maggiore, Filippo Sautto, anche lui presente alla cerimonia. È intervenuto, tra gli altri, anche il sindaco Daniele Galizio.

Enea Codotto, servitore dello Stato e vittima del dovere, freddato la notte del 5 febbraio 1981, nella campagna alla periferia di Padova; capo equipaggio Radiomobile assieme al collega, Luigi Maronese, si trovò davanti ai componenti di un pericoloso gruppo eversivo. Il conflitto a fuoco che seguì costò la vita ai due carabinieri. Ma a terra, ferito a entrambe le gambe, rimase anche il leader del gruppo, Valerio Fioravanti, arrestato la notte stessa.

Un gesto che valse ai due carabinieri la medaglia d’oro, la cui motivazione è stata letta ieri al termine della messa celebrata dal don Rinaldo Gerussi e la si trova riprodotta anche a Latisana all’ingresso della caserma dei carabinieri intitolata all’appuntato. Al termine della celebrazione, un corteo composto dalle associazioni d'arma e dalle autorità ha raggiunto il cimitero di Gorgo per la deposizione di una corona davanti alla tomba dell’appuntato Codotto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 12 Febbraio 2018
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Virgo Fidelis il ricordo di Enea Codotto LATISANA. Un plauso all’impegno costante nel presidio del territorio e un augurio ad affrontare il nuovo anno con ulteriore slancio. È quanto il Comandante della Compagnia Carabinieri di Latisana, il maggiore Filippo Sautto, ha detto ai suoi uomini in occasione della tradizionale ricorrenza della Virgo Fidelis.

Un appuntamento che ha visto riunita una rappresentanza di Carabinieri delle sei Stazioni, San Giorgio di Nogaro, Mortegliano Rivignano Teor, Palazzolo dello Stella, Lignano Sabbiadoro e Latisana, presidi territoriali nella giurisdizione della Compagnia, a disposizione delle comunità locali di diciassette comuni della Bassa e del Medio Friuli.

La cerimonia si è svolta a Latisana nella chiesa dedicata a Sant’Antonio, celebrata da monsignor Pierluigi Mazzocato, cancelliere presso l’Arcidiocesi di Udine e parroco nella frazione di Gorgo di Latisana nel 1981 l’anno in cui venne freddato a Padova, da un gruppo di terroristi l’appuntato dei Carabinieri Enea Codotto, originario proprio di Gorgo. Un’occasione per parlare di lui, medaglia d’oro e dell’impegno costante e quotidiano dell’Arma dei Carabinieri, per la sicurezza delle comunità e a favore di una cultura della legalità. La stessa che il Maggiore Sautto ha esortato i bambini delle classi quinte della scuola primaria De Amicis di Latisana a rispettare. E di impegno ha parlato anche rivolgendosi alle famiglie dei Carabinieri perché vivere con un rappresentante dell’Arma – ha detto il Maggiore – significa abbracciare ogni giorno la stessa missione.

Al termine della celebrazione è stata ricordata la battaglia di Culqualber, al suo 76esimo anniversario, valsa all’Arma dei Carabinieri una medaglia d’oro e sono stati letti dai bambini della scuola alcuni pensieri dedicati ai Carabinieri e alla loro opera.

FONTE: MessaggeroVeneto - 29 Novembre 2017


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associazione-nazionale-carabinieri-lago-diseo-motovedetta Cresce la dotazione di mezzi in forza all’Associazione Nazionale dei Carabinieri in Provincia di Bergamo. Domenica 24 settembre a Predore sarà benedetta e intitolata una motovedetta che navigherà sulle acque del Lago d’Iseo.

«Oltre ai vari servizi che vengono compiuti dai nostri gruppi di volontariato – afferma il tenente Marco Bianco, coordinatore dell’Associazione Nazionale Carabinieri in provincia di Bergamo – con questa imbarcazione andiamo ad ampliare le attività. Questa motovedetta, già operativa, si propone con i suoi equipaggi e con due sommozzatori di effettuare servizi di Protezione Civile. Sono attività a disposizione delle amministrazioni della sponda del Lago d’Iseo e delle autorità di polizia e polizia locale».



Il natante è stato acquistato e riqualificato dai volontari con un intervento che ha in particolare eliminato la salsedine dopo anni di attività sul mare Adriatico. «Ero in servizio sulla motovedetta in servizio sul Lago d’Iseo dismessa nel primo gennaio 2011 – racconta il brigadiere Michele Liso dell’Associazione Nazionale Carabinieri -. Questa motovedetta è stata presa all’asta e proviene dal Comando Stazione di Cesenatico. L’abbiamo rimessa a posto impiegando circa tre mesi. Rispetto al gommone che avevamo prima, questo natante essendo coperto ci consente una maggiore operatività, anche in inverno per via del riscaldamento in cabina».

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Domenica l’inaugurazione e intitolazione a Predore

Il programma della cerimonia di domenica 24 settembre prevede alle 9 il concentramento dei partecipanti in Piazza Unità d’Italia a Predore. Alle 10 il ricevimento delle autorità civili, militari e religiose. A seguire, alle 10.30, l’inizio della cerimonia con l’intitolazione ai “Caduti di Nassiriya” della motovedetta Rio CC630 del nucleo di volontariato di Protezione Civile. Il cappellano militare don Tiziano impartirà la benedizione.

«Dopo anni di navigazione con il gommone, siamo riusciti ad avere questa motovedetta grazie all’interessamento della Nautica Bertelli – spiega il brigadiere Cesare Miniaci dell’Associazione dei Carabinieri di Grumello del Monte -. Abbiamo lavorato sodo per ripristinarla e finalmente è arrivato il giorno dell’intitolazione. Domenica saranno presenti anche quattro vedove dei nostri caduti. Due vengono dalla Sicilia, una da Asti e una da Viadana. Ci sarà anche la Fanfara del Terzo Reggimento di Milano. Aspettiamo diverse autorità e associazioni d’arma».

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FONTE: https://myvalley.it/ - 22 settembre 2017


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Berghinz, una dinastia di patrioti - da valvasev il 04/09/2017 @ 19:57

Alessandro-Berghinz Famiglia di patrioti, dalle guerre risorgimentali alla Resistenza, di politici e professionisti, i Berghinz hanno lasciato importanti tracce negli ultimi 250 anni della storia friulana: citiamo solo i fratelli Bernardino e Augusto combattenti con Garibaldi, Giovanni Battista medaglia d'oro caduto nella lotta contro i nazisti e l'insigne medico Guido pioniere della pediatria.

Un albero genealogico ricco che vede oggi tra gli ultimi epigoni della dinastia udinese (un ramo è anche a Roma) il geometra Alessandro Berghinz, classe 1947, già tecnico comunale, poi bancario e, in questi ultimi anni, amministratore di condomini. La patria, la medicina e la moderna, sfaccettata economia dei nostri tempi, si potrebbe commentare. Ma anche un riaggancio con le origini: l'antenato Cristoforo (1804-1859) era, infatti, un commerciante di seta. Nel suo bellissimo studio di piazzetta Antonini, con vista sui giardini della Banca d'Italia, Sandro Berghinz racconta le vicende della sua antica famiglia.

L'avo sopra citato era il nipote di un altro Cristoforo (1738-1810), che arrivò in Friuli dalla zona tra Caporetto e Tolmino. Il nipote, dunque, nel 1839 comperò il palazzo oggi chiamato Montegnacco-Berghinz di via Superiore dove aprí un setificio. Ebbe numerosi figli, tra i quali i garibaldini colonnello Bernardino (1841-1925) e avvocato Augusto (1845-1912). Il primo fu tra i liberatori di Udine (entrò in città, dalla porta Poscolle, il 26 luglio 1866, alla testa del suo squadrone del 6° Aosta cavalleria) e fu poi per lungo tempo sindaco di Sedegliano; il secondo partecipò con le camicie rosse alla campagna nel Trentino, conclusa col fatidico, rinunciatario «Obbedisco» del generale dopo la vittoria di Bezzecca, e alle sfortunate battaglie dell'anno dopo per la liberazione di Roma (Porta San Paolo). Ma l'avvocato Augusto fu anche presidente della Società dei reduci delle patrie campagne e consigliere comunale a Udine dal 1876 al 1883. In queste vesti fu l'artefice della realizzazione del monumento a Giuseppe Garibaldi, inaugurato il 26 agosto 1886, nella piazza dei Barnabiti ribattezzata col nome dell'Eroe dei due mondi. Augusto Berghinz fu anche un politico, «il primo a disciplinare le forze popolari della città - racconta il pronipote - e a indirizzarle, con entusiasmo e convinzione, sulle strade della democrazia.

Fu l'organizzatore della Lega popolare e tra i fondatori del Giornale di Udine». Nel 1884 emigrò a Buenos Aires, dove continuò a esercitare la professione forense. Dalla capitale argentina, Augusto Berghinz finanziò l'iniziativa della lapide a Paolo Sarpi, nella via omonima, della quale dettò anche il testo, rimasto ancora oggi famoso per gli accenni anticlericali («ma i tempi erano quelli!», spiega Alessandro Berghinz).

I due patrioti avevano un terzo fratello, Giuseppe, ricordato se non altro come padre del dottor Guido (1872-1940), un luminare della medicina pediatrica. Clinico e ricercatore, Guido Berghinz fu tra i fondatori della Società italiana di pediatria, docente per dieci anni all'Università di Padova, primario all'ospedale di Udine dal 1905 al 1939. Durante la Grande Guerra era stato docente alla scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro e per i suoi meriti venne promosso tenente colonnello ed ebbe diverse medaglie al valor militare. Pur di fronte a numerose e prestigiose offerte di cattedre in altre città d'Italia, preferí rimanere a Udine, dove mantenne sempre la residenza, assieme alla moglie contessa Margherita Berlinghieri Concina, nel palazzo di via Superiore, già sede del setificio di nonno Cristoforo.

Del famoso prozio pediatra, Alessandro Berghinz racconta un episodio che riguarda il compianto presidente della Regione Antonio Comelli, allora bambino (erano i primi anni '20). «Lo ha salvato, curandolo con prodotti naturali, da una malattia infantile che poteva avere gravi conseguenze. Me lo ha raccontato lo stesso Comelli».

Un fratello del dottor Guido, l'avvocato Raffaello (che ricoprí anche cariche pubbliche, tra l'altro fu commissario prefettizio a Faedis), era il padre della medaglia d'oro Giovanni Battista Berghinz, classe 1918, combattente, come tenente di prima nomina, in Africa e in Francia. Dopo l'8 settembre '43, Giobatta Berghinz aderì all'Osoppo dove fu impegnato nel rifornimento ai partigiani di armi, viveri e carburanti. Arrestato nel luglio '44 dai tedeschi, che lo torturarono senza riuscire a estorcergli alcuna informazione, fu fucilato e bruciato nella Risiera di Trieste. Alla sua memoria è dedicata la caserma udinese di via San Rocco.

Del tenente Berghinz va citata anche la madre, Maria Cristina Piani, esponente di associazioni culturali e patriottiche: è vissuta oltre i 90 anni e fino al suo ultimo giorno è stata devota e appassionata testimonial dell'eroico figlio.

Arriviamo ad Alessandro e ai tempi nostri. Ma prima ricordiamo che suo nonno Vittorio, fratello di Guido e Raffaello, militare del Genova Cavalleria, fu protagonista di un gesto coraggioso nel 1905 a Padova, durante l'alluvione del Brenta. Assieme a un commilitone e «non senza rischio della propria vita - si legge in una cronaca dell'epoca - operò il salvataggio di 12 persone che, circondate da acque limacciose, minacciavano di affogare». Figlio di Alberto (1914-1994), già dipendente dell'Inam, Alessandro si è diplomato geometra e per un anno è andato «a bottega» da un grande maestro, Giovanni Sello, che lo ha avviato a una professione (in particolare con la stima di immobili) che ebbe poi modo di esercitare pochissimo. Ha operato a Martignacco come tecnico comunale al tempo del sindaco Ferruccio Saro, poi è stato alla Crup fino alla fine del 2006. Da allora, costituita una Srl, si dedica all'amministrazione di condomini.
Ma non è tutto. In gioventú ci sono stati 8 anni di collegio Bertoni, il ricreatorio della Madonna delle Grazie e l'Associazione guide e scout cattolici. Tale formazione lo ha portato in politica, nelle file della Dc. È stato segretario della sezione di Chiavris e per due mandati presidente della circoscrizione Chiavris-Ancona. Nel 1990, ancora prima delle avvisaglie di Tangentopoli, lasciò la politica che, seppure «di periferia», gli ha dato soddisfazioni (ha contribuito a realizzare il servizio infermieristico circoscrizionale, il parco pubblico di Chiavris, la sistemazione definitiva di via Friuli). Alessandro Berghinz si è dedicato quindi alla lettura dei libri di storia, appassionandosi in particolare alle vicende di casa Savoia. Nel 1998 è entrato a far parte delle Guardie d'onore alle tombe reali del Pantheon, delle quali è diventato delegato provinciale (e nel 2005 ha ricevuto a Ginevra, dal principe Vittorio Emanuele, il cavalierato di San Maurizio e Lazzaro).
Già nel '98, tramite la contessa Maria Antonietta de' Portis, suo chaperon nell'aristocrazia friulana, era stato insignito dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
. Berghinz ha organizzato a Udine due convegni (sullo Statuto Albertino e su «Eugenio di Savoia Soissons liberatore dell'Europa dai Turchi») e ha organizzato una recente visita del giovane Emanuele Filiberto a Udine.

Si potrebbe dire che, dopo oltre cent'anni, il pronipote, che ha fatto il servizio militare nell'aeronautica, è subentrato al prozio Augusto, depositario delle «Patrie memorie» ottocentesche. Alessandro Berghinz, sposato, dal 1972, con Anita Moro, ha una figlia, Elena, che ha fatto il Blanchini e studiato arpa al conservatorio. La sua famiglia è la continuatrice udinese della dinastia, ma non l'unica. Il nostro geometra ha una sorella, Anna Luisa, ex funzionario regionale, sposata, due figli. E ha due cugini, figli di Giuseppe, fratello di Alberto: Carla, insegnante in pensione, che ha una figlia, Stefania, e Graziano, che vive a Colugna. Altre due cugine, ma non dirette, discendenti dal patriota garibaldino Bernardino Berghinz, abitano rispettivamente a Roma e al Lido di Venezia. «Non me ne ricordo altri», commenta Alessandro, che ogni tanto riprende in mano il «frondoso» albero genealogico per i necessari aggiornamenti.

Da qualche anno «l'ultimo dei Berghinz» è approdato a una periferia ancora piú esterna: è andato ad abitare nella bella Campeglio, tra le colline di Faedis. E, come al tempo di Chiavris, si è riavvicinato alla politica, rigorosamente locale. Eletto, proprio la settimana scorsa al consiglio comunale, avrà il ruolo di capogruppo della sua lista.

E' con piacere e con il permesso di dare il benvenuto l'ingresso di un nuovo Socio nella nostra amata Sezione ANC di Lignano , nonché nel nostro Gruppo di volontariato : Complimenti Sig. BERGHINZ Alessandro e buon lavoro.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Giugno 2009


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I carabinieri ricordano Moreno Bertazzolo Lunedì sera nel duomo di Lignano si è svolta una messa in suffragio del carabiniere Moreno Bertazzolo, scomparso in un incidente stradale 30 anni fa mentre era di pattuglia, all’età di 26 anni. Faceva parte del nucleo motociclisti di Udine. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione dei carabinieri in congedo di Lignano.


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FONTE: MessaggeroVeneto - 30 agosto 2017


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Nuovo Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri - da valvasev

Generale di corpo d'armata - Giovanni-Nistri Carabinieri: è inizia l’era di Giovanni Nistri. Chi è il nuovo Comandante Generale dell’Arma

E’ di ieri la notizia del cambio al vertice dell’Arma dei Carabinieri. Alla guida dell’Arma Giovanni Nistri, 60 anni, comandante interregionale Ogaden con sede a Napoli.

Capo di Stato maggiore dell’Esercito al Generale Salvatore Farina, attuale Comandante del Joint Force Command Brunssum della Nato con base a Brunssum, in Olanda


In Corte dei Conti dove siederà l’attuale presidente delle sezioni riunite dello stesso organismo Angelo Buscema, mentre in Consob arriva Mario Nava, 51 anni che lavora presso la Commissione europea

Ma chi è il nuovo comandante Generale dell’Arma? Vediamo insieme il suo profilo

Giovanni Nistri è nato a Roma il 14 febbraio 1956, coniugato, 2 figli. Ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella di Napoli nel quadriennio 1970 – 1974, l’Accademia Militare di Modena nel biennio 1974 – 1976 e la Scuola Ufficiali Carabinieri nel biennio 1976 -1978.

Ha frequentato il 3° Corso d’Istituto per Ufficiali in s.p.e. dell’Arma dei Carabinieri presso la Scuola Ufficiali Carabinieri e presso la Scuola di Guerra dell’Esercito in Civitavecchia (RM) nell’A.A. 1988 – 1989. Ha frequentato il 113° Corso Superiore di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia (RM) nell’A.A. 1991 -1992.

È laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste nell’anno 1981, in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Siena nell’anno 1988 nonché in Scienze della Sicurezza (I livello) ed in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna (specialistica) presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nell’anno 2003.

Ha conseguito il diploma di Master di II livello in Management pubblico e comunicazione di pubblica utilità presso la L.U.M.S.A. (Libera Università Maria Santissima Assunta) di Roma nell’anno 2002.

Ha conseguito il diploma di Master di II livello in Scienze Strategiche presso l’Università degli Studi di Torino nell’anno 2004.
Ha conseguito l’idoneità all’esercizio della professione di Avvocato presso la Corte di Appello di Catanzaro, nell’anno 2000.

È stato condirettore della rivista “Il Carabiniere”.

È iscritto all’Albo dei Giornalisti – Elenco Pubblicisti – dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, dall’anno 2004.

È stato membro dei seguenti organi ministeriali:

Commissione speciale permanente per la sicurezza del patrimonio culturale nazionale;
Comitato per le problematiche afferenti all’esercizio dell’azione di restituzione dei beni culturali illegittimamente sottratti al patrimonio culturale italiano;
Commissione per il censimento delle collezioni numismatiche.

È stato docente di Sicurezza del patrimonio culturale presso la L.U.M.S.A. di Roma, facoltà di Giurisprudenza, corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni.

Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Commendatore dell’Ordine Equestre Pontificio di San Gregorio Magno, è insignito del Diploma di prima classe con medaglia d’oro di Benemerito della Cultura, dell’Arte e della Scuola.

È Accademico della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone (FC) e Accademico Onorario dell’Accademia Raffaello di Urbino (PU), città di cui ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria.

Dopo la fase formativa, nell’autunno del 1978 è destinato al 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” di Venezia – Mestre, quale Comandante di Plotone e poi di Compagnia.

L’anno successivo viene prescelto quale istruttore degli Allievi Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena, ove ricopre gli incarichi di Comandante di Plotone e di Compagnia.

Promosso Capitano, nel 1981 viene assegnato al comando della Compagnia Carabinieri di Urbino e, nel 1984, di quella di San Remo (IM). Nell’autunno del 1985 è chiamato al Comando Generale dell’Arma, ove permane sino al 1994 quale Capo Sezione, dapprima all’Ufficio Servizi Sociali e poi all’Ufficio Personale Ufficiali.

Dal 1994 al 1997, nel grado di Tenente Colonnello, espleta l’incarico di Comandante Provinciale di Cosenza, venendo poi nuovamente destinato al Comando Generale dell’Arma quale Capo Ufficio Personale Ufficiali.

Promosso Colonnello nel 2000, l’anno successivo è nominato Capo del V Reparto “Comunicazione e Affari Generali” dello stesso Comando Generale, carica che ricopre sino all’aprile 2003.

Dall’aprile 2003 ad ottobre 2006, ricopre l’incarico di Comandante Provinciale di Firenze.

Promosso Generale di Brigata, dal 10 gennaio 2007 al 27 settembre 2010 regge il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Dal settembre 2010 al settembre 2012, riveste la carica di Comandante della Legione Carabinieri Toscana.

Promosso Generale di Divisione, dal 6 settembre 2012 al 19 gennaio 2014 è stato Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma.

Dal 20 gennaio 2014 al 14 febbraio 2016, nominato con D.P.C.M. 27 dicembre 2013, è stato Direttore Generale del Grande Progetto Pompei.

Promosso Generale di Corpo d’Armata a decorrere dal 1° gennaio 2016, il 15 febbraio successivo viene nominato Presidente della Commissione di Valutazione e Avanzamento dell’Arma dei Carabinieri, incarico ricoperto sino al 31 dicembre 2016, in parziale contemporaneità con quello di Comandante Interregionale “Ogaden”, assunto il 6 aprile 2016 e tuttora rivestito, con funzioni di alta direzione, coordinamento e controllo delle Legioni Carabinieri Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise.

Dal 29 gennaio al 30 giugno 2017 ha ricoperto altresì la carica di Dirigente Generale Responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati dell’Arma dei Carabinieri in Roma.

FONTE: Sostenitori.info - 23 Dicembre 2017


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Pubblicato il 23/12/2017 @ 16:42  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

il Carabiniere può iscriversi al partito Politico ?? - da valvasev

cariche-politiche-nei-carabinieri Il consiglio di Stato: Carabiniere può iscriversi al partito ma senza assumere cariche

In base alla legislazione vigente, un carabiniere può iscriversi ad un partito politico ed assumere cariche al suo interno ?

Nel Settembre 2016, secondo una sentenza del Tar del Piemonte, sarebbe illegittimo vietare ai militari di iscriversi a gruppi politici e assumere cariche sociali

Il tutto, accogliendo il ricorso del maresciallo aiutante sostituto ufficiale di pubblica sicurezza dei carabinieri Carmelo Cataldi, al quale, allora in servizio (oggi in congedo) al era stata vietata ‘l’iscrizione e l’assunzione di carica sociale in un partito politico – il Psd, Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa – ed erano stati inflitti per un’asserita incompatibilità con l’adempimento dei doveri di Sottufficiale, 5 giorni di consegna di rigore, peraltro con l’espressa ammonizione “che, in caso di inottemperanza, sarebbe stato avviato il procedimento per la diffida ministeriale ed eventuale successiva decadenza dal servizio”. Lo segnala il sitoall’epoca, del caso, si occuparono il sito GrNet.it. e La Stampa

Oggi invece, dal sito ALTALEX, apprendiamo quanto segue:

Ai sensi dell’art. 98, comma 3, Cost. la legge può stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per alcune categorie di soggetti, fra i quali “i militari di carriera in servizio attivo”.

“Carabinieri può iscriversi al partito ma senza assumere cariche” Di questo tema si occupa il Consiglio di Stato, Sezione IV, nella sentenza 12 dicembre 2017, n. 6845. “CONSIGLIO DI STATO, sul ricorso numero di registro generale 1507 del 2017, proposto da Ministero della difesa – Comando Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, 12; C. C., rappresentato e difeso dagli avvocati Giorgio Carta e Giovanni Carta, con domicilio eletto presso il loro studio in Roma, viale Parioli, 55; per la riforma della sentenza del T.a.r. per il Piemonte, Sez. I, n. 1127 del 5 settembre 2016, resa tra le parti, concernente ammonimento a recedere da una carica all’interno di un partito politico e successiva irrogazione della sanzione disciplinare di corpo della consegna di rigore per giorni cinque per mancato recesso da tale carica e da precedente iscrizione ad altro partito.contro

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di C. C.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;


Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 novembre 2017 il Cons. Luca Lamberti e uditi per la parte ricorrente gli avvocati dello Stato Natale e Greco;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO

1. Il maresciallo aiutante dell’Arma dei carabinieri C. C., all’epoca in servizio presso il Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di B. (xxx), ha impugnato avanti il competente T.a.r. il provvedimento prot. n. 3241/10 del 31 agosto 2010 (e i propedeutici atti procedimentali) con cui il comandante della Legione carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” lo ha formalmente ammonito a recedere dalla carica, da lui in precedenza assunta, di segretario regionale per il Piemonte del “P.S.D. – Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa”.

1.1. Con ricorso per motivi aggiunti il maresciallo C. ha impugnato il successivo decreto (Comando Interregionale carabinieri “Pastrengo” prot. n. 171/3 dell’1 aprile 2011) recante il rigetto del ricorso gerarchico proposto avverso la sanzione disciplinare di corpo della consegna di rigore per giorni cinque (decreto Comando Legione carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” prot. n. 3241/65 del 9 dicembre 2010).

Le mancanze contestate consistevano nell’iscrizione, in data 28 novembre 2009, ad un partito politico (l’allora “Lega Nord – Bossi”), nella successiva assunzione, in data 23 marzo 2010, della carica di segretario regionale in altro partito politico (“P.S.D. – Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa”) e nella mancata ottemperanza a due distinti provvedimenti di formale ammonimento a recedere da tali iniziative, a lui notificati in data 4 agosto 2010 (con riferimento all’iscrizione al partito “Lega Nord – Bossi”, non impugnato) e 4 settembre 2010 (con riferimento all’assunzione di carica nell’ambito del partito “P.S.D. – Partito per gli operatori della Sicurezza e della Difesa”,

CONTINUA A LEGGERE LA SENTENZA SUL SITO ALTALEX

FONTE: Sostenitori.info - 18 Dicembre 2017


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Pubblicato il 23/12/2017 @ 16:27  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Sgominata la banda “delle betoniere” dai carabinieri di Latisana - da valvasev

sgominata-la-banda-delle-betoniere-dai-carabinieri-di-latisana LATISANA – Actros. Questo il nome dell’operazione dei carabinieri del Norm di Latisana che ha visto finire in carcere sette persone, denunciarne un’ottava e soprattutto recuperare tutta la refurtiva: 8 autobetoniere (rubate fra Fvg, Veneto e Toscana) per un valore stimato di 2 milioni di euro. Gli uomini dell’Arma hanno concluso tra il 20 e il 26 maggio scorsi un’attività d’indagine avviata il 27 luglio del 2016, data nella quale è avvenuto primo furto ai danni di un’azienda friulana, la ‘Nord Est Logistica srl’ di Ronchis (Go) che si è vista portare via ben tre mezzi..

Operavano in diverse parti d'Italia
Il sodalizio criminale, dedito a reati contro il patrimonio, era specializzato in furti a danno di aziende attive nel settore edile, operanti in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Lombardia, ed Emilia Romagna. La banda era ben strutturata e si occupava, secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giorgio Milillo, prima di effettuare dei sopralluoghi, quindi della ricerca dei capannoni dismessi da affittare (da ignari proprietari) e dove occultare per alcune settimane i mezzi rubati. Secondo l’ipotesi investigativa, dopo una prima fase di stoccaggio nelle strutture locate, la banda sarebbe stata intenzionata a smontare le autobetoniere e quindi a spedirle in Egitto, dove sarebbero state messe a disposizione della criminalità locale. Operazione, quest’ultima, mai portata a termine. La banda è infatti stata fermata dai carabinieri che come detto hanno restituito tutto ai legittimi proprietari.

I primi arresti risalgono allo scorso dicembre
Dopo il furto di Ronchis, infatti, ce ne sono stati altri. Il 20 ottobre 2016 due mezzi sono stati rubati dalla Macbeton di Scorzè (Venezia), quindi un’altra betoniera è stata portata via a Susegana (Treviso), il 12 dicembre, la ditta era sempre la ‘Nord Est Logistica srl’. Proprio in quella circostanza i militari hanno ritrovato la prima autobetoniera, per un valore di 250 mila euro, a Bologna, in un capannone che si trovava in una zona periferica, e sono riusciti ad arrestare i primi due membri del gruppo criminale: G. A. E., un egiziano di 32 anni residente a Cremona, e K.S., un albanese di 36 anni, entrambi sono finiti nel carcere di Bologna.

I furti sono proseguiti
Il 10 febbraio 2017, altre due betoniere sono sparite dalla ‘Valdipesa Calcestruzzi srl’ (Firenze). Rinvenuto uno dei mezzi pesanti in un capannone di Fiumicino, i carabinieri di Latisana assieme ai colleghi di Ponte Galera (Rm) hanno denunciato, in stato di libertà, un altro egiziano, W.I., di 44 anni.

Altri tre tentativi di furto
Nel frattempo si sono verificati anche altri tre tentativi di furto in Lombardia a Veneto. Tra il 20 e il 26 maggio scorsi la svolta nelle indagini con l’arresto (su ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Udine, Daniele Faleschini Barnaba) da parte dei carabinieri di Latisana – coadiuvati dal comando provinciale di Milano e dai colleghi delle stazioni di Torino Le Vallette, San Vittorino romano e dei Norm di Latina - di 5 romeni tra i 26 e i 36 anni residenti in diverse parti d’Italia.

Materiale sequestrato
Nella circostanza gli uomini dell'Arma hanno anche sequestrato 7.570 euro in contanti e due auto - una Lancia Delta e una Fiat Croma - utilizzate nella loro attività criminale. Tutti gli arrestati si trovano nella case circondariali di Milano, Torino, Regina Coeli, Latina e Monza.

FONTE: udine.diariodelweb.it - 01 Giugno 2017
LEGGI anche: banda rubava ad aziende del settore dili del nord sette arresti - MV. 01-06-2017


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Pubblicato il 01/06/2017 @ 23:41  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Si rifiuta di fare la carità: anziana spinta a terra e rapinata della borsa - da valvasev

LIGNANO SABBIADORO (Udine) - Una donna anziana che si è rifiutata di fare la carità a un mendicante è stata spinta per terra, rimanendo ferita, ed è stata rapinata del portafoglio che aveva nella borsa; è successo nel primo pomeriggio di ieri, martedì 25 aprile, a Lignano, vicino al supermercato Pam.

La donna, 69 anni, del posto, stava camminando vicino al punto vendita quando è stata avvicinata da un uomo che, in lingua tedesca, le ha chiesto di darle dei soldi. Lei ha rifiutato e ha continuato per la sua strada ma il mendicante non si è arreso: infastidito per non aver ottenuto quello che voleva ha spinto la 69enne che è caduta per terra.

A quel punto lo straniero, molto rapidamente, le ha rubato il portafoglio dalla borsetta e alcuni effetti personali, per poi fuggire di corsa e far perdere le sue tracce in men che non si dica. I passanti hanno immediatamente aiutato la donna a rialzarsi e hanno chiamato i carabinieri. Mentre l'anziana veniva soccorsa dal personale medico del 118 del Pronto soccorso di Lignano, da poco aperto per la nuova stagione estiva alle porte, i militari dell'Arma della stazione della cittadina balneare hanno cercato il rapinatore, senza però riuscire a individuarlo. La 69enne è stata medicata e dimessa; ha riportato delle escoriazioni e delle botte alle mani e alle braccia.

FONTE: il Gazzetino.it - 26 Aprile 2017
LEGGI anche: anziana che si rifiuta di fare la carità a un mendicante - MV. 26-04-2017


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Pubblicato il 26/04/2017 @ 23:43  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Vuole gettarsi dal ponte a Latisana, salvato dai carabinieri - da valvasev

ponte-a-latisana-salvato-dai-carabinieri L'appuntato scelto Cristiano Gazzola, arrivato sul posto insieme al collega, il vicebrigadiere Christian Toniutti del Nucleo operativo radiomobile di Latisana, ha messo in salvo un uomo, classe 1963, del posto

LATISANA. È riuscito a salvarlo con grande destrezza e rapidità. Prendendolo per la cinta e allontanandolo dal parapetto del ponte sul Tagliamento dal quale stava minacciando di lanciarsi. L'appuntato scelto Cristiano Gazzola, arrivato sul posto insieme al collega, il vicebrigadiere Christian Toniutti del Nucleo operativo radiomobile di Latisana, ha messo in salvo un uomo, classe 1963, del posto.

Il fatto è accaduto la scorsa mattina, verso le 6. Appena giunti, gli uomini dell'Arma hanno iniziato a parlargli cercando, insieme agli operatori del 118 che si trovavano già sul luogo, di convincerlo a mettersi al sicuro, sulla strada. L'uomo però non aveva alcuna intenzione di cambiare idea. Sembrava determinato a compiere l'estremo gesto. I minuti passavano e il rischio che si gettasse diventava sempre più alto.

L'appuntato scelto Gazzola ha atteso il momento giusto, approfittando del passaggio di una bicicletta che da San Michele al Tagliamento si stava dirigendo verso Latisana. L'ha fatta passare e, quando è arrivata all'altezza del punto in cui si trovava l'uomo, il carabiniere è riuscito a prenderlo per la cinta e a metterlo in salvo. Nel prenderlo però si è procurato un trauma al torace, sul lato destro. La prognosi è di cinque giorni.

L'uomo, una volta al sicuro, è stato portato via con l'ambulanza del 118 per i necessari accertamenti medici. Ai soccorritori aveva riferito di trovarsi sul parapetto da alcune ore. Era infreddolito e sotto choc. Grazie alla prontezza degli uomini dell'Arma si è così evitato il peggio.

FONTE: MessaggeroVeneto - 02 Marzo 2017


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Pubblicato il 02/03/2017 @ 14:01  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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