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uto-polizia lignano sabbiadoro La protesta del Sindacato autonomo di Polizia che denuncia tagli e mancanza di aiuto da parte delle istituzioni per poter garantire la sicurezza nella località balneare friulana

Apre ormai a stagione inoltrata il Posto estivo della Polizia di Stato a Lignano Sabbiadoro e i quali agenti saranno impegnati sul territorio della nota località balneare dal 17 al 20 agosto.

Parte da qui la protesta del sindacato autonomono di Polizia che denuncia, dal taglio di 190 unità in provincia di Udine dal 2008, diverse difficoltà di gestione e di autonomia per quanto riguarda i servizi estivi.

Gli agenti infatti, come scrive in una nota il SAP, alloggeranno a Latisana e raggiungeranno Lignano tramite servizi di bus-navetta, mentre i pasti invece verranno fruiti direttamente in loco. Disagi di non poco conto se si pensa che in questo periodo si contano oltre a 350mila visite nella sola Lignano.

Dal canto suo, il sindacato, non si aspettava nulla di più soprattutto, dal momento in cui pare non siano state saldate al completo le convenzioni pregresse con le attività ricettive che si sono dunque rifiutate di ospitare gli agenti con la formula vitto e alloggio.

Rammarico è stato poi espresso per il mancato aiuto e la mancata presa di posizione da parte del Prefetto di Udine Vittorio Zappalorto e da parte del sindaco di Lignano Luca Fanotto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Luglio 2017


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peteano SAGRADO. Il comandante generale dei carabinieri Del Sette alla cerimonia per il 45º anniversario della strage

«Siamo con voi e lo saremo sempre. L’Arma dei Carabinieri era la famiglia di questi tre giovani e sarà sempre anche la vostra». Con queste suggestive parole rivolte ai parenti delle vittime, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio Del Sette, ha suggellato la commemorazione del 45º anniversario della strage di Peteano in cui persero la vita tre carabinieri di stanza a Gradisca: il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Le massime autorità militari e civili si sono strette attorno al monumento che, nella piccola frazione di Sagrado, commemora una dei momenti più bui della storia repubblicana.

Assieme al generale Del Sette, presenti fra gli altri il generale di Corpo d’Armata Aldo Visone, comandante del Comando Interregionale Carabinieri “Vittorio Veneto” con i locali comandanti, l’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri Generale Corpo d’Armata Michele Ladislao, i prefetti di Trieste e Gorizia, Annapaola Porzio ed Isabella Alberti, il questore del capoluogo isontino Lorenzo Pillinini, l’assessore regionale Sara Vito, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli ed i sindaci di Sagrado, Gradisca e Savogna, Elisabetta Pian, Linda Tomasinsig, Alenka Florenin.

Ma soprattutto erano presenti loro, i familiari di chi ha perso la vita in quella terribile strage: la signora Rita Famea, vedova di Ferraro, la signora Luciana Cressatti, vedova di Poveromo, e il fratello di Bongiovanni, Pietro Paolo, oltre ad altri parenti. «Non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo mai quanto accaduto – così il generale Del Sette – lo dobbiamo a questi tre eroi caduti nello svolgimento del proprio compito, lo dobbiamo alle loro famiglie e lo dobbiamo alle giovani generazioni. Qui ricordiamo il dolore dell’Arma e di un Paese, ma anche la sua capacità di reagire immediatamente. Questi ragazzi sono morti senza immaginare che quella notte per loro sarebbe stata l’ultima, eppure consapevoli, come tanti loro colleghi ogni giorno, di dover essere pronti a correre un rischio più elevato di qualsiasi altro cittadino.

Non saranno dimenticati neppure fra altri 45 anni, perché rappresentano gli ideali di questo Paese». Nelle parole del sindaco di Sagrado Elisabetta Pian la riconoscenza della comunità civile all’Arma «composta da tanti silenziosi servitori dello Stato, che col loro operato ci trasmettono quotidianamente non solo sicurezza, ma il senso della democrazia e della libertà». La strage di Peteano è stata a lungo una delle pagine più oscure della storia italiana, le cui indagini solamente alcuni decenni dopo riuscirono ad individuare la responsabilità di alcuni militanti del movimento di estrema destra Ordine Nuovo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 01 Giugno 2017


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cc-latisana LATISANA. C’è chi è salito sull’auto di servizio, al posto di un arrestato. E chi è stato foto segnalato, con tanto di raccolta delle impronte digitali. Fra un sopralluogo alla centrale operativa, tra monitor e trasmittenti e una rapida occhiata alla camera di sicurezza, ascoltando le spiegazioni e attendendo il momento per lanciare la raffica di domande frutto della fantasia e dell’entusiasmo del momento.

Con la scuola primaria di Carlino si è chiuso, per quest’anno, il ciclo di visite ospitate dal Comando Compagnia Carabinieri di Latisana che hanno portato circa 160 bambini delle classi quinte delle scuole primarie di Latisana, Latisanotta, Precenicco, Muzzana del Turgnano, Marano Lagunare e Carlino a visitare la caserma dei Carabinieri.

Dal piano terra dove i bambini hanno visionato gli uffici della Stazione e ascoltato l’illustrazione sui compiti svolti dagli uomini della territoriale, la visita è proseguita, sotto la guida del Capitano, Filippo Sautto, Comandante della Compagnia di Latisana, nel piano dedicato al reparto operativo del Norm, dove le pareti del lungo corridoio sono tappezzate dalla rassegna stampa delle tante e importanti operazioni concluse negli anni dall’Arma di Latisana. La visita per ogni scuola si è conclusa nel garage della caserma, con un’auto di servizio dei Carabinieri a disposizione della curiosità dei bambini, per nulla intimiditi, fra lampeggianti e sirene azionate.

FONTE: MessaggeroVeneto - 13 Maggio 2017


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simulatore-pensionistico “È in fase di sviluppo, da parte del Centro Nazionale Amministrativo, il simulatore pensionistico, un software che sarà messo online e permetterà a chi è prossimo al congedo (per ora saranno esclusi gli ex Corpo Forestale dello Stato) di conoscere vari parametri del suo trattamento pensionistico.” E’ quanto riferisce in anteprima ad InfoDifesa il delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna.

Il Simulatore – prosegue La Fortuna – permette di conoscere la data utile per l’accesso a pensione (cd. pensione anticipata o a domanda) o la data ultima qualora l’amministrato intenda lavorare sino ai limiti di età. Il sistema contempla la possibilità di ricevere direttamente o tramite mail il valore presunto della pensione (stimato a fronte dei parametri impostati dall’utente e calcolato sul valore medio di situazioni pensionistiche analoghe e già liquidate) e il prospetto riepilogativo degli anni utili a pensione.

Il sistema – conclude La Fortuna – rappresenterà un ulteriore passo in avanti in tema di trasparenza amministrativa e servizi all’utenza che l’Arma dei Carabinieri si appresta a compiere attraverso il suo reparto d’eccellenza, il Centro Nazionale Amministrativo, punto di riferimento per molti colleghi ma anche centro di ricerca e di sviluppo di nuovi programmi.

FONTE: InfoDifesa - 03 Aprile 2017


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numero unico di emergenza In una sola utenza tutte le richieste di soccorso. Il servizio partirà a UDINE e GORIZIA

UDINE. Arruolato tutto il personale, il Numero unico dell’emergenza (Nue) è finalmente pronto a partire. Una vera e propria rivoluzione per il settore perché digitando il 112 sarà possibile contattare Polizia, Vigili del fuoco, Carabinieri e Pronto soccorso. Una rivoluzione che sarà operativa per le province di Udine e Gorizia e allargherà la copertura a tutta la ragione. Così il Friuli Venezia Giulia diventerà la seconda regione di Italia, dopo la Lombardia, ad attivare il servizio imposto dalle norme europee.

Quasi un anno di lavoro per mettere a punto il Centro unico di risposta che però si è dovuto confrontare con un’impugnativa del Governo e difficoltà di reclutamento del personale. A finire nel mirino dell’allora esecutivo Renzi fu l’assunzione di personale regionale di qualifica dirigenziale con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

«Di tutto l’articolo l’unico elemento di impugnativa riguarda l’istituzione di una figura dirigenziale con criteri che il Governo ha ritenuto lesivi – ricorda l’assessore Paolo Panontin –, quindi una banalità rispetto al totale della legge.

Abbiamo proceduto con un unico correttivo, stralciando semplicemente quel comma dalla norma». Più difficile il percorso di selezione degli operatori: per fare partire il servizio, Regione e Protezione civile avevano fissato l’obiettivo di 18 assunzioni perché 11 posti erano stati recuperati con la mobilità all’interno del comparto. A regime il personale assumerà un ruolo di categoria B con un contratto triennale.

Ma la selezione si inceppa quasi subito: era stata la stessa Regione a segnalare irregolarità alla Procura. Un candidato, infatti, conosceva in anticipo le domande poiché aveva sbirciato un foglio lasciato accidentalmente incustodito. La Procura non ha ravvisato gli estremi del dolo (le risposte non erano state lasciate appositamente in bella vista).

Graduatoria cancellata (due erano i vincitori, fra cui il “furbetto”) e lavoro tutto da rifare. L’ultima selezione, che risale a martedì, ha arruolato altre tre persone, portando la squadra del Nue al completo perché nel frattempo un’altra risorsa interna all’amministrazione ha deciso di impegnarsi nel nuovo progetto. Si tratta di uomini e donne fra i 35 e i 45 anni che hanno frequentato (o stanno frequentando) un corso di formazione propedeutico alla firma del contratto che avverrà soltanto dopo il superamento delle prove.

Gli aspiranti centralinisti che non erano già dipendenti pubblici sono stati pescati dalle graduatorie delle liste di collocamento (fondamentale lo status di “disoccupati”) e fra i requisiti c’era un periodo di lavoro di almeno tre mesi in Protezione civile o in un call center. Non era richiesta alcuna conoscenza delle lingue, perché è previsto un servizio di traduzione simultanea ad hoc.

Per diventare operatori del Nue i candidati hanno dovuto superare un test scritto, una simulazione di risposta a una chiamata di emergenza con la compilazione di un format su supporto informatico, più l’orale. «Abbiamo chiuso l’attività di selezione – commenta Luciano Sulli, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e presidente del gruppo di commissari d’esame –. Con l’ultima sessione di esami abbiamo portato ai corsi di formazione tre persone e un’ultima posizione è stata coperta con le disponibilità interne legate al passaggio dei dipendenti delle Province. In questo momento il primo gruppo è già alla fase di testing sulla trasmissione delle chiamate.

Il secondo è alla fase teorica. Ma la partenza del servizio è fissata a scaglioni».

L’avvio del Nue ha richiesto un «lungo e impegnativo lavoro, ma il fatto di avere già una realtà collaudata e rodata a Milano, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello dei software, ha aiutato – aggiunge Sulli –. Anche il fatto di lavorare su una struttura, quella della Protezione civile a Palmanova, che ha già una sua dotazione di base come rete, dispositivi e la parte di impianti tecnologici ha contribuito».

Il Nue è comunque una novità e servirà un periodo di collaudo. «I numeri delle emergenze cui siamo abituati resteranno comunque in funzione – assicura Sulli –, ma la risposta avverrà soltanto da Palmanova e gli operatori potranno anche localizzare la chiamata». Le potenzialità del 112 sono tutte da esplorare. Perché in futuro potrebbero essere collegate alla rete anche la stessa Protezione civile e altri servizi. A breve partirà anche una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini.

FONTE: MessaggeroVeneto - 09 Marzo 2017


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Sgominata la banda “delle betoniere” dai carabinieri di Latisana - da valvasev

sgominata-la-banda-delle-betoniere-dai-carabinieri-di-latisana LATISANA – Actros. Questo il nome dell’operazione dei carabinieri del Norm di Latisana che ha visto finire in carcere sette persone, denunciarne un’ottava e soprattutto recuperare tutta la refurtiva: 8 autobetoniere (rubate fra Fvg, Veneto e Toscana) per un valore stimato di 2 milioni di euro. Gli uomini dell’Arma hanno concluso tra il 20 e il 26 maggio scorsi un’attività d’indagine avviata il 27 luglio del 2016, data nella quale è avvenuto primo furto ai danni di un’azienda friulana, la ‘Nord Est Logistica srl’ di Ronchis (Go) che si è vista portare via ben tre mezzi..

Operavano in diverse parti d'Italia
Il sodalizio criminale, dedito a reati contro il patrimonio, era specializzato in furti a danno di aziende attive nel settore edile, operanti in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Lombardia, ed Emilia Romagna. La banda era ben strutturata e si occupava, secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giorgio Milillo, prima di effettuare dei sopralluoghi, quindi della ricerca dei capannoni dismessi da affittare (da ignari proprietari) e dove occultare per alcune settimane i mezzi rubati. Secondo l’ipotesi investigativa, dopo una prima fase di stoccaggio nelle strutture locate, la banda sarebbe stata intenzionata a smontare le autobetoniere e quindi a spedirle in Egitto, dove sarebbero state messe a disposizione della criminalità locale. Operazione, quest’ultima, mai portata a termine. La banda è infatti stata fermata dai carabinieri che come detto hanno restituito tutto ai legittimi proprietari.

I primi arresti risalgono allo scorso dicembre
Dopo il furto di Ronchis, infatti, ce ne sono stati altri. Il 20 ottobre 2016 due mezzi sono stati rubati dalla Macbeton di Scorzè (Venezia), quindi un’altra betoniera è stata portata via a Susegana (Treviso), il 12 dicembre, la ditta era sempre la ‘Nord Est Logistica srl’. Proprio in quella circostanza i militari hanno ritrovato la prima autobetoniera, per un valore di 250 mila euro, a Bologna, in un capannone che si trovava in una zona periferica, e sono riusciti ad arrestare i primi due membri del gruppo criminale: G. A. E., un egiziano di 32 anni residente a Cremona, e K.S., un albanese di 36 anni, entrambi sono finiti nel carcere di Bologna.

I furti sono proseguiti
Il 10 febbraio 2017, altre due betoniere sono sparite dalla ‘Valdipesa Calcestruzzi srl’ (Firenze). Rinvenuto uno dei mezzi pesanti in un capannone di Fiumicino, i carabinieri di Latisana assieme ai colleghi di Ponte Galera (Rm) hanno denunciato, in stato di libertà, un altro egiziano, W.I., di 44 anni.

Altri tre tentativi di furto
Nel frattempo si sono verificati anche altri tre tentativi di furto in Lombardia a Veneto. Tra il 20 e il 26 maggio scorsi la svolta nelle indagini con l’arresto (su ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Udine, Daniele Faleschini Barnaba) da parte dei carabinieri di Latisana – coadiuvati dal comando provinciale di Milano e dai colleghi delle stazioni di Torino Le Vallette, San Vittorino romano e dei Norm di Latina - di 5 romeni tra i 26 e i 36 anni residenti in diverse parti d’Italia.

Materiale sequestrato
Nella circostanza gli uomini dell'Arma hanno anche sequestrato 7.570 euro in contanti e due auto - una Lancia Delta e una Fiat Croma - utilizzate nella loro attività criminale. Tutti gli arrestati si trovano nella case circondariali di Milano, Torino, Regina Coeli, Latina e Monza.

FONTE: udine.diariodelweb.it - 01 Giugno 2017
LEGGI anche: banda rubava ad aziende del settore dili del nord sette arresti - MV. 01-06-2017


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Pubblicato il 01/06/2017 @ 23:41  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Si rifiuta di fare la carità: anziana spinta a terra e rapinata della borsa - da valvasev

LIGNANO SABBIADORO (Udine) - Una donna anziana che si è rifiutata di fare la carità a un mendicante è stata spinta per terra, rimanendo ferita, ed è stata rapinata del portafoglio che aveva nella borsa; è successo nel primo pomeriggio di ieri, martedì 25 aprile, a Lignano, vicino al supermercato Pam.

La donna, 69 anni, del posto, stava camminando vicino al punto vendita quando è stata avvicinata da un uomo che, in lingua tedesca, le ha chiesto di darle dei soldi. Lei ha rifiutato e ha continuato per la sua strada ma il mendicante non si è arreso: infastidito per non aver ottenuto quello che voleva ha spinto la 69enne che è caduta per terra.

A quel punto lo straniero, molto rapidamente, le ha rubato il portafoglio dalla borsetta e alcuni effetti personali, per poi fuggire di corsa e far perdere le sue tracce in men che non si dica. I passanti hanno immediatamente aiutato la donna a rialzarsi e hanno chiamato i carabinieri. Mentre l'anziana veniva soccorsa dal personale medico del 118 del Pronto soccorso di Lignano, da poco aperto per la nuova stagione estiva alle porte, i militari dell'Arma della stazione della cittadina balneare hanno cercato il rapinatore, senza però riuscire a individuarlo. La 69enne è stata medicata e dimessa; ha riportato delle escoriazioni e delle botte alle mani e alle braccia.

FONTE: il Gazzetino.it - 26 Aprile 2017
LEGGI anche: anziana che si rifiuta di fare la carità a un mendicante - MV. 26-04-2017


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Pubblicato il 26/04/2017 @ 23:43  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Vuole gettarsi dal ponte a Latisana, salvato dai carabinieri - da valvasev

ponte-a-latisana-salvato-dai-carabinieri L'appuntato scelto Cristiano Gazzola, arrivato sul posto insieme al collega, il vicebrigadiere Christian Toniutti del Nucleo operativo radiomobile di Latisana, ha messo in salvo un uomo, classe 1963, del posto

LATISANA. È riuscito a salvarlo con grande destrezza e rapidità. Prendendolo per la cinta e allontanandolo dal parapetto del ponte sul Tagliamento dal quale stava minacciando di lanciarsi. L'appuntato scelto Cristiano Gazzola, arrivato sul posto insieme al collega, il vicebrigadiere Christian Toniutti del Nucleo operativo radiomobile di Latisana, ha messo in salvo un uomo, classe 1963, del posto.

Il fatto è accaduto la scorsa mattina, verso le 6. Appena giunti, gli uomini dell'Arma hanno iniziato a parlargli cercando, insieme agli operatori del 118 che si trovavano già sul luogo, di convincerlo a mettersi al sicuro, sulla strada. L'uomo però non aveva alcuna intenzione di cambiare idea. Sembrava determinato a compiere l'estremo gesto. I minuti passavano e il rischio che si gettasse diventava sempre più alto.

L'appuntato scelto Gazzola ha atteso il momento giusto, approfittando del passaggio di una bicicletta che da San Michele al Tagliamento si stava dirigendo verso Latisana. L'ha fatta passare e, quando è arrivata all'altezza del punto in cui si trovava l'uomo, il carabiniere è riuscito a prenderlo per la cinta e a metterlo in salvo. Nel prenderlo però si è procurato un trauma al torace, sul lato destro. La prognosi è di cinque giorni.

L'uomo, una volta al sicuro, è stato portato via con l'ambulanza del 118 per i necessari accertamenti medici. Ai soccorritori aveva riferito di trovarsi sul parapetto da alcune ore. Era infreddolito e sotto choc. Grazie alla prontezza degli uomini dell'Arma si è così evitato il peggio.

FONTE: MessaggeroVeneto - 02 Marzo 2017


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Pubblicato il 02/03/2017 @ 14:01  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Furti in casa, sgominata la banda Finiscono in manette tre albanesi - da valvasev

in manette tre albanesi Latisana: responsabili di 12 colpi compiuti tra il 10 e il 12 gennaio nelle province di Udine e Pordenone Il trio si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè e ha rubato in tutto 70 mila euro. Indagine dei carabinieri

Almeno dodici fra furti commessi e tentati nella Bassa friulana, nell’hinterland udinese e nella provincia di Pordenone. A cominciare dai due colpi messi a segno a Lignano Sabbiadoro, per oltre 70 mila euro di bottino. Prese di mira abitazioni isolate e periferiche nei comuni di Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia, dovei i ladri si sono introdotti o hanno tentato il colpo tra il 10 e il 12 gennaio scorsi. Nel tardo pomeriggio o prima serata, approfittando della momentanea assenza dei padroni di casa, alla ricerca di oro e preziosi, finendo perfino col mettere le mani dentro a un’urna cineraria, contenente le ceneri di un defunto, togliendo il coperchio alla ricerca di oggetti da rubare, come accaduto in una villetta di Varmo.

A mettere fine all’attività di una vera e propria banda specializzata nei furti in casa, i Carabinieri della Compagnia di Latisana che venerdì scorso hanno arrestato con l’accusa di furto, ricettazione e tentato furto, con l’aggravante del concorso, tre cittadini albanesi, raggiunti nelle loro abitazioni di Lignano e Ronchis, al termine di un’accurata indagine partita dai furti commessi in Riviera e che ha portato gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia latisanese, coordinati dal comandante, capitano Filippo Sautto, assieme ai colleghi della Stazione di Lignano, a identificare e arrestare il 24enne David Toplana e i 30enni Altin Marvataj e Sokol Molla.

La banda si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè, sequestrata per la successiva confisca durante le operazioni di arresto dei tre: i Carabinieri di Latisana hanno studiato le mosse degli albanesi per raccogliere tutta una serie di riscontri che hanno portato il Gip del Tribunale di Udine, Matteo Carlisi, a emettere nei loro confronto un ordine di custodia cautelare in carcere. Perquisendo gli alloggi di Lignano e Ronchis, i militari dell’Arma hanno sequestrato gioielli e oggetti di pregio, per un valore complessivo di circa 3.000 euro. Secondo gli inquirenti è probabile che gran parte della refurtiva, provento dei colpi messi a segno dalla banda, sia stata immediatamente messa sul mercato della ricettazione.

In ventiquattr’ore di indagine, coordinate dal Pm Andrea Gondolo, i Carabinieri di Latisana hanno raccolto precisi elementi di colpevolezza a carico dei tre albanesi e attraverso l’analisi e l’intreccio di quanto raccolto nel corso di un’attività svolta davvero a tempo di record, i militari di Latisana sono riusciti a risalire all’identificazione dei tre abanesi. Le prove raccolte hanno permesso di procedere nei loro confronti al fermo di indiziato di delitto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Gennaio 2017


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Pubblicato il 21/01/2017 @ 14:48  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Un bottino da 3.000 euro e furti in 12 comuni, tre arresti - da valvasev

furti a Latisana 4 albanesi arrestati I malviventi, di origine albanese, operavano nella provincia di Udine e di Pordenone. Durante la perquisizione delle loro abitazioni, i carabinieri hanno ritrovato molti dei gioielli e dei valori scomparsi

LATISANA. Entravano in casa e portavano via soldi e valori. I carabinieri di Latisana, insieme alla stazione di Lignano Sabbiadoro, hanno fermato tre uomini, di origini albanesi, accusati di continui furti, 12 finora quelli segnalati, in case disabitate nella provincia di Udine e di Pordenone.

Le indagini, partite da alcuni furti commessi a Lignano e guidate dal pm Andrea Gondolo, hanno fatto luce su un giro di ricettazione di gioielli che gli stessi tre uomini rubavano e poi rivendevano. Altri i comuni dove i malviventi si sono mossi, tra il 10 e il 12 gennaio di quest'anno: Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia. Per fuggire utilizzavano un'auto Audi A5 coupé, poi confiscata dai carabinieri.

I tre uomini sono Toplana David, 24enne, residente a Forlimpopoli, Marvataj Altin, 30enne e Molla Sokol, 30enne. Tutti e tre risponderanno di ricettazione, furto e tentato furto, aggravati in concorso.

I malviventi prendevano di mira case isolate, approfittando della momentanea assenza dei proprietari per portare via denaro e gioielli. Solo lo scorso 13 gennaio i carabinieri hanno identificato gli uomini e durante le perquisizioni nelle loro abitazioni, a Lignano e Ronchisi, hanno trovato e sequestrato 3.000 euro di merce rubata. Arrestati ora sono detenuti in carcere a Udine.

FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Gennaio 2017


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Pubblicato il 19/01/2017 @ 21:07  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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