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Fusione corpo Forestali e Arma Carabinieri TARVISIO. In Valcanale sui mezzi della Forestale, rigorosamente di colore verde, sono comparse le scritte Carabinieri. E all’ingresso dello storico palazzo sito in via Romana e finora sede della direzione della Foresta di Tarvisio, campeggia il simbolo dell’Arma. Una decisione, quella presa dal governo nell’ambito del riordino delle forze armate e di polizia, che non ha mancato di suscitare polemiche tra i forestali, con prese di posizione espresse dei sindacati di categoria a livello nazionale.

Di fatto, con il 1 gennaio, s’è avviato il processo di assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, in base al decreto legislativo dell’agosto scorso. Tutte le 8 mila guardie forestali d’Italia sono, quindi, confluite nelle specialità dell’Arma, come Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, con comando a Roma.

Un’unità che svolgerà le stesse funzioni coperte in precedenza dai 38 Utb (Uffici territoriali per la Biodiverstà). I Primi riflessi del provvedimento legislativo sono stati notati, ovviamente a Tarvisio e in tutta la Valcanale, dove il rapporto della gente con la Forestale ha radici profonde, dal 1919, quando la foresta (con i suoi 23 mila ettari, dei quali 15 mila boscati) è stata assegnata in attuazione del trattato di San Germano, in proprietà del Fondo edifici per il culto e alla gestione dell’allora Real Corpo Forestale, divenuto Corpo Forestale dello Stato, nel secondo dopoguerra.

«Tengo ad assicurare che a livello pratico nulla cambia, Non c’è stata e non ci sarà alcuna trasformazione di rilievo – afferma Patrizio Terlicher, l’amministratore della Foresta che con il cambio, ha assunto il grado di tenente colonnello dell’Arma –. L’attività in seno alla foresta non subirà alcun cambiamento. Il personale continuerà l’attività gestionale del compendio, a seconda dei piani della forestazione, compresa la normale assegnazione dei diritti di servitù ai cittadini che ne hanno beneficio».

Insomma nei primi quindici giorni c’è stato solo il cambio delle insegne, il cambiamento delle scritte sugli automezzi, la vestizione del personale con le divise dei carabinieri.

«Comunque – ripete Terlicher – nulla cambia. Il personale sta partecipando anche ad appositi seminari informativi presso il comando della Legione Carabinieri di Udine e questa fase di adeguamento perdurerà per tutto il 2017 con corsi specifici anche a livello professionale», tiene a rassicurare il tenente colonnello.

Il passaggio all’Arma è avvenuto per quaranta forestali dello Stato e operai dipendenti. «Dispiace invece per i forestali (in tutta Italia gli esclusi sono il 15 per cento della forza, ndr): tre di loro, addetti al nucleo antincendio, come previsto dal decreto ministeriale passeranno in forza al comando dei Vigili del Fuoco di Udine, mentre un quarto passerà al ministero dell’Agricoltura».

L’augurio dei valligiani, è che la foresta di Tarvisio, con il suo legname di pregio (basti ricordare l’abete di risonanza per la costruzione dei violini, i suoi mille cervi, mille caprioli e almeno cinquecento camosci, per non parlare della presenza degli stambecchi, dell’orso, dell’aquila e della lince) possa acquisire nuovo slancio gestionale.

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Gennaio 2017


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Pensioni Militari Al personale del comparto difesa e sicurezza non si applicano i nuovi limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva stabiliti dalla legge 214/11 (cosiddetta legge Fornero) per andare in pensione. Infatti, i requisiti necessari per il collocamento in pensione del personale in esame è, ancora, regolato dal Dlgs 165 del 30 aprile 1997, e successive modificazioni e integrazioni che, all’articolo 6, stabilisce che il diritto alla pensione di anzianità si consegue secondo le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 25, 26, 27 e 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni ed integrazioni.

Ai requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, bisogna però poi aggiungere una finestra mobile di 12 mesi prevista dalla legge 122/10 e bisogna aggiungere, come per le altre categorie di lavoratori anche l’adeguamento alla speranza di vita. Cosa vuol dire nella pratica tutto questo insieme di norme?

Vuol dire che il personale del comparto difesa e sicurezza può arrivare alla pensione con 35 anni di contributi tra servizio effettivo e servizio virtuale (che insieme fanno il servizio utile) e con 57 anni di età. Ci sono da aggiungere i 3 mesi di speranza di vista dal 2013 e l’applicazione della finestra mobile di 12 mesi. In alternativa i militari possono andare in pensione con 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età ma con l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.

Sulla base dell’età anagrafica del richiedente, si può stabilire anche la data di decorrenza della pensione anticipata. In pratica bisogna capire se si matura prima:

il requisito di 57 anni di età e 35 anni di contributi, ai quali occorre aggiungere l’adeguamento alla speranza di vita e la finestra mobile di 12 mesi, oppure

il requisito di 40 anni e 3 mesi di contributi (servizio effettivo + servizio virtuale), oltre l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.


FONTE: S.U.P.U - 17 Settembre 2016


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convenzione comune Lignano volontari anc Il Comune di Lignano Sabbiadoro ha sottoscritto una convenzione con la locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Grazie all’intesa firmata dal Sindaco, Luca Fanotto, i volontari dell’ANC svolgeranno servizi che vanno dall’attività di informazione e comunicazione sul territorio comunale, alla prevenzione dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, fino ad arrivare al supporto in occasione di eventi e manifestazioni turistiche, sportive o per aggregazioni pubbliche organizzate sul territorio, anche nella stagione invernale.

«Abbiamo voluto siglare questo accordo – spiega il Sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto – per migliorare ulteriormente l’assistenza ai nostri residenti e ai nostri turisti, soprattutto nei mesi estivi che vedono un notevole intensificarsi di manifestazioni e un grande incremento di popolazione. Nello schema della convenzione abbiamo previsto inoltre l’attività di supporto alla Polizia Locale nei servizi e l’attività di formazione e di aggiornamento dei volontari». L’intesa siglata sarà valida sino al 31 dicembre 2018.

FONTE: Comune Lignano Facebook - 27 Luglio 2016


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Luogotenente Marino Marinello LATISANA - Cambio al vertice della stazione dei carabinieri di Latisana:

nuovo comandante è il luogotenente Marino Marinello, subentrato al maresciallo Gaetano Camarda.
Marinello da parecchi anni comanda stazioni dell'arma nella Bassa friulana, pertanto è un ottimo conoscitore delle problematiche locali.
Ha comandato diversi anni la stazione CC di Rivignano, è passato poi al comando di quella di Lignano, dove ha avuto modo di mettersi in luce per varie operazioni contro la malavita.

Da circa una dozzina d'anni si trovava al comando del Nucleo Operativo e Radiomobile di Palmanova.

È sposato ed ha due figli.

Il primogenito Alessandro è carabiniere in Trentino Alto Adige, la figlia Stefania si è arruolata negli alpini, ma il suo obiettivo è quello di entrare a fare parte dell'arma.

FONTE: Il Gazzettino (Pordenone) - 18 Aprile 2016


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maxi retata a lignano 07-giugno-2015 07 giugno 2015 - LIGNANO. Dalle borse più tradizionali ai bastoni per scattarsi un “selfie”. Dagli occhiali da sole ai portachiavi laser. E poi foulard colorati, collane, braccialetti e asciugamani per la spiaggia. In tutto sono stati 802 gli oggetti sequestrati nel “blitz” contro i venditori abusivi a cui hanno preso parte la Polizia locale e la Capitaneria di Porto con il supporto del Corpo forestale regionale impegnato in operazioni di controllo nella pineta e nell’area boschiva all’interno del villaggio Getur. Una ventina i venditori fermati.
Maxi operazione Ventiquattro persone delle forze dell’ordine che, parte in divisa e parte in borghese, hanno controllato il litorale dal villaggio Getur fino alla “Sacca”, ufficio numero 8 a Pineta, e dall’ufficio 17 all’ufficio 19 a Sabbiadoro.

In alcuni casi sono stati gli stessi turisti a indicare agli agenti della Polizia locale dove fossero i venditori o in che direzione si fossero diretti. Una ventina, come detto, quelli fermati poi sanzionati con “multe” per commercio abusivo. Nessuno ha reagito o tentato di scappare come accaduto in altre occasioni. Merce in pineta Sono stati rinvenuti tra i cespugli o nella pineta anche sacchi contenenti merci contraffatte. Con molta probabilità i venditori abusivi le lasciavano lì nascoste nelle vegetazione e una volta venduti tutti gli oggetti ritornavano a rifornirsi. È stata trovata anche immondizia abbandonata tra gli alberi.

L’intervento del sindaco Ha prima rivolto un “grazie” a tutte le forze dell’ordine impegnate nella maxi-operazione di sequestro e poi ha voluto rispondere alle critiche che gli erano piombate addosso dal coordinamento del centrodestra lignanese sulla campagna contro l’abusivismo avviata in città dal Comune in sinergia con la Prefettura di Udine. «Da una parte questa campagna – ha affermato il primo cittadino Luca Fanotto – è informativa in quanto si vuole ribadire il principio della legalità invitando tutti i turisti e i residenti a non acquistare questa merce, che può rappresentare anche un rischio per la salute, in quanto venendo meno la domanda ci sarà anche un calo dell’offerta.
Dall’altra parte l’iniziativa portata avanti ha un carattere repressivo tesa al sequestro delle merci attraverso operazioni coordinate. Ritengo che quanto affermato dal centro destra sia stato intempestivo rispetto a quanto oggi (ieri per chi legge ndr) si è concretizzato oltre al fatto che si preferisce sempre strumentalizzare invece che informarsi». Campagna anti-abusivismo Al “blitz” di ieri mattina seguirà una serie di operazioni che saranno messe in campo durante tutta l’estate. Anche quest’anno, infatti, si prosegue il percorso avviato la scorsa stagione attraverso il rinnovo della convenzione con l'associazione dei Carabinieri in congedo di Lignano e l'associazione nazionale finanzieri d'Italia, sezione di Latisana.

In ogni ufficio spiaggia del litorale è stato distribuito del materiale informativo e affisso un cartello, scritto in diverse lingue, in cui si ricorda agli ospiti che «la legge italiana punisce le persone che effettuano acquisti da venditori non autorizzati» .
Sanzioni L’acquisto di merci da venditori abusivi, così come il sottoporsi a un massaggio oppure il richiedere un tatuaggio o le treccine sarà perseguito a norma di legge con una sanzione amministrativa da un minimo di 100 fino a un massimo di 7.000 euro. Sono infatti tutte azioni vietate.

Prefettura e Comune sono uniti nella battaglia contro l’abusivismo. E proprio per questo hanno programmato una regia unitaria per mettere in atto interventi rapidi ed efficaci. Una battaglia per la legalità come hanno più volte ripetuto le autorità. Che proseguirà, senza sosta, nei prossimi tre mesi.

FONTE: 07 giugno 2015 - MessaggeroVeneto

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Furti in casa, sgominata la banda Finiscono in manette tre albanesi - da valvasev

in manette tre albanesi Latisana: responsabili di 12 colpi compiuti tra il 10 e il 12 gennaio nelle province di Udine e Pordenone Il trio si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè e ha rubato in tutto 70 mila euro. Indagine dei carabinieri

Almeno dodici fra furti commessi e tentati nella Bassa friulana, nell’hinterland udinese e nella provincia di Pordenone. A cominciare dai due colpi messi a segno a Lignano Sabbiadoro, per oltre 70 mila euro di bottino. Prese di mira abitazioni isolate e periferiche nei comuni di Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia, dovei i ladri si sono introdotti o hanno tentato il colpo tra il 10 e il 12 gennaio scorsi. Nel tardo pomeriggio o prima serata, approfittando della momentanea assenza dei padroni di casa, alla ricerca di oro e preziosi, finendo perfino col mettere le mani dentro a un’urna cineraria, contenente le ceneri di un defunto, togliendo il coperchio alla ricerca di oggetti da rubare, come accaduto in una villetta di Varmo.

A mettere fine all’attività di una vera e propria banda specializzata nei furti in casa, i Carabinieri della Compagnia di Latisana che venerdì scorso hanno arrestato con l’accusa di furto, ricettazione e tentato furto, con l’aggravante del concorso, tre cittadini albanesi, raggiunti nelle loro abitazioni di Lignano e Ronchis, al termine di un’accurata indagine partita dai furti commessi in Riviera e che ha portato gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia latisanese, coordinati dal comandante, capitano Filippo Sautto, assieme ai colleghi della Stazione di Lignano, a identificare e arrestare il 24enne David Toplana e i 30enni Altin Marvataj e Sokol Molla.

La banda si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè, sequestrata per la successiva confisca durante le operazioni di arresto dei tre: i Carabinieri di Latisana hanno studiato le mosse degli albanesi per raccogliere tutta una serie di riscontri che hanno portato il Gip del Tribunale di Udine, Matteo Carlisi, a emettere nei loro confronto un ordine di custodia cautelare in carcere. Perquisendo gli alloggi di Lignano e Ronchis, i militari dell’Arma hanno sequestrato gioielli e oggetti di pregio, per un valore complessivo di circa 3.000 euro. Secondo gli inquirenti è probabile che gran parte della refurtiva, provento dei colpi messi a segno dalla banda, sia stata immediatamente messa sul mercato della ricettazione.

In ventiquattr’ore di indagine, coordinate dal Pm Andrea Gondolo, i Carabinieri di Latisana hanno raccolto precisi elementi di colpevolezza a carico dei tre albanesi e attraverso l’analisi e l’intreccio di quanto raccolto nel corso di un’attività svolta davvero a tempo di record, i militari di Latisana sono riusciti a risalire all’identificazione dei tre abanesi. Le prove raccolte hanno permesso di procedere nei loro confronti al fermo di indiziato di delitto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Gennaio 2017


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Pubblicato il 21/01/2017 @ 14:48  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Un bottino da 3.000 euro e furti in 12 comuni, tre arresti - da valvasev

furti a Latisana 4 albanesi arrestati I malviventi, di origine albanese, operavano nella provincia di Udine e di Pordenone. Durante la perquisizione delle loro abitazioni, i carabinieri hanno ritrovato molti dei gioielli e dei valori scomparsi

LATISANA. Entravano in casa e portavano via soldi e valori. I carabinieri di Latisana, insieme alla stazione di Lignano Sabbiadoro, hanno fermato tre uomini, di origini albanesi, accusati di continui furti, 12 finora quelli segnalati, in case disabitate nella provincia di Udine e di Pordenone.

Le indagini, partite da alcuni furti commessi a Lignano e guidate dal pm Andrea Gondolo, hanno fatto luce su un giro di ricettazione di gioielli che gli stessi tre uomini rubavano e poi rivendevano. Altri i comuni dove i malviventi si sono mossi, tra il 10 e il 12 gennaio di quest'anno: Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia. Per fuggire utilizzavano un'auto Audi A5 coupé, poi confiscata dai carabinieri.

I tre uomini sono Toplana David, 24enne, residente a Forlimpopoli, Marvataj Altin, 30enne e Molla Sokol, 30enne. Tutti e tre risponderanno di ricettazione, furto e tentato furto, aggravati in concorso.

I malviventi prendevano di mira case isolate, approfittando della momentanea assenza dei proprietari per portare via denaro e gioielli. Solo lo scorso 13 gennaio i carabinieri hanno identificato gli uomini e durante le perquisizioni nelle loro abitazioni, a Lignano e Ronchisi, hanno trovato e sequestrato 3.000 euro di merce rubata. Arrestati ora sono detenuti in carcere a Udine.

FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Gennaio 2017


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Pubblicato il 19/01/2017 @ 21:07  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Dà fuoco al punto pausa e fugge, identificato un minorenne - da valvasev

Latisana punto-pausa L'autore dell'incendio del punto pausa di Latisana è un ragazzo straniero che non ha ancora compiuto la maggiore età

LATISANA. Identificato l'autore dell'incendio che nella notte fra il 10 e l'11 dicembre scorsi, ha distrutto il Punto Pausa di piazza Garibaldi a Latisana. A lui i Carabinieri della locale Stazione sono arrivati visionando le immagini registrate dalle telecamere di controllo, presenti nel locale che ospitava sei distributori automatici della ditta Cda di Talmassons.

Si tratta di un minore extracomunitario, residente nella zona. Il ragazzino è stato identificato dai Carabinieri a seguito di una precisa indagine durata alcune settimane, ma proprio per la sua giovanissima età non è imputabile. Gli elementi raccolti dai Carabinieri della Stazione di Latisana, coordinati dal comandante della Compagnia, il Capitano, Filippo Sautto, sono comunque al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Trieste.

I filmati delle telecamere dell'impianto di videosorveglianza del locale ritraggono il ragazzino nel momento in cui dà fuoco a un fazzoletto di carta e lo getta in uno dei contenitori dei rifiuti che si trovavano in un vano attiguo al locale principale, che ospitava sei distributori automatici di bevande e snacks.
Il minorenne si trovava all'interno del Punto Pausa assieme ad alcuni coetanei e vi è rimasto anche quando, dall'oblò della parete divisoria che separava il vano destinato ai contenitori per la raccolta dei rifiuti, si è visto del fumo, come documentato sempre dalle telecamere.

Mezz'ora dopo le fiamme stavano già divorando l'intero locale di piazza Garibaldi e solo l'allarme dato da alcuni passanti e il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che l'incendio avesse conseguenze peggiori.

Nel locale, aperto nel 2010, comunque l'intero impianto elettrico è andato distrutto e il fumo ha fatto il resto, entrando anche nell'unità che si trova al primo piano dell'edificio, all'angolo fra piazza Garibaldi e via Vendramin. Il contro soffitto del Punto Pausa è stato completamente rimosso dai Pompieri, ma la sua presenza, stando alla perizia compiuta dai tecnici del Comando Provinciale, ha avuto un ruolo di schermatura nei confronti del solaio, che non è stato intaccato dalle fiamme, evitando così danni strutturali.

A condurre le indagini, in queste settimane, sono stati gli stessi Carabinieri che periodicamente sono impegnati nelle scuole del comprensorio, con alcuni incontri di promozione della cultura della legalità, proprio nel tentativo di sensibilizzare giovani e giovanissimi e prevenire certi comportamenti. Consapevoli che c’è ancora molto da fare.

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Gennaio 2017


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Pubblicato il 18/01/2017 @ 09:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana, aveva nel furgone pannelli fotovoltaici rubati: denunciato - da valvasev

pannelli-fotovoltaici-rubati Giovane smascherato dai carabinieri: la merce era stata sottratta a un'azienda del Vicentino

LATISANA. Un pneumatico bucato e un carico che scotta. E pensa bene di allontanarsi dal mezzo, lasciato parcheggiato in un'area isolata. Ma percorsi pochi metri il suo atteggiamento un po' sospetto viene notato dall'equipaggio di un'aliquota del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Latisana che lo fermano. Il furgone che ha appena abbandonato è carico di pannelli fotovoltaici, risultati rubati qualche ora prima in un'azienda agricola del vicentino.

Lui è un rumeno 23enne, B.A.E. le sue iniziali, che ora dovrà rispondere di ricettazione. Viaggiava con 115 pannelli fotovoltaici, della potenza di 250 watt ciascuno, per un valore complessivo di oltre 40 mila euro.

A insospettire i Carabinieri del Norm, impegnati sabato pomeriggio in un servizio di controllo del territorio, un Ducato con targa straniera, fermo in una zona defilata rispetto al centro abitato di Latisanotta. Un posto insolito dove parcheggiare, soprattutto un mezzo con un pneumatico a terra, evidentemente bucato e visibilmente appesantivo da quanto posizionato nel vano di carico. Poco più in là il giovane che si stava allontanando velocemente dal luogo del controllo.

Raggiunto dai militari e sottoposto a un controllo, in tasca aveva le chiavi del furgone, con tutto il suo prezioso carico, risultato il provento di un furto messo a segno la notte prima, ai danni dell’azienda agricola Ghiotto, con sede a Villaga in provincia di Vicenza.

Il 23enne è quindi stato denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione, mentre i pannelli ritrovati saranno restituiti all’azienda agricola derubata.

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Gennaio 2017

LEGGI anche: Pannelli_solari_rubati - Gazzettino 17-01-2016


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Pubblicato il 18/01/2017 @ 09:16  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

LATISANA: Rapina con la pistola giocattolo: presi 500 euro - da valvasev

rapina alla-Di Più Poco prima della chiusura al market "Di Più". Spara un colpo al pavimento e si capisce che l’arma è finta, poi scappa

LATISANA. Bottino da meno di 500 euro per il rapinatore solitario che ha colpito nel tardo pomeriggio di ieri a Latisana.

Preso di mira il supermercato DiPiù di via Crosere dove alle 18.45 si è presentato alle casse un uomo vestito con una tuta da ginnastica scura cappuccio in testa e sciarpa a coprire il viso. Si è diretto subito alle due casse operative in quel momento (il negozio chiude alle 19.30) dove c’era anche una signora in attesa di pagare la sua spesa, mentre in tutto il supermercato erano presenti sei clienti.

Il rapinatore che indossava anche un paio di guanti del tipo usa e getta, ha appoggiato un sacchetto davanti alla cassiera e le ha detto «non fare scherzi e riempi qua», indicando la borsa di plastica messa sul nastro trasportatore della cassa e mostrando allo stesso tempo un pistola nascosta sotto la felpa.

A quel punto il responsabile del punto vendita, in servizio nella cassa accanto, è intervenuto invitando l’uomo a mantenere la calma e ha aiutato la collega a mettere i soldi nel sacchetto.

Alla vista delle banconote, in tutto meno di 500 euro, l’uomo ha perso il controllo e ha urlato ai due dipendenti del negozio se lo stessero prendendo in giro, perché era impossibile che quello fosse l’incasso del giorno. E per essere più convincente ha impugnato l’arma che teneva nascosta sotto la maglia e ha sparato un colpo verso il pavimento.

Quasi certamente una pistola giocattolo, perché lo sparo non è risultato particolarmente rumoroso, tanto che nessuno dei clienti presenti nel negozio si è accorto di quanto stava accadendo nella zona delle casse. A quel punto il rapinatore ha arraffato il sacchetto con le poche centinaia di euro rimediati ed è scappato.

Fuori era già buio e nessuno dall’interno del supermercato è riuscito a vedere se l’uomo, che parlava un perfetto italiano senza particolari inflessioni, si sia allontanato a piedi, o se utilizzando un’auto parcheggiata davanti al negozio. In questo caso non è escluso che ad attenderlo ci fosse un complice.

Tutti elementi che sono oggetto di verifica da parte dei Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Latisana, coordinati dal capitano Filippo Sautto. Dopo un primo sopralluogo effettuato ieri, pochi minuti dopo la rapina e sulla base delle testimonianze fornite dai due dipendenti del negozio DiPiù e dai clienti, gli inquirenti stanno ricostruendo le fasi concitate della rapina.

FONTE: MessaggeroVeneto - 28 Dicembre 2016


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Pubblicato il 29/12/2016 @ 09:15  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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