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ultimi 5 news


riordino ruoli arma carabinieri Il progetto di riordino dei ruoli è improntato a:
salvaguardare i principi di “armonizzazione”
e di “equi-ordinazione” nell’ambito delle amm/ni del Comparto Difesa/Sicurezza sviluppare più armoniche progressioni di carriera, valorizzando i gradi dei ruoli Appuntati e Carabinieri, Sovrintendenti e Marescialli riformare le carriere degli Ufficiali


APPUNTATI e CARABINIERI: (clicca per ingrandire)
Appuntati

a riduzione della permanenza da 5 a 4 anni per la promozione ad Appuntato Scelto
l‘incremento di tutte le posizioni stipendiali (parametri)
l’introduzione della “qualifica speciale” dopo 8 anni nel grado di App. Scelto cui viene associato un riconoscimento economico connesso alle funzioni superiori

BRIGADIERI: (clicca per ingrandire)
BRIGADIERI

l’anticipo delle promozioni di 2 anni rispettivamente negli avanzamenti a Brig. e Brig. Capo (da 7 a 5 anni), con conseguente accelerazione della carriera per favorire il raggiungimento del grado apicalebr /> l‘incremento di tutte le posizioni stipendiali (parametri)br /> l’introduzione della “qualifica speciale” dopo 8 anni nel grado di Brig. Capo, cui viene associato un riconoscimento economico connesso alle funzioni superiori

MARESCIALLI: (clicca per ingrandire)
MARESCIALLI

la qualificazione del ruolo dei marescialli a “carattere direttivo“
l’introduzione del grado di Luog. in luogo dell’attuale qualifica
la promozione al grado di Mar. Aiut. con un sistema di avanzamento “a scelta per terzi”, che risolve la stagnazione nel grado di Mar. Capo
l’introduzione della qualifica di Luogotenente Carica Speciale dopo 4 anni di permanenza nel grado di Luog., cui è associato un riconoscimento economico connesso all’espletamento delle funzioni superiori

ALTRI INTERVENTI SU TUTTI I RUOLI: (clicca per ingrandire)
ALTRI INTERVENTI SU TUTTI I RUOLI

Transitorio “graduale” con anticipazione termini per il raggiungimento del grado successivo
Assegni «una tantum» per gli apicali che non usufruiranno, a causa del ridotto numero di anni di servizio residui, di concreti benefici conseguenti al riordino
Eventuale stabilizzazione Bonus 80€ dal 2018, con trasformazione (anche parziale) in «defiscalizzazione»
DIRIGENZIALIZZAZIONE degli UFFICIALI
la cui carriera, per la natura e la complessità delle specifiche «funzioni di carattere dirigenziale» attribuite, è retta da un ordinamento speciale, caratterizzato dalla unitarietà

PROGRESSIONI VERTICALI-IPOTESI A REGIME: (clicca per ingrandire)
PROGRESSIONI VERTICALI-IPOTESI A REGIME

RUOLO DIRETTIVO dei MARESCIALLI
la cui carriera si caratterizza per le «funzioni di carattere direttivo» ad essi attribuite
IL PROGETTO PREVEDE

  • Carriera unitaria di rango dirigenziale, con unificazione dei ruoli normale e speciale
  • Rivisitazione del t.e., provvedendo, come richiesto dal MEF, a:
  • sostituzione dell’istituto della «omogeneizzazione» stipendiale
  • superamento delle problematiche applicative legate alla corresponsione del FESI al personale c.d. “omogeneizzato” e dell’Assegno di iniziale valorizzazione dirigenziale ai Magg. e Ten./Col.

Istituzione del Ruolo Normale (unificazione RN e RS)

  • Volume determinato in base a dotazioni attuali ruoli «normale» e «speciale» (3375 u.)
  • Previsione di transiti dal RS nel nuovo RN con stessa anzianità di grado

Rivisitazione volumi e cicli promozione

  • Accesso alla dirigenza con il grado di Maggiore dopo 13 anni dalla prima nomina
  • (15 anni dall’ingresso in Accademia)
  • Rivisitazione del Ruolo Tecnico Logistico
  • Alimentazione normalizzata annuale e rimodulazione delle permanenze nei gradi
  • Ridefinizione dei volumi complessivi e di comparti e specialità
  • Accesso alla dirigenza con il grado di Maggiore dopo 9 anni dalla prima nomina
  • Rivisitazione organici e cicli promozione

Armonizzazione del Ruolo Forestale (a regime)

  • Alimentazione normalizzata annuale con conferma delle attuali dotazioni dirigenziali
  • Transitorio con progressiva devoluzione dell’organico da RFI
  • Rimodulazione delle permanenze nei gradi
  • Accesso alla dirigenza con il grado di Maggiore dopo 9 anni dalla prima nomina

Assestamento del Ruolo Forestale Iniziale

  • Accesso alla dirigenza con il grado di Maggiore dopo 7 anni dalla prima nomina
  • Adeguamento delle permanenze nei gradi (più favorevole del modello PdS)
  • Progressivo riassorbimento delle eccedenze
  • Assicurazione del conferimento di promozioni annuali (regime transitorio decennale)

Anemizzazione del Ruolo Speciale a esaurimento

  • Differenziale di 5 anni rispetto al RN per avanzamento a Col.
  • DM annuale per promozioni a Col. RS a esaurimento
  • Accesso alla dirigenza con il grado di Maggiore dopo 16 anni dalla prima nomina

Ruolo Normale

  • Immissione (2017-2021) di Lgt in assenza del requisito di laurea e limite max. di età, e del restante personale con innalzamento limite max. di età da 40 a 45 anni
  • Transiti a domanda (2018-2023) dal RS a esaurimento, per U. in possesso di laurea magistrale
  • Avanzamenti ad anzianità per i gradi di Cap. e Magg., sino al 2023
  • Modifica della disciplina delle promozioni dei Ten.Col. spad non a vacanza (2250 ter COM) con previsione di una percentuale pari al 30% degli U. idonei in aliquota

Ruolo Speciale a esaurimento

  • Immissione straordinaria nel Ruolo Speciale a esaurimento di 1.000 unità complessive nel quinquennio 2017-2021 (200 posizioni annue riservate a Luogotenenti)
  • Detrazione temporanea di 1.000 u. da Ispettori e progressiva riattribuzione al ruolo di provenienza
  • Avanzamento fino al grado di Cap. in relazione a età media d’ingresso (52-53 anni)
  • Disciplina transitoria sul collocamento in ARQ (precedenza degli U. R.S. a esaurimento rispetto ai parigrado RN)

Ruolo Tecnico

  • Intervento sui cicli di promozione, al fine di tutelare le aspettative degli U. già valutati nel corrente anno.
  • Avanzamenti ad anzianità per i gradi di Cap. e Magg., sino al 2023

Ruolo Forestale Iniziale

  • Previsione per gli U. transitati con il grado di Cap. e di Magg., di una permanenza minima da Magg. pari a 2 anni, ai fini dell’avanzamento a Ten.Col.
  • Progressiva devoluzione delle dotazioni organiche dal RFI al RF a regime, con DM annuale

FONTE: infodifesa.it - 17 Febbraio 2017


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enea-codotto Durante un cerimonia svoltasi a Gorgo sono stati resi gli onori all’appuntato originario del paese che nel 1981 morì durante un conflitto a fuoco con alcuni esponenti del gruppo terroristico

LATISANA. Domenica 5 febbraio, nella chiesa “Santi Filippo e Giacomo apostoli”, a Gorgo di Latisana, si è svolta la cerimonia commemorativa del dell’appuntato Enea Codotto, originario del luogo, caduto a Padova il 5 febbraio 1981 e decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Alla cerimonia religiosa, officiata dal parroco don Rinaldo in una chiesa gremita di militari dell’Arma in servizio ed in congedo, di fedeli e simpatizzanti, hanno partecipato le rappresentanze delle sezioni dell’associazione nazionale di Latisana, Lignano Sabbiadoro, San Giorgio di Nogaro, Carlino e Mortegliano.

Erano presenti, inoltre, il sindaco di Latisana Daniele Galizio con una rappresentanza della giunta, il comandante provinciale dei carabinieri di Udine Marco Zearo e il capitano Filippo Sautto, comandante della Compagnia di Latisana.

Il colonnello Zearo ha letto la motivazione della medaglia d’oro al valor militare ed ha ricordato l’appuntato Enea Codotto, esaltandone le qualità morali e militari e la sua profonda devozione al servizio.

enea-codotto

Ha rievocato gli attimi in cui il giovanissimo Enea e il suo parigrado e coetaneo Luigi Maronese, la sera del 5 febbraio 1981, in servizio di pattuglia, persero la vita nell’adempimento del dovere.

I due giovani carabinieri avevano raggiunto la zona del canale Scaricatore, nel quartiere Bassanello, alla periferia di Padova. Lì avevano sorpreso alcuni militanti del gruppo terroristico di estrema destra Nar (Nuclei armati rivoluzionari) mentre tentavano di recuperare un borsone di armi precedentemente nascoste nel letto del canale.

Ci fu un conflitto a fuoco e i carabinieri vennero raggiunti dai proiettili. Prima di morire, però, riuscirono a loro volta a colpire il leader del gruppo, Valerio Fioravanti che, gravemente ferito alle gambe, venne arrestato poco dopo.

Il comandante provinciale dell’Arma Zearo, durante la cerimonia di Gorgo, ha anche speso parole di gratitudine ai militari in quiescenza delle sezioni locali dell’associazione nazionale carabinieri e ai militari in servizio, per la loro quotidiana opera al servizio della collettività.

A Danilo, fratello di Enea Codotto – che non ha potuto partecipare alla cerimonia per indisposizione – il colonnello ha poi rivolto saluti sinceri e affettuosi a nome di tutti i carabinieri del Provinciale di Udine.
A seguire, tutti hanno raggiunto il cippo ubicato nella piazza intitolata al militare decorato. Qui sono stati resi gli onori al militare ed è stata deposta una corona di fiori.

FONTE: MessaggeroVeneto - 5 Febbraio 2017


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podgora Il generale di Corpo d’Armata Aldo Visone (comandante carabinieri “Vittorio Veneto” di Padova), accompagnato dal generale di Brigata Vincenzo Procacci (comandante della Legione Carabinieri Fvg) e dal tenente colonnello Alessandro Carboni (comandante provinciale di Gorizia), hanno reso omaggio ieri mattina ai caduti nella battaglia del Podgora, con la deposizione di una corona alla base della stele eretta sul monte Calvario.

Con questo gesto i carabinieri hanno voluto ricordare l’epica battaglia che il 19 luglio 1917 vide il sacrificio dei propri militari sulle pendici del Podgora, per la difesa dell’identità nazionale.

FONTE: MessaggeroVeneto - 28 Gennaio 2017


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Fusione corpo Forestali e Arma Carabinieri TARVISIO. In Valcanale sui mezzi della Forestale, rigorosamente di colore verde, sono comparse le scritte Carabinieri. E all’ingresso dello storico palazzo sito in via Romana e finora sede della direzione della Foresta di Tarvisio, campeggia il simbolo dell’Arma. Una decisione, quella presa dal governo nell’ambito del riordino delle forze armate e di polizia, che non ha mancato di suscitare polemiche tra i forestali, con prese di posizione espresse dei sindacati di categoria a livello nazionale.

Di fatto, con il 1 gennaio, s’è avviato il processo di assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, in base al decreto legislativo dell’agosto scorso. Tutte le 8 mila guardie forestali d’Italia sono, quindi, confluite nelle specialità dell’Arma, come Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, con comando a Roma.

Un’unità che svolgerà le stesse funzioni coperte in precedenza dai 38 Utb (Uffici territoriali per la Biodiverstà). I Primi riflessi del provvedimento legislativo sono stati notati, ovviamente a Tarvisio e in tutta la Valcanale, dove il rapporto della gente con la Forestale ha radici profonde, dal 1919, quando la foresta (con i suoi 23 mila ettari, dei quali 15 mila boscati) è stata assegnata in attuazione del trattato di San Germano, in proprietà del Fondo edifici per il culto e alla gestione dell’allora Real Corpo Forestale, divenuto Corpo Forestale dello Stato, nel secondo dopoguerra.

«Tengo ad assicurare che a livello pratico nulla cambia, Non c’è stata e non ci sarà alcuna trasformazione di rilievo – afferma Patrizio Terlicher, l’amministratore della Foresta che con il cambio, ha assunto il grado di tenente colonnello dell’Arma –. L’attività in seno alla foresta non subirà alcun cambiamento. Il personale continuerà l’attività gestionale del compendio, a seconda dei piani della forestazione, compresa la normale assegnazione dei diritti di servitù ai cittadini che ne hanno beneficio».

Insomma nei primi quindici giorni c’è stato solo il cambio delle insegne, il cambiamento delle scritte sugli automezzi, la vestizione del personale con le divise dei carabinieri.

«Comunque – ripete Terlicher – nulla cambia. Il personale sta partecipando anche ad appositi seminari informativi presso il comando della Legione Carabinieri di Udine e questa fase di adeguamento perdurerà per tutto il 2017 con corsi specifici anche a livello professionale», tiene a rassicurare il tenente colonnello.

Il passaggio all’Arma è avvenuto per quaranta forestali dello Stato e operai dipendenti. «Dispiace invece per i forestali (in tutta Italia gli esclusi sono il 15 per cento della forza, ndr): tre di loro, addetti al nucleo antincendio, come previsto dal decreto ministeriale passeranno in forza al comando dei Vigili del Fuoco di Udine, mentre un quarto passerà al ministero dell’Agricoltura».

L’augurio dei valligiani, è che la foresta di Tarvisio, con il suo legname di pregio (basti ricordare l’abete di risonanza per la costruzione dei violini, i suoi mille cervi, mille caprioli e almeno cinquecento camosci, per non parlare della presenza degli stambecchi, dell’orso, dell’aquila e della lince) possa acquisire nuovo slancio gestionale.

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Gennaio 2017


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Pensioni Militari Al personale del comparto difesa e sicurezza non si applicano i nuovi limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva stabiliti dalla legge 214/11 (cosiddetta legge Fornero) per andare in pensione. Infatti, i requisiti necessari per il collocamento in pensione del personale in esame è, ancora, regolato dal Dlgs 165 del 30 aprile 1997, e successive modificazioni e integrazioni che, all’articolo 6, stabilisce che il diritto alla pensione di anzianità si consegue secondo le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 25, 26, 27 e 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni ed integrazioni.

Ai requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, bisogna però poi aggiungere una finestra mobile di 12 mesi prevista dalla legge 122/10 e bisogna aggiungere, come per le altre categorie di lavoratori anche l’adeguamento alla speranza di vita. Cosa vuol dire nella pratica tutto questo insieme di norme?

Vuol dire che il personale del comparto difesa e sicurezza può arrivare alla pensione con 35 anni di contributi tra servizio effettivo e servizio virtuale (che insieme fanno il servizio utile) e con 57 anni di età. Ci sono da aggiungere i 3 mesi di speranza di vista dal 2013 e l’applicazione della finestra mobile di 12 mesi. In alternativa i militari possono andare in pensione con 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età ma con l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.

Sulla base dell’età anagrafica del richiedente, si può stabilire anche la data di decorrenza della pensione anticipata. In pratica bisogna capire se si matura prima:

il requisito di 57 anni di età e 35 anni di contributi, ai quali occorre aggiungere l’adeguamento alla speranza di vita e la finestra mobile di 12 mesi, oppure

il requisito di 40 anni e 3 mesi di contributi (servizio effettivo + servizio virtuale), oltre l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.


FONTE: S.U.P.U - 17 Settembre 2016


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ultimi 5 post sul Blog

Furti in casa, sgominata la banda Finiscono in manette tre albanesi - da valvasev

in manette tre albanesi Latisana: responsabili di 12 colpi compiuti tra il 10 e il 12 gennaio nelle province di Udine e Pordenone Il trio si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè e ha rubato in tutto 70 mila euro. Indagine dei carabinieri

Almeno dodici fra furti commessi e tentati nella Bassa friulana, nell’hinterland udinese e nella provincia di Pordenone. A cominciare dai due colpi messi a segno a Lignano Sabbiadoro, per oltre 70 mila euro di bottino. Prese di mira abitazioni isolate e periferiche nei comuni di Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia, dovei i ladri si sono introdotti o hanno tentato il colpo tra il 10 e il 12 gennaio scorsi. Nel tardo pomeriggio o prima serata, approfittando della momentanea assenza dei padroni di casa, alla ricerca di oro e preziosi, finendo perfino col mettere le mani dentro a un’urna cineraria, contenente le ceneri di un defunto, togliendo il coperchio alla ricerca di oggetti da rubare, come accaduto in una villetta di Varmo.

A mettere fine all’attività di una vera e propria banda specializzata nei furti in casa, i Carabinieri della Compagnia di Latisana che venerdì scorso hanno arrestato con l’accusa di furto, ricettazione e tentato furto, con l’aggravante del concorso, tre cittadini albanesi, raggiunti nelle loro abitazioni di Lignano e Ronchis, al termine di un’accurata indagine partita dai furti commessi in Riviera e che ha portato gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia latisanese, coordinati dal comandante, capitano Filippo Sautto, assieme ai colleghi della Stazione di Lignano, a identificare e arrestare il 24enne David Toplana e i 30enni Altin Marvataj e Sokol Molla.

La banda si muoveva a bordo di un’Audi A5 coupè, sequestrata per la successiva confisca durante le operazioni di arresto dei tre: i Carabinieri di Latisana hanno studiato le mosse degli albanesi per raccogliere tutta una serie di riscontri che hanno portato il Gip del Tribunale di Udine, Matteo Carlisi, a emettere nei loro confronto un ordine di custodia cautelare in carcere. Perquisendo gli alloggi di Lignano e Ronchis, i militari dell’Arma hanno sequestrato gioielli e oggetti di pregio, per un valore complessivo di circa 3.000 euro. Secondo gli inquirenti è probabile che gran parte della refurtiva, provento dei colpi messi a segno dalla banda, sia stata immediatamente messa sul mercato della ricettazione.

In ventiquattr’ore di indagine, coordinate dal Pm Andrea Gondolo, i Carabinieri di Latisana hanno raccolto precisi elementi di colpevolezza a carico dei tre albanesi e attraverso l’analisi e l’intreccio di quanto raccolto nel corso di un’attività svolta davvero a tempo di record, i militari di Latisana sono riusciti a risalire all’identificazione dei tre abanesi. Le prove raccolte hanno permesso di procedere nei loro confronti al fermo di indiziato di delitto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Gennaio 2017


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Pubblicato il 21/01/2017 @ 14:48  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Un bottino da 3.000 euro e furti in 12 comuni, tre arresti - da valvasev

furti a Latisana 4 albanesi arrestati I malviventi, di origine albanese, operavano nella provincia di Udine e di Pordenone. Durante la perquisizione delle loro abitazioni, i carabinieri hanno ritrovato molti dei gioielli e dei valori scomparsi

LATISANA. Entravano in casa e portavano via soldi e valori. I carabinieri di Latisana, insieme alla stazione di Lignano Sabbiadoro, hanno fermato tre uomini, di origini albanesi, accusati di continui furti, 12 finora quelli segnalati, in case disabitate nella provincia di Udine e di Pordenone.

Le indagini, partite da alcuni furti commessi a Lignano e guidate dal pm Andrea Gondolo, hanno fatto luce su un giro di ricettazione di gioielli che gli stessi tre uomini rubavano e poi rivendevano. Altri i comuni dove i malviventi si sono mossi, tra il 10 e il 12 gennaio di quest'anno: Campoformido, Varmo, Basiliano, Pocenia, Fiume Veneto e Porcia. Per fuggire utilizzavano un'auto Audi A5 coupé, poi confiscata dai carabinieri.

I tre uomini sono Toplana David, 24enne, residente a Forlimpopoli, Marvataj Altin, 30enne e Molla Sokol, 30enne. Tutti e tre risponderanno di ricettazione, furto e tentato furto, aggravati in concorso.

I malviventi prendevano di mira case isolate, approfittando della momentanea assenza dei proprietari per portare via denaro e gioielli. Solo lo scorso 13 gennaio i carabinieri hanno identificato gli uomini e durante le perquisizioni nelle loro abitazioni, a Lignano e Ronchisi, hanno trovato e sequestrato 3.000 euro di merce rubata. Arrestati ora sono detenuti in carcere a Udine.

FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Gennaio 2017


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Pubblicato il 19/01/2017 @ 21:07  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Dà fuoco al punto pausa e fugge, identificato un minorenne - da valvasev

Latisana punto-pausa L'autore dell'incendio del punto pausa di Latisana è un ragazzo straniero che non ha ancora compiuto la maggiore età

LATISANA. Identificato l'autore dell'incendio che nella notte fra il 10 e l'11 dicembre scorsi, ha distrutto il Punto Pausa di piazza Garibaldi a Latisana. A lui i Carabinieri della locale Stazione sono arrivati visionando le immagini registrate dalle telecamere di controllo, presenti nel locale che ospitava sei distributori automatici della ditta Cda di Talmassons.

Si tratta di un minore extracomunitario, residente nella zona. Il ragazzino è stato identificato dai Carabinieri a seguito di una precisa indagine durata alcune settimane, ma proprio per la sua giovanissima età non è imputabile. Gli elementi raccolti dai Carabinieri della Stazione di Latisana, coordinati dal comandante della Compagnia, il Capitano, Filippo Sautto, sono comunque al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Trieste.

I filmati delle telecamere dell'impianto di videosorveglianza del locale ritraggono il ragazzino nel momento in cui dà fuoco a un fazzoletto di carta e lo getta in uno dei contenitori dei rifiuti che si trovavano in un vano attiguo al locale principale, che ospitava sei distributori automatici di bevande e snacks.
Il minorenne si trovava all'interno del Punto Pausa assieme ad alcuni coetanei e vi è rimasto anche quando, dall'oblò della parete divisoria che separava il vano destinato ai contenitori per la raccolta dei rifiuti, si è visto del fumo, come documentato sempre dalle telecamere.

Mezz'ora dopo le fiamme stavano già divorando l'intero locale di piazza Garibaldi e solo l'allarme dato da alcuni passanti e il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che l'incendio avesse conseguenze peggiori.

Nel locale, aperto nel 2010, comunque l'intero impianto elettrico è andato distrutto e il fumo ha fatto il resto, entrando anche nell'unità che si trova al primo piano dell'edificio, all'angolo fra piazza Garibaldi e via Vendramin. Il contro soffitto del Punto Pausa è stato completamente rimosso dai Pompieri, ma la sua presenza, stando alla perizia compiuta dai tecnici del Comando Provinciale, ha avuto un ruolo di schermatura nei confronti del solaio, che non è stato intaccato dalle fiamme, evitando così danni strutturali.

A condurre le indagini, in queste settimane, sono stati gli stessi Carabinieri che periodicamente sono impegnati nelle scuole del comprensorio, con alcuni incontri di promozione della cultura della legalità, proprio nel tentativo di sensibilizzare giovani e giovanissimi e prevenire certi comportamenti. Consapevoli che c’è ancora molto da fare.

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Gennaio 2017


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Pubblicato il 18/01/2017 @ 09:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana, aveva nel furgone pannelli fotovoltaici rubati: denunciato - da valvasev

pannelli-fotovoltaici-rubati Giovane smascherato dai carabinieri: la merce era stata sottratta a un'azienda del Vicentino

LATISANA. Un pneumatico bucato e un carico che scotta. E pensa bene di allontanarsi dal mezzo, lasciato parcheggiato in un'area isolata. Ma percorsi pochi metri il suo atteggiamento un po' sospetto viene notato dall'equipaggio di un'aliquota del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Latisana che lo fermano. Il furgone che ha appena abbandonato è carico di pannelli fotovoltaici, risultati rubati qualche ora prima in un'azienda agricola del vicentino.

Lui è un rumeno 23enne, B.A.E. le sue iniziali, che ora dovrà rispondere di ricettazione. Viaggiava con 115 pannelli fotovoltaici, della potenza di 250 watt ciascuno, per un valore complessivo di oltre 40 mila euro.

A insospettire i Carabinieri del Norm, impegnati sabato pomeriggio in un servizio di controllo del territorio, un Ducato con targa straniera, fermo in una zona defilata rispetto al centro abitato di Latisanotta. Un posto insolito dove parcheggiare, soprattutto un mezzo con un pneumatico a terra, evidentemente bucato e visibilmente appesantivo da quanto posizionato nel vano di carico. Poco più in là il giovane che si stava allontanando velocemente dal luogo del controllo.

Raggiunto dai militari e sottoposto a un controllo, in tasca aveva le chiavi del furgone, con tutto il suo prezioso carico, risultato il provento di un furto messo a segno la notte prima, ai danni dell’azienda agricola Ghiotto, con sede a Villaga in provincia di Vicenza.

Il 23enne è quindi stato denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione, mentre i pannelli ritrovati saranno restituiti all’azienda agricola derubata.

FONTE: MessaggeroVeneto - 17 Gennaio 2017

LEGGI anche: Pannelli_solari_rubati - Gazzettino 17-01-2016


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Pubblicato il 18/01/2017 @ 09:16  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

LATISANA: Rapina con la pistola giocattolo: presi 500 euro - da valvasev

rapina alla-Di Più Poco prima della chiusura al market "Di Più". Spara un colpo al pavimento e si capisce che l’arma è finta, poi scappa

LATISANA. Bottino da meno di 500 euro per il rapinatore solitario che ha colpito nel tardo pomeriggio di ieri a Latisana.

Preso di mira il supermercato DiPiù di via Crosere dove alle 18.45 si è presentato alle casse un uomo vestito con una tuta da ginnastica scura cappuccio in testa e sciarpa a coprire il viso. Si è diretto subito alle due casse operative in quel momento (il negozio chiude alle 19.30) dove c’era anche una signora in attesa di pagare la sua spesa, mentre in tutto il supermercato erano presenti sei clienti.

Il rapinatore che indossava anche un paio di guanti del tipo usa e getta, ha appoggiato un sacchetto davanti alla cassiera e le ha detto «non fare scherzi e riempi qua», indicando la borsa di plastica messa sul nastro trasportatore della cassa e mostrando allo stesso tempo un pistola nascosta sotto la felpa.

A quel punto il responsabile del punto vendita, in servizio nella cassa accanto, è intervenuto invitando l’uomo a mantenere la calma e ha aiutato la collega a mettere i soldi nel sacchetto.

Alla vista delle banconote, in tutto meno di 500 euro, l’uomo ha perso il controllo e ha urlato ai due dipendenti del negozio se lo stessero prendendo in giro, perché era impossibile che quello fosse l’incasso del giorno. E per essere più convincente ha impugnato l’arma che teneva nascosta sotto la maglia e ha sparato un colpo verso il pavimento.

Quasi certamente una pistola giocattolo, perché lo sparo non è risultato particolarmente rumoroso, tanto che nessuno dei clienti presenti nel negozio si è accorto di quanto stava accadendo nella zona delle casse. A quel punto il rapinatore ha arraffato il sacchetto con le poche centinaia di euro rimediati ed è scappato.

Fuori era già buio e nessuno dall’interno del supermercato è riuscito a vedere se l’uomo, che parlava un perfetto italiano senza particolari inflessioni, si sia allontanato a piedi, o se utilizzando un’auto parcheggiata davanti al negozio. In questo caso non è escluso che ad attenderlo ci fosse un complice.

Tutti elementi che sono oggetto di verifica da parte dei Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Latisana, coordinati dal capitano Filippo Sautto. Dopo un primo sopralluogo effettuato ieri, pochi minuti dopo la rapina e sulla base delle testimonianze fornite dai due dipendenti del negozio DiPiù e dai clienti, gli inquirenti stanno ricostruendo le fasi concitate della rapina.

FONTE: MessaggeroVeneto - 28 Dicembre 2016


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Pubblicato il 29/12/2016 @ 09:15  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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