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Pensioni Militari Al personale del comparto difesa e sicurezza non si applicano i nuovi limiti di età anagrafica e di anzianità contributiva stabiliti dalla legge 214/11 (cosiddetta legge Fornero) per andare in pensione. Infatti, i requisiti necessari per il collocamento in pensione del personale in esame è, ancora, regolato dal Dlgs 165 del 30 aprile 1997, e successive modificazioni e integrazioni che, all’articolo 6, stabilisce che il diritto alla pensione di anzianità si consegue secondo le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 25, 26, 27 e 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni ed integrazioni.

Ai requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, bisogna però poi aggiungere una finestra mobile di 12 mesi prevista dalla legge 122/10 e bisogna aggiungere, come per le altre categorie di lavoratori anche l’adeguamento alla speranza di vita. Cosa vuol dire nella pratica tutto questo insieme di norme?

Vuol dire che il personale del comparto difesa e sicurezza può arrivare alla pensione con 35 anni di contributi tra servizio effettivo e servizio virtuale (che insieme fanno il servizio utile) e con 57 anni di età. Ci sono da aggiungere i 3 mesi di speranza di vista dal 2013 e l’applicazione della finestra mobile di 12 mesi. In alternativa i militari possono andare in pensione con 40 anni di contributi, indipendentemente dall’età ma con l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.

Sulla base dell’età anagrafica del richiedente, si può stabilire anche la data di decorrenza della pensione anticipata. In pratica bisogna capire se si matura prima:

il requisito di 57 anni di età e 35 anni di contributi, ai quali occorre aggiungere l’adeguamento alla speranza di vita e la finestra mobile di 12 mesi, oppure

il requisito di 40 anni e 3 mesi di contributi (servizio effettivo + servizio virtuale), oltre l’applicazione della finestra mobile di 15 mesi.


FONTE: S.U.P.U - 17 Settembre 2016


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convenzione comune Lignano volontari anc Il Comune di Lignano Sabbiadoro ha sottoscritto una convenzione con la locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Grazie all’intesa firmata dal Sindaco, Luca Fanotto, i volontari dell’ANC svolgeranno servizi che vanno dall’attività di informazione e comunicazione sul territorio comunale, alla prevenzione dell’abusivismo commerciale e della contraffazione, fino ad arrivare al supporto in occasione di eventi e manifestazioni turistiche, sportive o per aggregazioni pubbliche organizzate sul territorio, anche nella stagione invernale.

«Abbiamo voluto siglare questo accordo – spiega il Sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto – per migliorare ulteriormente l’assistenza ai nostri residenti e ai nostri turisti, soprattutto nei mesi estivi che vedono un notevole intensificarsi di manifestazioni e un grande incremento di popolazione. Nello schema della convenzione abbiamo previsto inoltre l’attività di supporto alla Polizia Locale nei servizi e l’attività di formazione e di aggiornamento dei volontari». L’intesa siglata sarà valida sino al 31 dicembre 2018.

FONTE: Comune Lignano Facebook - 27 Luglio 2016


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Luogotenente Marino Marinello LATISANA - Cambio al vertice della stazione dei carabinieri di Latisana:

nuovo comandante è il luogotenente Marino Marinello, subentrato al maresciallo Gaetano Camarda.
Marinello da parecchi anni comanda stazioni dell'arma nella Bassa friulana, pertanto è un ottimo conoscitore delle problematiche locali.
Ha comandato diversi anni la stazione CC di Rivignano, è passato poi al comando di quella di Lignano, dove ha avuto modo di mettersi in luce per varie operazioni contro la malavita.

Da circa una dozzina d'anni si trovava al comando del Nucleo Operativo e Radiomobile di Palmanova.

È sposato ed ha due figli.

Il primogenito Alessandro è carabiniere in Trentino Alto Adige, la figlia Stefania si è arruolata negli alpini, ma il suo obiettivo è quello di entrare a fare parte dell'arma.

FONTE: Il Gazzettino (Pordenone) - 18 Aprile 2016


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maxi retata a lignano 07-giugno-2015 07 giugno 2015 - LIGNANO. Dalle borse più tradizionali ai bastoni per scattarsi un “selfie”. Dagli occhiali da sole ai portachiavi laser. E poi foulard colorati, collane, braccialetti e asciugamani per la spiaggia. In tutto sono stati 802 gli oggetti sequestrati nel “blitz” contro i venditori abusivi a cui hanno preso parte la Polizia locale e la Capitaneria di Porto con il supporto del Corpo forestale regionale impegnato in operazioni di controllo nella pineta e nell’area boschiva all’interno del villaggio Getur. Una ventina i venditori fermati.
Maxi operazione Ventiquattro persone delle forze dell’ordine che, parte in divisa e parte in borghese, hanno controllato il litorale dal villaggio Getur fino alla “Sacca”, ufficio numero 8 a Pineta, e dall’ufficio 17 all’ufficio 19 a Sabbiadoro.

In alcuni casi sono stati gli stessi turisti a indicare agli agenti della Polizia locale dove fossero i venditori o in che direzione si fossero diretti. Una ventina, come detto, quelli fermati poi sanzionati con “multe” per commercio abusivo. Nessuno ha reagito o tentato di scappare come accaduto in altre occasioni. Merce in pineta Sono stati rinvenuti tra i cespugli o nella pineta anche sacchi contenenti merci contraffatte. Con molta probabilità i venditori abusivi le lasciavano lì nascoste nelle vegetazione e una volta venduti tutti gli oggetti ritornavano a rifornirsi. È stata trovata anche immondizia abbandonata tra gli alberi.

L’intervento del sindaco Ha prima rivolto un “grazie” a tutte le forze dell’ordine impegnate nella maxi-operazione di sequestro e poi ha voluto rispondere alle critiche che gli erano piombate addosso dal coordinamento del centrodestra lignanese sulla campagna contro l’abusivismo avviata in città dal Comune in sinergia con la Prefettura di Udine. «Da una parte questa campagna – ha affermato il primo cittadino Luca Fanotto – è informativa in quanto si vuole ribadire il principio della legalità invitando tutti i turisti e i residenti a non acquistare questa merce, che può rappresentare anche un rischio per la salute, in quanto venendo meno la domanda ci sarà anche un calo dell’offerta.
Dall’altra parte l’iniziativa portata avanti ha un carattere repressivo tesa al sequestro delle merci attraverso operazioni coordinate. Ritengo che quanto affermato dal centro destra sia stato intempestivo rispetto a quanto oggi (ieri per chi legge ndr) si è concretizzato oltre al fatto che si preferisce sempre strumentalizzare invece che informarsi». Campagna anti-abusivismo Al “blitz” di ieri mattina seguirà una serie di operazioni che saranno messe in campo durante tutta l’estate. Anche quest’anno, infatti, si prosegue il percorso avviato la scorsa stagione attraverso il rinnovo della convenzione con l'associazione dei Carabinieri in congedo di Lignano e l'associazione nazionale finanzieri d'Italia, sezione di Latisana.

In ogni ufficio spiaggia del litorale è stato distribuito del materiale informativo e affisso un cartello, scritto in diverse lingue, in cui si ricorda agli ospiti che «la legge italiana punisce le persone che effettuano acquisti da venditori non autorizzati» .
Sanzioni L’acquisto di merci da venditori abusivi, così come il sottoporsi a un massaggio oppure il richiedere un tatuaggio o le treccine sarà perseguito a norma di legge con una sanzione amministrativa da un minimo di 100 fino a un massimo di 7.000 euro. Sono infatti tutte azioni vietate.

Prefettura e Comune sono uniti nella battaglia contro l’abusivismo. E proprio per questo hanno programmato una regia unitaria per mettere in atto interventi rapidi ed efficaci. Una battaglia per la legalità come hanno più volte ripetuto le autorità. Che proseguirà, senza sosta, nei prossimi tre mesi.

FONTE: 07 giugno 2015 - MessaggeroVeneto

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Lignano nuova caserma dei carabinieri GRAZIE ALL'ACCORDO TRA COMUNE E GE.TUR IL PERCORSO NON HA PIÙ INTERRUZIONI E DIVENTA REALTÀ DOPO ANNI DI ATTESA. Il Sindaco. “Qualcuno ha detto chi non si stupisce delle cose belle è moralmente corrotto”

Ieri mattina la pista ciclo pedonale che collega Lignano Sabbiadoro a Lignano Pineta è divenuta finalmente realtà.

Al taglio del nastro hanno assistito tantissimi Lignanesi e turisti, che subito dopo, a piedi o in bicicletta, hanno percorso entusiasti il nuovo tragitto in mezzo alla pineta. Finalmente dopo 50 anni, i due lungomari si sono uniti in un unico lungo e suggestivo percorso dotato anche di accesso wi-fi gratuito.

Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco di Lignano, Avv. Luca Fanotto, e la Giunta comunale, il Vice Presidente della Regione FVG Sergio Bolzonello, l’Assessore alle Infrastrutture Maria Grazia Santoro, il Vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti, il Presidente dell’Efa-Getur Giancarlo Cruder, il Direttore Generale dell’Efa-Getur Furio Cepile, e il parroco di Lignano Sabbiadoro Don Angelo Fabris. Presenti anche una rappresentanza dell’Istituto Comprensivo “G.Carducci” e dell’Istituto Tecnico Economico Indirizzo Turistico “Pietro Savorgnan di Brazzà”.

L’apertura è stata possibile grazie a un accordo siglato nei mesi scorsi tra la Società Gestione Turistiche Assistenziali e il Comune di Lignano Sabbiadoro.

“La Ge.Tur, spesso vista come “una città nella città” – ha detto il Sindaco Fanotto - ha deciso di aprire parte del proprio spazio a tutti i cittadini, permettendo così di compenetrarsi con l’intero territorio. Sono state posizionate recinzioni utili a perimetrare lo spazio del villaggio e i relativi ospiti della struttura, mantenendo al contempo gli accessi alla spiaggia e al mare. Parallelamente il Comune ha provveduto alla collocazione della fibra ottica necessaria per garantire l’accesso gratuito al wi-fi anche in quest’area. La pista sarà fruibile durante tutto l’anno, dal 15 aprile al 30 settembre dalle 7 alle 24, mentre nel restante periodo di dalle 7 alle 20”.

“Per oltre due anni l’Amministrazione ha lavorato con impegno per la realizzazione di questo importante progetto – ha concluso il primo cittadino di Lignano -. Un’idea che abbiamo fortemente voluto e promosso con una raccolta firme già da quando occupavamo le file dell’opposizione e che ora è diventata realtà. Una tappa storica per Lignano, che offre da oggi un servizio in più a turisti e residenti, che ora, in piena sicurezza, potranno percorrere in bici e a piedi tutto il lungomare della località turistica”.
“Questo percorso è un valore aggiunto per chi lo frequenterà – spiega il Direttore dell’ Efa Getur Furio Cepile -, ma anche per la struttura stessa. Si tratta infatti di una vera e propria vetrina all'aperto che permette di vedere le strutture e gli impianti all'interno del villaggio e di far comprendere l’importanza che possono avere anche e soprattutto per la cittadinanza di Lignano. E’ positivo anche per i nostri ospiti, perché finalmente hanno la possibilità di vivere in un ambiente circoscritto, ma non chiuso. Credo che davvero questa pista sia un valore per tutti”.

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Il generale dei carabinieri sulle truffe: non ci sono gli strumenti giuridici per intervenire con efficacia - da valvasev

Il generale dei carabinieri sulle truffe L’allarme dei comandante interregionale dell’Arma Adinolfi sull’aumento dei raggiri ai danni di anziani: l’attività di prevenzione in collaborazione con sindaci, parroci e colleghi in pensione sta cominciando a dare i suoi frutti

UDINE. Aumentano le truffe agli anziani nel Nord-Est, realizzate da malviventi particolarmente abili che provengono in prevalenza dell’area napoletana e che individuano le vittime – generalmente persone anziane e sole – e riescono a carpire le informazioni che poi usano appunto per mettere a segno i raggiri.

Sul fenomeno Interviene il Comandante interregionale dei carabinieri “Vittorio Veneto”, generale di Corpo d’Armata Carmine Adinolfi: «I soggetti, abilissimi nel proporsi, bene organizzati dal punto di vista operativo, spesso riescono con tali ignobili comportamenti a sottrarre, alle povere vittime, non in grado di valutare o di reagire, diverse migliaia di euro, o anche preziosi in oro, con un danno incalcolabile non tanto e non solo sul piano patrimoniale, quanto su quello morale, affettivo e psicologico».

Il Comandante parla di «vigliacchi» che non esitano a esercitare vere aggressioni psicologiche nei confronti di soggetti deboli, di fare leva sui loro affetti e sentimenti, o di violarne la privacy in casa, di incutere timori e usare talvolta violenze pur di sottrarre i pochi risparmi di una vita, spesso condotta in solitudine».

Un danno sociale enorme, a fronte del quale il reato di truffa, sanzionato dall’articolo 640 del codice penale, «prevede sanzioni che, seppure in presenza di aggravanti, non consentono alle forze di polizia e ai magistrati di intervenire con la necessaria efficacia.

Neppure l’eventuale configurazione di «un’associazione», tutta da dimostrare, garantisce l'adozione di provvedimenti più incisivi sul piano penale».

Nella lotta al fenomeno sta però iniziando a dare i suoi frutti l’intensa e capillare attività di prevenzione avviata dai carabinieri del Comando interregionale con la collaborazione di sindaci, parroci e colleghi in pensione. Fondamentale anche l’apporto dei familiari degli anziani per evitare che tengano denaro in casa.

FONTE: MessaggeroVeneto - 13 settembre 2016


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Pubblicato il 14/09/2016 @ 23:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

BLITZ dei carabinieri nei centri massaggi - da valvasev

centro massaggio cinese Rischiano la sospensione 5 attività gestite da cinesi. Identificate 25 ragazze e due non erano in regola con il soggiorno

Raffica di controlli dei carabinieri nei centri massaggi gestiti da cittadini cinesi in provincia di Udine: da Codroipo a Tricesimo, da Pradamano a Fagagna, ma anche a Latisana, Manzano, Fiumicello, Palmanova e Cervignano. Le verifiche hanno impegnano numerosi militari del Comando provinciale di Udine dalla prima serata di venerdì e fino a notte fonda.

Gli esiti degli accertamenti condotti in tredici centri massaggi verranno resi noti nei prossimi giorni, in quanto tutta la documentazione acquisita deve essere valutata, in primis dal personale del Nucleo ispettorato del lavoro dell’Arma. Dalle prime verifiche, comunque, sono già emerse irregolarità che potrebbero anche portare alla sospensione di più di una di queste attività, come era già avvenuto qualche settimana fa. Quelle a rischio sono cinque.

In tutto gli uomini del Reparto operativo udinese (che hanno lavorato insieme ai colleghi delle Compagnia di Udine, Palmanova e Latisana e agli esperti del Nucleo ispettorato del lavoro e del Nucleo antisofisticazioni e sanità) hanno controllato venticinque ragazze di nazionalità cinese e due di loro non sono risultate in regola con il permesso di soggiorno. Su entrambe saranno condotti ulteriori accertamenti, anche perché non avevano documenti e, dai primi riscontri, è emerso che una di loro sarebbe già stata espulsa tre anni fa dalla questura di Firenze.

Un’operazione analoga era stata condotta anche all’inizio di agosto a Udine e nell’hinterland e aveva avuto come conseguenza immediata la temporanea chiusura (si tratta di un provvedimento amministrativo) di tre centri massaggi nei quali erano state utilizzate lavoratrici in nero. In quell'occasione, a ognuno degli esercizi era stata notificata una multa di 7 mila euro per la violazione dell'articolo 14 del decreto legislativo 81 del 2009 (articolo 14 “Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare” del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). Una volta pagata la sanzione e regolarizzata la posizione delle massaggiatrici i gestori avevano poi potuto riaprire di nuovo al pubblico.

Le verifiche nei centri massaggi presenti in tutta la provincia vengono dunque effettuate dai carabinieri in più fasi e in accordo con la Procura della Repubblica. I controlli cominciati venerdì sera, così come quelli fatti una ventina di giorni fa, rappresentano la prosecuzione di un’attività d’indagine finalizzata al contrasto dello sfruttamento della prostituzione e dell’impiego irregolare di manodopera.

Sull’argomento, già a inizio agosto, era intervenuta la categoria delle estetiste del gruppo di Confartigianato: «All'inizio, con il proliferare di queste attività, c’era stata un po’ di confusione – avevano spiegato –, ora invece viaggiamo su due binari paralleli. Chi si rivolge ai nostri centri sa benissimo cosa trova, quale è l’offerta. E non è di certo il cliente che, invece, entra dai cinesi. Noi siamo figure riconosciute e sempre presenti sul mercato. Garantiamo affidabilità e cura della persona. Abbiamo servizi certificati. E soprattutto – avevano sottolineato – non facciamo una pubblicità fuorviante. Chi si rivolge a quei locali forse cerca altro». Un rappresentante della categoria dei fisioterapisti aveva fatto notare, infine, che: «Chi si presenta in quei centri sbaglia se pensa di risolvere i propri problemi posturali e sanitari. Non c’è una risposta a queste problematiche».

FONTE: MessaggeroVeneto - 28 Agosto 2016


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Pubblicato il 30/08/2016 @ 22:38  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Lignano Proteste per i rumori e i turisti se ne vanno - da valvasev

Lignano. Un bolognese: dopo il concerto lavori tutta la notte Una friulana: mancanza di sensibilità nei confronti di disabili

LIGNANO. Rumori, musica alta, disagi, pochi servizi. E capita, a volte, che i turisti da Lignano scappino. Anche prima della fine delle vacanze. Oppure decidono di scrivere una lettera al Comune per segnalare ciò ha rovinato loro le ferie. Come ha fatto il dottor Alessandro Morandafrasca di Bologna, che soggiornava con la propria famiglia in un hotel sul lungomare Trieste. Oggetto della protesta il Festival show andato in scena alla Beach arena.

«Dopo la conclusione del concerto iniziato alle 21.30 e il completo deflusso del pubblico – scrive –, gli organizzatori hanno avviato un vero e proprio cantiere notturno con utilizzo di muletti, gru, bilici e numeroso personale, teso allo smontaggio delle attrezzature e della stessa struttura portante del palco, che è proseguito senza soluzione di continuità per tutta la notte, tanto che verso le 8 del mattino le strutture erano state in gran parte asportate; i lavori sono proseguiti poi per tutta la mattinata e si sono conclusi nel primo pomeriggio. Il rumore del cantiere ha di fatto impedito il riposo per tutta la notte».

Si chiede se ci siano state tutte le autorizzazioni necessarie, ma in ogni caso la sua decisione l’ha presa: «Non tornerò mai più a Lignano con la mia famiglia e sarà mia premura consigliare a tutti i parenti, amici e colleghi di lavoro di non venirci a trascorrere le ferie a meno che non vogliano fare nottate in bianco dopo giornate di cantiere».

Se n’è andata via prima del previsto Augusta Renata Vecchini di Udine, ma residente a Milano. Ha deciso di rinunciare alle ferie dopo una serie di traversie per il posto auto. Lei, disabile, non riuscendo a trovare un parcheggio vicino al suo alloggio, aveva lasciato la vettura di un’area di carico e scarico. «Effettivamente stavo scaricando l’auto – racconta – e camminando con l’ausilio delle stampelle mi sono trovata costretta a fare tantissimi viaggi portando le mie cose nello zaino. Avendo poca autonomia per quanto riguarda il respiro ho impiegato diverso tempo. I vigili non hanno impiegato molto a staccare una contravvenzione inserendo nelle note che era ben visibile il pass invalidi. Morale della favola il mattino successivo ho cercato un ufficio postale e pagato la multa.

Non si ratta dei 28 euro, quanto della mancanza di sensibilità nei confronti delle persone disabili. Sono tornata a casa e rifatto i bagagli. Da notare che il bar sotto casa ha tenuto il volume altissimo della musica fin dopo l’una, ma lì non c’era traccia dei vigili».

FONTE: MessaggeroVeneto - 24 Agosto 2016


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Pubblicato il 24/08/2016 @ 23:35  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

False residenze, tutti i trucchi dei “furbetti” - da valvasev

Lignano false-residenze Lignano, in campo anche personale della Prefettura oltre alle Fiamme gialle. La responsabile dell’Anagrafe comunale sotto inchiesta e sospesa dal servizio

LIGNANO. Di quanti medici di famiglia dovrebbero disporre gli elenchi di Lignano Sabbiadoro, se dovessero essere veramente soddisfatte le richieste di tutti coloro che dichiarano di risiedervi? Troppi. Per uno strano caso del destino, però, molti scelgono di indicare altrove il domicilio e di garantirsi così, comunque, la copertura sanitaria.

Accade anche questo nella “Montecarlo” friulana. I paradossi, nell’ambita località di mare in cui le seconde case diventano per magia residenza principale, sono così frequenti, da diventare fumettistici. Barzellette pagate a caro prezzo, sia chiaro, perchè a rimetterci sono le casse di tutti: Stato, Regione e Comune.

Ecco perchè, in una delle ultime riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stato il prefetto di Udine in persona ad affrontare il problema. Segnalazioni alla mano, i “furbetti” nel mirino della Guardia di finanza sono già centinaia. E per ciascuna posizione la Procura di Udine, particolarmente attenta al fenomeno, ha già aperto o sta per aprire il relativo fascicolo.

Server al setaccio
È come una ragnatela e in Comune, nell’ufficio deputato al rilascio delle residenze anagrafiche, il problema è ben noto. È proprio a seguito della perquisizione condotta lo scorso giugno dalle Fiamme gialle nei locali dell’Anagrafe, che l’amministrazione comunale ha disposto la sospensione della responsabile dei procedimenti dall’esercizio di tali funzioni.

Quel giorno, Flavia Sicali, 50 anni, di Palazzolo dello Stella aveva appreso di essere stata iscritta nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Claudia Danelon, per l’ipotesi di reato di omissione o rifiuto d’atti d’ufficio «in relazione a molteplici situazioni di residenze fittizie».

Alla dipendente è stato quindi deciso di attribuire altre deleghe, «per ragioni di opportunità», nelle more che il procedimento penale faccia il proprio corso.

Dal municipio, i finanzieri coordinati dal comandante provinciale, colonnello Stefano Commentucci, erano usciti con diversa documentazione cartacea e con il server dell’Anagrafe. È in quel “cervellone” che, da allora, si scava alla ricerca di conferme alla marea di casi più o meno smaccatamente irregolari.

I fascicoli in Procura «D’estate molti dei finti residenti si trovano effettivamente a Lignano, a trascorrere le ferie nelle case di mare – osserva il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo – e questo rende più difficile l’individuazione dei “furbetti”. Non fosse così, sono certo che saremmo già riusciti a trascinare nella nostra rete molte più persone. A quel che so, i casi sono davvero tanti. E visto che si tratta di fattispecie di reato spesso diverse tra loro, abbiamo deciso di non farle confluire in un unico fascicolo, ma di trattarle singolarmente. Ogni caso – conclude – fa storia a sè».

È proprio in considerazione della portata del fenomeno, sempre più estesa e diffusa, che nella sede del Comando provinciale della Guardia di finanza è stato costituito un team di lavoro ad hoc. Il gruppo, a quanto appreso, avrebbe isolato già più di un migliaio di situazioni sospette.

Il che significa non soltanto allungare a dismisura l’elenco delle residenze farlocche, ma anche aggravare ulteriormente la posizione giudiziaria di chi, in Comune, consentì o, quantomeno, non si accorse di tali irregolarità.

Prime contraddizioni
La lettura dei documenti acquisiti, incrociata all’analisi delle informazioni conservate nel server e alle dichiarazioni rese dalle persone finora sentite, dipendenti comunali in primis, avrebbe consegnato già agli inquirenti un quadro cristallino.

Uno scenario in cui spiccherebbero anche casi di residenze rilasciate a fronte del parere negativo opposto da taluni funzionari e dagli agenti della Polizia locale recatisi in loco per le verifiche, o addirittura in periodo antecedente al controllo stesso.

Per non dire delle volte in cui agli addetti comunali sarebbero stati indicati come unici giorni disponibili per le verifiche il sabato e la domenica.

A riprova, insomma, dell’assenza dei due requisiti che consentono di indicare in un immobile la “casa principale”: la dimora stabile del richiedente in un determinato comune e la presenza, in quello stesso comune, dell’effettivo centro delle relazioni familiari, sociali e lavorative.

Da qui, il doppio binario imboccato dall’indagine: nei confronti di coloro che hanno ottenuto una residenza non vera, certo, ma anche di coloro che gliel’hanno concessa.

I finti single
In mezzo alle tante e fantasiose atipicità emerse nel corso degli accertamenti, gli inquirenti hanno enucleato due macrogruppi. I più numerosi sono sicuramente gli “iper benestanti” e i “single” con tanto di famiglia “distaccata”.

Lo schema è semplicissimo: la o il coniuge escono dal nucleo familiare e, così facendo, retrocedono al rango di indigenti, o quasi.

Perchè a fare testo, si sa, non sono certo i macchinoni su cui circolano, la barca del compagno e le scuole frequentate dai figli, bensì soltanto il calcolo dell’Isee. Single per modo di dire, insomma.

Così come i tanti studenti universitari, per lo più figli di papà, “piazzati” a risiedere nell’appartamento da 300 mila e più euro a Lignano, ma in realtà a carico dei genitori e (ancora) con cameretta e guardaroba sotto il loro tetto.

Per smascherarli, oltre a esaminare il tenore di vita globale dei componenti della famiglia e notare come il “distacco” avvenga proprio nel momento in cui si acquisti la seconda (o terza, o quarta e via dicendo) casa (al mare, appunto), le indagini della Finanza passano anche attraverso il monitoraggio delle liste dei medici di famiglia.

Non sono rare le volte in cui il finto residente a Lignano sia rimasto “ancorato” altrove – da San Daniele a Buja e da Udine a Tarvisio – per gli aspetti sanitari. Riuscirci non è difficile: basta recarsi negli uffici dell’Azienda sanitaria di riferimento e indicare in un comune diverso il domicilio.

I lavoratori extracomunitari
Al secondo tipo di presunti impostori appartengono le centinaia di extracomunitari che ogni anno arrivano a Lignano come lavoratori stagionali e che qui risultano poi rimanere in quanto “residenti” negli appartamenti che in genere dividono con i colleghi o, addirittura, negli alberghi individuati per loro dal datore di lavoro nell’ambito del pacchetto del “vitto e alloggio”.

Per quel che è dato sapere, si tratta di casi a loro volta al limite del paradosso, perchè se da un lato probabilmente sono gli stessi stranieri a non avere contezza del proprio status di residenti, dall’altro questa sola condizione basta a imporre all’Inps – in virtù di accordi bilaterali tra l’Italia e il Paese di provenienza dei lavoratori – il versamento a loro favore dell’indennità di disoccupazione.

Casse pubbliche più povere
Il risultato? Un danno economico per il Comune, che in questo modo non incassa l’Imu, per la Regione, che distribuisce finanziamenti non dovuti per l’acquisto della prima casa, e per lo Stato, che continua a mantenere lavoratori extracomunitari anche dopo la cessazione dell’attività e il loro rientro in patria.

Del resto, i vantaggi (indebiti) per chi riesce a ingannare l’Anagrafe, sono diversi.

Oltre ai contributi erogati dall’amministrazione regionale, ci sono le agevolazioni fiscali connesse all’acquisto della cosiddetta prima casa, gli sgravi fiscali riconducibili all’abitazione principale e alle utenze idriche ed energetiche, i contributi e sussidi sociali erogati dall’Inps, l’accesso alle prestazioni sociali agevolate e ad altri sussidi, il godimento di tariffe assicurative ridotte e l’ottenimento di assegni sociali.

Per un totale di decine di migliaia di euro, guadagnati o risparmiati che siano.

L’inchiesta bis
«Il problema è alla nostra attenzione e, non a caso, ne abbiamo discusso nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza, in una riunione in cui abbiamo coinvolto anche il sindaco di Lignano Sabbiadoro, Luca Fanotto».

A confermare la ferma volontà di affrontare e stroncare il malcostume delle residenze fittizie è il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto. Il fenomeno è di comptenza dell’area dedicata ai rapporti con gli Enti locali. «Dal punto di vista amministrativo – aggiunge il prefetto –, procederemo a nostra volta con un’indagine interna».

Intanto, ai casi segnalati dalla Finanza non è seguito alcun provvedimento sul piano pratico: i presunti falsi residenti continuano, cioè, a essere tali.

Compresa la 25enne condannata dal tribunale di Udine per avere beneficiato di 25 mila euro di contributi, dopo avere dichiarato un reddito di 11 mila euro, pur continuando ad abitare con i suoi facoltosi genitori (il suo difensore ha già predisposto il ricorso in Appello).

L’esempio di Grado
Lignano, naturalmente, non è l’unica località di mare in cui dilaghil’escamotage delle false residenze. In regione, innumerevoli casi analoghi erano stati denunciati già in passato anche a Grado.

La risposta del Comune arrivò nell’estate del 2013, a conclusione di tre anni di “guerra” dura al fenomeno, con l’emissione da parte del Servizio tributi di avvisi di accertamento per Ici e Tarsu/Tia non pagate per un totale di oltre un milione di euro. Solo nel 2011, tanto per rendere l’idea, furono verificate 204 posizioni, per complessivi 93 atti e 45.531,77 euro.

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Agosto 2016


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Pubblicato il 24/08/2016 @ 23:32  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Odore di marijuana in tutto il vicinato: due denunce a Lignano - da valvasev

odore-di-marijuana Qualcuno ha notato le piante su un terrazzo e ha chiamato la polizia. Nei guai dopo una perquisizione due ragazzi, un veneto e un nigeriano

LIGNANO. Alcune piante verdi sistemate sul terrazzo di un appartamento di Lignano Sabbiadoro hanno attirato l’attenzione dei vicini, in particolare per il loro forte odore. E c’è stato qualcuno che ha informato la polizia, telefonando al 113

È così che, nei giorni scorsi, sono finiti nei guai due giovani di venti e ventidue anni, un italiano e un nigeriano. Si tratta, come è stato spiegato dalla questura, di due lavoratori stagionali che durante l’anno risiedono in Veneto.

Gli investigatori della Squadra mobile di Udine e gli agenti del Commissariato della cittadina balneare hanno perquisito il loro alloggio lo scorso 4 agosto in accordo con l’Autorità giudiziaria. Nel bagno i poliziotti hanno trovato una pianta di marijuana e nella camera da letto ce n’erano altre due più o meno della stessa grandezza. Tutte quante erano sistemate in vasi. Non solo: da un nascondiglio della medesima abitazione sono spuntati anche cinque grammi di hascisc.

Lo stupefacente è stato posto sotto sequestro in accordo con la Procura della Repubblica di Udine e i giovani sono stati denunciati per l’ipotesi di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti.

FONTE: MessaggeroVeneto - 23 Agosto 2016


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Pubblicato il 24/08/2016 @ 22:59  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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