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Capitano-Nicola-Guercia LATISANA Cambio della guardia al Comando Carabinieri di Latisana la cui reggenza da ieri è passata al Capitano Nicola Guercia, proveniente dal Nucleo informatico del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Trieste

LATISANA

Cambio della guardia al Comando Carabinieri di Latisana la cui reggenza da ieri è passata al Capitano Nicola Guercia, proveniente dal Nucleo informatico del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Trieste.

Una sfida importante la gestione di una Compagnia che comprende diciassette comuni e un’ampia fetta di territorio, da Lignano Sabbiadoro a Pozzuolo del Friuli allargandosi a est fino a San Giorgio di Nogaro e comprendente il Medio Friuli fino a Talmassons.

Augurandosi di diventare presto quel punto di riferimento che la comunità vede sempre nei rappresentati dell’Arma, dando così il giusto impulso alla soluzione delle diverse problematiche, il nuovo Comandante della Compagnia già da oggi inizierà a visitare il territorio per prendere contatto e conoscere le diverse realtà.

Ieri mattina in caserma a Latisana il saluto di benvenuto e il passaggio di consegne fra il Capitano, Nicola Guercia e il Maggiore, Filippo Sautto che dopo cinque anni lascia la Bassa per un nuovo importante incarico al Comando Regione di Udine.

Cinque anni di forte collaborazione con il territorio, di disponibilità ma anche di grande impegno, che ha prodotto risultati gratificanti sotto l’aspetto umano e soprattutto operativo, con il compimento di importanti operazioni che hanno portato all’azzeramento di sodalizi specializzati nei furti nelle case e nelle aziende e al recupero di ingenti quantitativi di refurtiva, contribuendo ad aumentare la percezione di sicurezza nella comunità.

Un ruolo importante quello che l’Arma dei Carabinieri ricopre nella Bassa Friulana non solo per la competenza territoriale ampia (nella giurisdizione della Compagnia di Latisana ricadono sei Stazioni), l’unica forza di polizia presente non essendoci Commissariati di Ps: di sicuro – ha commentato ieri il Maggiore, Filippo Sautto – il capitano Guercia potrà contare su reparti preparati e organizzati che sanno lavorare bene e con grande efficienza.

P.M. FONTE: MessaggeroVeneto - 19 Settembre 2018


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malga-bala-2018 Ieri la commossa cerimonia in ricordo dei 12 carabinieri trucidati nel 1944

TARVISIO. «Questi caduti ci ricordano che la libertà e la sicurezza sono beni che vanno difesi, ieri come oggi». Parole cariche di orgoglio quelle pronunciate dal comandante interregionale carabinieri Vittorio Veneto, il generale di Corpo d’Armata Aldo Visone, intervenuto ieri alla cerimonia che ha ricordato il sacrificio dei 12 carabinieri trucidati dai partigiani titini a Malga Bala il 25 marzo 1944 e decorati con la medaglia d’oro al Merito Civile.

Alle parole di omaggio è seguita la deposizione di una corona, mentre un picchetto di carabinieri in grande uniforme rendeva gli onori militari al Tempietto ossario, attiguo alla chiesa, dove sono custoditi i resti di sette dei dodici militari dell’Arma caduti.

L’eccidio dei 12 carabinieri sfregiò con il sangue Malga Bala, località sui monti del circondario di Bovec (allora Plezzo, oggi in territorio sloveno) il 25 marzo 1944. La ricostruzione dell’accaduto è nota: i carabinieri furono catturati dai partigiani con l’inganno il 23 marzo, alla centrale idroelettrica di Bretto, dove erano di presidio per custodire l’impianto strategico che forniva corrente elettrica alla zona e alla miniera di Cave del Predil. Alcuni giorni dopo furono trucidati nella malga. Nel 2009 sono stati decorati (decreto del presidente della Repubblica) con la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria.

Il sindaco Renzo Zanette, rivolto il saluto ai presenti, ha ricordato che «Siamo qui per non dimenticare e per far sì che certe pagine della storia non vengano più scritte».

Alla cerimonia, oltre alle numerose associazioni d’Arma, hanno partecipato anche il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, il commissario del Governo per la Regione Fvg e prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici (già comandante generale dell’Arma dei carabinieri) e il comandante della Legione carabinieri Fvg, Vincenzo Procacci.

FONTE: MessaggeroVeneto - 24 Marzo 2018


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l-arma-ricorda-l-appuntato-enea-codotto LATISANA. Per non dimenticare il sacrificio estremo di chi credeva profondamente nella divisa che indossava, ogni anno l’Arma dei carabinieri si ritrova nell’anniversario della morte dell’appuntato, Enea Codotto, freddato a soli 25 anni, durante un conflitto a fuoco. Un gesto che gli valse la medaglia d’oro al Valor militare e che la piccola frazione di Gorgo di Latisana, dalla quale Codotto era partito nel 1975 per servire lo Stato, indossando la divisa dei carabinieri, ha voluto ricordare dedicando a lui la piazza del paese. Ieri a rendere ancora più solenne la celebrazione, la presenza nella chiesa parrocchiale della frazione, dell’ex generale di Corpo d’armata, Roberto Paschetto e del comandante provinciale dell’Arma, colonnello, Marco Zearo, intervenuti assieme a una folta rappresentanza di carabinieri della Compagnia di Latisana, comandata dal maggiore, Filippo Sautto, anche lui presente alla cerimonia. È intervenuto, tra gli altri, anche il sindaco Daniele Galizio.

Enea Codotto, servitore dello Stato e vittima del dovere, freddato la notte del 5 febbraio 1981, nella campagna alla periferia di Padova; capo equipaggio Radiomobile assieme al collega, Luigi Maronese, si trovò davanti ai componenti di un pericoloso gruppo eversivo. Il conflitto a fuoco che seguì costò la vita ai due carabinieri. Ma a terra, ferito a entrambe le gambe, rimase anche il leader del gruppo, Valerio Fioravanti, arrestato la notte stessa.

Un gesto che valse ai due carabinieri la medaglia d’oro, la cui motivazione è stata letta ieri al termine della messa celebrata dal don Rinaldo Gerussi e la si trova riprodotta anche a Latisana all’ingresso della caserma dei carabinieri intitolata all’appuntato. Al termine della celebrazione, un corteo composto dalle associazioni d'arma e dalle autorità ha raggiunto il cimitero di Gorgo per la deposizione di una corona davanti alla tomba dell’appuntato Codotto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 12 Febbraio 2018
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Virgo Fidelis il ricordo di Enea Codotto LATISANA. Un plauso all’impegno costante nel presidio del territorio e un augurio ad affrontare il nuovo anno con ulteriore slancio. È quanto il Comandante della Compagnia Carabinieri di Latisana, il maggiore Filippo Sautto, ha detto ai suoi uomini in occasione della tradizionale ricorrenza della Virgo Fidelis.

Un appuntamento che ha visto riunita una rappresentanza di Carabinieri delle sei Stazioni, San Giorgio di Nogaro, Mortegliano Rivignano Teor, Palazzolo dello Stella, Lignano Sabbiadoro e Latisana, presidi territoriali nella giurisdizione della Compagnia, a disposizione delle comunità locali di diciassette comuni della Bassa e del Medio Friuli.

La cerimonia si è svolta a Latisana nella chiesa dedicata a Sant’Antonio, celebrata da monsignor Pierluigi Mazzocato, cancelliere presso l’Arcidiocesi di Udine e parroco nella frazione di Gorgo di Latisana nel 1981 l’anno in cui venne freddato a Padova, da un gruppo di terroristi l’appuntato dei Carabinieri Enea Codotto, originario proprio di Gorgo. Un’occasione per parlare di lui, medaglia d’oro e dell’impegno costante e quotidiano dell’Arma dei Carabinieri, per la sicurezza delle comunità e a favore di una cultura della legalità. La stessa che il Maggiore Sautto ha esortato i bambini delle classi quinte della scuola primaria De Amicis di Latisana a rispettare. E di impegno ha parlato anche rivolgendosi alle famiglie dei Carabinieri perché vivere con un rappresentante dell’Arma – ha detto il Maggiore – significa abbracciare ogni giorno la stessa missione.

Al termine della celebrazione è stata ricordata la battaglia di Culqualber, al suo 76esimo anniversario, valsa all’Arma dei Carabinieri una medaglia d’oro e sono stati letti dai bambini della scuola alcuni pensieri dedicati ai Carabinieri e alla loro opera.

FONTE: MessaggeroVeneto - 29 Novembre 2017


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associazione-nazionale-carabinieri-lago-diseo-motovedetta Cresce la dotazione di mezzi in forza all’Associazione Nazionale dei Carabinieri in Provincia di Bergamo. Domenica 24 settembre a Predore sarà benedetta e intitolata una motovedetta che navigherà sulle acque del Lago d’Iseo.

«Oltre ai vari servizi che vengono compiuti dai nostri gruppi di volontariato – afferma il tenente Marco Bianco, coordinatore dell’Associazione Nazionale Carabinieri in provincia di Bergamo – con questa imbarcazione andiamo ad ampliare le attività. Questa motovedetta, già operativa, si propone con i suoi equipaggi e con due sommozzatori di effettuare servizi di Protezione Civile. Sono attività a disposizione delle amministrazioni della sponda del Lago d’Iseo e delle autorità di polizia e polizia locale».



Il natante è stato acquistato e riqualificato dai volontari con un intervento che ha in particolare eliminato la salsedine dopo anni di attività sul mare Adriatico. «Ero in servizio sulla motovedetta in servizio sul Lago d’Iseo dismessa nel primo gennaio 2011 – racconta il brigadiere Michele Liso dell’Associazione Nazionale Carabinieri -. Questa motovedetta è stata presa all’asta e proviene dal Comando Stazione di Cesenatico. L’abbiamo rimessa a posto impiegando circa tre mesi. Rispetto al gommone che avevamo prima, questo natante essendo coperto ci consente una maggiore operatività, anche in inverno per via del riscaldamento in cabina».

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Domenica l’inaugurazione e intitolazione a Predore

Il programma della cerimonia di domenica 24 settembre prevede alle 9 il concentramento dei partecipanti in Piazza Unità d’Italia a Predore. Alle 10 il ricevimento delle autorità civili, militari e religiose. A seguire, alle 10.30, l’inizio della cerimonia con l’intitolazione ai “Caduti di Nassiriya” della motovedetta Rio CC630 del nucleo di volontariato di Protezione Civile. Il cappellano militare don Tiziano impartirà la benedizione.

«Dopo anni di navigazione con il gommone, siamo riusciti ad avere questa motovedetta grazie all’interessamento della Nautica Bertelli – spiega il brigadiere Cesare Miniaci dell’Associazione dei Carabinieri di Grumello del Monte -. Abbiamo lavorato sodo per ripristinarla e finalmente è arrivato il giorno dell’intitolazione. Domenica saranno presenti anche quattro vedove dei nostri caduti. Due vengono dalla Sicilia, una da Asti e una da Viadana. Ci sarà anche la Fanfara del Terzo Reggimento di Milano. Aspettiamo diverse autorità e associazioni d’arma».

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FONTE: https://myvalley.it/ - 22 settembre 2017


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Fatti saltare due sportelli bancomat a Latisana e a Palazzolo dello Stella - da valvasev

bancomat-esploso A finire nel mirino dei ladri sono finite le filiali di Prima Cassa Fvg e di Banca di Cividale

LATISANA – Doppio colpo ai bancomat del Friuli nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 ottobre. Dopo il furto fallito nei giorni scorsi a Lestizza, a finire nel mirino dei ladri sono finite le filiali di Prima Cassa Fvg a Palazzolo dello Stella e di Banca di Cividale a Latisana. Gli sportelli automatici sono stati saltare con l’esplosivo provocando danni ingenti alle due banche. Ancora da quantificare il valore del bottino.

Sul posto, subito dopo le esplosioni, si sono portati gli agenti del Corpo Vigili Notturni e i carabinieri. Sono proprio questi ultimi a occuparsi delle indagini per dare un nome ai ladri. I due colpi sono stati messi a segno in successione: verso le 3 a Palazzolo, poco dopo a Latisana.

FONTE: udine.diariodelweb.it - 20 Ottobre 2018


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Pubblicato il 20/10/2018 @ 15:41  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Furto sventato al mercato di Lignano - da valvasev

volontari ANC. Sono stati i volontari dell’Associazione Carabinieri, vere sentinelle del territorio, a fermare i ladri

Si dice che un Carabiniere rimane tale anche quando va in pensione. E’ il principio al quale si ispira l’Associazione nazionale Carabinieri, che vede schierati sul territorio centinaia di volontari a supporto delle Forze dell’ordine. Come nel caso della Sezione di Lignano Sabbiadoro, gruppo che schiera 20 elementi, ex uomini dell’Arma ma anche simpatizzanti (che, prima di entrare a far parte della squadra, hanno partecipato a corsi su codice della strada, primo soccorso e allertamento per la prevenzione degli incendi).

Preziose sentinelle presenti costantemente al mercato del lunedì: un vero deterrente per chi, fra le bancarelle, passeggia per dare vita a borseggi. Come nel caso di due giorni fa, quando i volontari hanno assistito all’urto volontario con una turista tedesca, con il chiaro intento di sottrarle il portafoglio.

Operazione riuscita a metà visto che, poi, le due malviventi e altrettanti complici sono stati bloccati e consegnati ai Carabinieri della stazione di Lignano, mentre il portafoglio è stato ritrovato in un cassonetto delle immondizie. Fra i quattro fermati c’era una donna di nazionalità ceca destinataria di un ordine di cattura. E i fermati, si è appurato grazie alle indagini, avevano colpito anche in un supermercato. Le vittime li hanno riconosciuti in caserma mentre stavano presentando denuncia.

La settimana prima sempre i Carabinieri in congedo avevano supportato la Polizia locale nel sequestro di merce contraffatta esposta al mercato da cinesi. Un intervento nel rispetto di una convenzione fra Anc e Comune, voluta dal Prefetto nel 2014 per arginare i fenomeni dell’abusivismo commerciale, ora in netto calo soprattutto sotto l’ombrellone. Compiti di osservazione preziosi per chi deve contrastare il fenomeno, grazie a uomini che, anche in quiescenza, hanno mantenuto il loro piglio e la voglia di garantire la sicurezza del prossimo.

NB: del webmaster: - Visto la pochezza informativa di certi giornalisti, il video sotto da una descrizione perfetta di come si sono svolti i fatti.

FONTE: il FRIULI.it - 20 Agosto 2018
LEGGI anche: MessaggeroVeneto - 20 Agosto 2018
LEGGI anche: www.udinetoday.it - 20 Agosto 2018 arrestate tre persone a Lignano x furto
LEGGI anche: Arresti al mercato di Lignano - 20 Agosto 2018
 



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Pubblicato il 23/08/2018 @ 01:25  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Pentecoste 2018 a Lignano; il Repotage - da valvasev

Lignano Pentecoste-2018 Notte di alcol ed eccessi L'invasione dei "Barbari"
Multe a 11 giovani per ubriachezza, 4 feriti in risse. Numeri ridotti rispetto al 2017
Il sindaco: fatti passi avanti, ma resta il problema culturale di chi cerca solo lo sballo

«Drink, bere, ok?». La caraffa di superalcolico si svuota in pochi minuti. Qualche grido di gioia precede il lancio nella vicina fontana. La prossima è già stata ordinata al barman. Ne seguirà un’altra e un’altra ancora. È una notte che trasuda di alcol quella vissuta sabato a Lignano. E questa Pentecoste, partita sottotono, si accende con migliaia di giovani d’Oltralpe. Le 23 sono passate da poco. In via Centrale, accanto al negozio Bijoux Dany, un ragazzo è disteso a terra.Ubriaco a tal punto da non riuscire a rispondere agli agenti della polizia locale. L’ambulanza avanza tra la folla e lo porta al pronto soccorso di via Tarvisio.

All’alba saranno 11 i ragazzi austriaci sanzionati per ubriachezza. E tre i fogli di via con divieto di ritorno per due anni a Lignano notificati: per due giovani coinvolti in aggressioni, uno dei quali ha opposto resistenza a un agente della polizia di Stato. Il terzo, invece, ha sfidato e spintonato il vicecomandante della polizia locale Stefano Blaseotto. Sono le 21.45. Un gruppo di giovani,in via Aquileia, gira trasportando un apparecchio da cui trasmette musica ad alto volume. Viene fermato dal vicecomandante ma lui reagisce e spintona anche un’altra agente. Intanto un connazionale viene fermato mentre, incitato dagli amici, si arrampica su un palo del divieto di accesso. A fine serata saranno quattro le aggressioni. Spintoni e pugni. Due giovani vengono trasferiti all’ospedale di Latisana per una presunta frattura al naso e per un trauma facciale, altri due sono medicati nel pronto soccorso della località. In tutto saranno 13 gli interventi degli operatori del 118 della struttura lignanese. Dalle vie del centro agli appartamenti la festa continua. Nei locali come nelle terrazze con bottiglie e cocktail fai da te. Una ventina le segnalazioni per schiamazzi e grida che arriveranno alla polizia locale coordinata dal comandante Alberto Adami impegnato anche in sequestri di merce abusiva.

Le ore scivolano via veloci. Si canta e si balla in strada. La musica nei locali si spegne all’una e mezza. Ma si continua. Notte di controlli delle forze dell’ordine - 70 le persone identificate e 20 i mezzi ispezionati in tre posti di blocco -, notte di sirene, notte di sballo. In piazza Fontana sono schierati gli agenti della polizia di Stato - presente il dirigente del servizio di ordine pubblico, commissario capo Francesco Leo - supportati dai colleghi del reparto prevenzione crimine di Padova, dagli agenti della polizia austriaca, dai carabinieri e dall’associazione nazionale carabinieri. Scatta la segnalazione e si interviene,senza sosta, fino al mattino.

No, non è un sabato sera come gli altri. Le fontane e le aiuole transennate, cominciano a riempirsi di rifiuti (va detto, in quantità minore rispetto agli scorsi anni). Nei locali la security evita che ogni situazione degeneri. In piazza Fontana, poco prima delle due, interviene subito quando un giovane lancia una sedia: altri connazionali reagiscono con spintoni e buttando altre sedie ma il responsabile viene individuato in pochi istanti. Alle tre di mattina i giovani si spostano in piazza City. C’è chi dorme sdraiato sul marciapiede, chi sulle aiuole, chi tra i parcheggi.

C’è chi aiuta l’amico che ormai si trascina. Il tasso alcolico è alle stelle e l’ambulanza interviene in loro soccorso. Ma non è finita. Continuano, ancora. E ancora bevono. Fino all’alba. E oltre. Alle sette una Fiat riesce a entrare, a tutta velocità a quanto hanno riferito alcuni turisti, nella zona pedonale del lungomare, accanto al cantiere per i lavori di riqualificazione, rovinando una colonnina Telecom e graffiando il muretto di confine con la spiaggia. Dentro c’è un giovane che dorme e che farfuglia di non sapere come è arrivato lì. Dopo aver rimosso il veicolo, si risale ai tre ragazzi che viaggiavano con lui: scatteranno le multe previste dal codice della strada e il pagamento dei danni. Sul posto interviene la polizia locale che nella notte ha sanzionato tre locali: uno in zona City privo delle autorizzazioni per il concerto che aveva organizzato, uno in piazza San Giovanni Bosco dove non è stato rispettato il divieto di fumo al suo interno (sanzione anche per il fumatore) e una pizzeria al taglio in viale Italia per musica a tutto volume alle tre di mattina.

Una lunga notte, quella vissuta nella riviera friulana. Di sballo, certo. Anche se la sensazione è che i danni e le situazioni di eccesso siano state contenute rispetto alla scorsa estate. A confermarlo sono i numeri. Nel 2017 tra venerdì e sabato erano stati 13 i fogli di via, quest’anno 5, e nella notte di sabato erano state 15 le persone sanzionate per ubriachezza. E questo, per un insieme di fattori. Le misure di sicurezza adottate dalla questura di Udine, la collaborazione dei gestori dei locali sia in termini di sicurezza che di pulizia, le presenze un po’ in calo degli austriaci. A cui si aggiunge la campagna di promozione del sindaco Luca Fanotto e della Lignano Sabbiadoro gestioni, fatta in Austria attraverso la stampa, per veicolare il messaggio di benvenuto a Lignano ma nel rispetto delle regole. «La situazione è migliorata.

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Maggio 2018


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Pubblicato il 02/07/2018 @ 16:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

"Spiagge" piano del Governo contro gli abusivi - da valvasev

spiagge piano del governo Pronta la direttiva Salvini. Fondi Ue per pagare i controlli sugli ambulanti. Multe a chi compra

ROMA. «Pacchia finita per i vu cumprà tra gli ombrelloni». Dopo il braccio di ferro vinto con il divieto di attraccare nei nostri porti per le navi Ong che trasportano migranti, Matteo Salvini sfodera ora l’ascia di guerra contro venditori ambulanti e produttori di articoli contraffatti.

«Stop all’invasione dei vu cumprà sulle spiagge - ha dichiarato il ministro all’assemblea nazionale della Confesercenti -, ma anche stop alla fabbricazione e diffusione di falsi prodotti griffati».

La direttiva ministeriale “Spiagge sicure”, destinata alle prefetture, sarà pronta a fine mese e lo staff del Viminale sta definendo le linee guida volute dal ministro dell’Interno e vicepremier.

Al centro del progetto c’è il rafforzamento della collaborazione tra forze dell’ordine e la polizia municipale delle zone balneari. E proprio per andare incontro alle esigenze dei sindaci, che avrebbero difficoltà ad attingere dalle casse comunali per potenziare gli organici dei vigili urbani, Salvini pensa di ricorrere ai fondi europei della legalità. Una possibilità tutta da verificare visto che nessun paese Ue attinge ai quei fondi per pagare gli straordinari delle forze dell’ordine. Nell’attesa sono previsti turni a rotazione ed eventuali spostamenti temporanei del personale nelle zone più critiche.

Il leader leghista non è rimasto insensibile al grido d’allarme di Confesercenti che ha denunciato un giro di affari di 22 miliardi di euro nell’abusivismo dei settori commercio e turismo. Con un danno enorme non solo per le imprese che operano nella legalità, ma anche per lo Stato che perde un gettito fiscale e contributivo di 11,5 miliardi di euro. Solo la vendita di abbigliamento, borse e calzature taroccate ammonta a 3,3 miliardi di euro, mentre 2,3 miliardi sono i guadagni di esercizi ricettivi illeciti.

Per questo il titolare del Viminale punta non solo a presidiare i litorali italiani dall’assalto dei venditori ambulanti abusivi, ma anche a monitorare chi affitta loro alloggi e magazzini per la merce. A polizia, carabinieri, ma soprattutto guardia di finanza, il compito di prevenire e reprimere la filiera della contraffazione: dalla produzione allo stoccaggio allo smercio al dettaglio tra lettini e ombrelloni, fino all’occupazione di case messe a disposizione da persone compiacenti.

Rischio contraffazione. Per quanto concerne la fase produttiva di abiti, borse, e altri oggetti taroccati, la vigilanza sarà approfondita in quelle province, come Napoli e Prato, dove la contraffazione è un must. L’allarme della contraffazione è peraltro confermato dalle Fiamme gialle che da gennaio 2017 a maggio 2016 hanno eseguito 15.600 interventi, di cui il 52% sul comparto della contraffazione e il restante 48% sulla tutela del made in Italy, della sicurezza prodotti e della pirateria audiovisiva.

Sono state denunciate 10.486 persone e sequestrati 264,6 milioni di prodotti illegali, quasi 71 milioni e 500mila articoli solo per quanto concerne abiti, borse, scarpe e accessori. L’iniziativa «Spiagge sicure» si profila con una connotazione nuova e più incalzante rispetto a quella degli anni passati - l’esordio risale al 2014 con l’allora ministro Alfano - e che hanno come fulcro un’accelerazione sul ruolo della polizia municipale. Il modello a cui guarda il ministro dell’Interno è targato centrosinistra, perché riguarda le spiagge di Cervia e Milano Marittima, in riviera romagnola, che nulla hanno a che spartire col Carroccio.

Lo scorso anno, Salvini, che ogni anno si concede lì una settimana di ferie con il figlio, le aveva elogiate via Twitter, complimenti ribaditi all’assemblea Confesercenti. Ad attirare l’attenzione del vicepremier c’è il salto di qualità registrato lungo le spiagge di Cervia dove, grazie alla collaborazione tra la Prefettura di Ravenna, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria e la cooperativa bagnini, si sono sensibilizzati i turisti per evitare che comprando possano alimentare l’illegalità.

Multe, quindi, non solo a chi acquista capi falsi, ma anche a chi paga per ottenere un massaggio o un tatuaggio in spiaggia.

E sanzioni pure per chi affitta le case dormitorio ai venditori ambulanti non comunitari.

FONTE: MessaggeroVeneto - 24 Giugno 2018


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Pubblicato il 25/06/2018 @ 04:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Sgominata la banda che faceva razzia di pannelli solari - da valvasev

razzia-di-pannelli-solari LATISANA. Quindici marocchini sono stati arrestati e altri 13 denunciati a piede libero dai carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile di Latisana: sono responsabili di una serie di furti (sei nell’arco di meno di un mese, tra febbraio e marzo 2017) messi a segno nei parchi fotovoltaici del Friuli e in particolare a Palazzolo dello Stella, Morsano, Precenicco, Basiliano, Valvasone e Bagnaria Arsa. Un’organizzazione articolata, che probabilmente ha colpito anche in altre parti d’Italia: la gang schierava in ogni occasione almeno sette-otto elementi, che agivano secondo un canovaccio consolidato.

La banda, che rivendeva i pannelli in Marocco a un terzo del loro valore di mercato dopo averli imbarcati su navi in partenza dai porti spagnoli e francesi, operava sempre di notte, per evitare che i sistemi di rilevamento evidenziassero l’anomalia nella distribuzione dell’energia: dopo un primo sopralluogo, i componenti del sodalizio criminale tornavano sul luogo del blitz per svitare i bulloni e facilitare poi l’operazione di rimozione dei moduli, che avveniva generalmente la notte successiva.

I pannelli venivano caricati su furgoni di medie dimensioni, che i malviventi riempivano pure con mobili ed elettrodomestici, con l’obiettivo di nascondere i moduli e dribblare eventuali controlli. Sono complessivamente 2.200 i moduli rubati dai parchi fotovoltaici delle province di Udine e Pordenone, per un valore complessivo di 600 mila euro; i danni causati agli impianti si aggirano sui 400 mila euro. Cinque marocchini erano stati arrestati in flagrante mentre asportavano i pannelli dal campo fotovoltaico di Bagnaria Arsa, nella notte tra il 16 e il 17 marzo di un anno fa. Altri dieci sono arrestati (sei sono in carcere, quattro ai domiciliari), tra le province di Forlì-Cesena, Savona, Modena, Monza-Brianza, Verona, Mantova, Perugia, Salerno, Napoli e Potenza. Sono stati sequestrati quattro furgoni e due autovetture, utilizzate nel corso dei blitz. I carabinieri di Latisana, guidati dal maggiore Filippo Sautto, hanno inoltre recuperato 800 pannelli.

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Giugno 2018
LEGGI anche: MessaggeroVeneto - 16 Giugno 2018


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Pubblicato il 20/06/2018 @ 00:00  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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