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malga-bala-2018 Ieri la commossa cerimonia in ricordo dei 12 carabinieri trucidati nel 1944

TARVISIO. «Questi caduti ci ricordano che la libertà e la sicurezza sono beni che vanno difesi, ieri come oggi». Parole cariche di orgoglio quelle pronunciate dal comandante interregionale carabinieri Vittorio Veneto, il generale di Corpo d’Armata Aldo Visone, intervenuto ieri alla cerimonia che ha ricordato il sacrificio dei 12 carabinieri trucidati dai partigiani titini a Malga Bala il 25 marzo 1944 e decorati con la medaglia d’oro al Merito Civile.

Alle parole di omaggio è seguita la deposizione di una corona, mentre un picchetto di carabinieri in grande uniforme rendeva gli onori militari al Tempietto ossario, attiguo alla chiesa, dove sono custoditi i resti di sette dei dodici militari dell’Arma caduti.

L’eccidio dei 12 carabinieri sfregiò con il sangue Malga Bala, località sui monti del circondario di Bovec (allora Plezzo, oggi in territorio sloveno) il 25 marzo 1944. La ricostruzione dell’accaduto è nota: i carabinieri furono catturati dai partigiani con l’inganno il 23 marzo, alla centrale idroelettrica di Bretto, dove erano di presidio per custodire l’impianto strategico che forniva corrente elettrica alla zona e alla miniera di Cave del Predil. Alcuni giorni dopo furono trucidati nella malga. Nel 2009 sono stati decorati (decreto del presidente della Repubblica) con la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria.

Il sindaco Renzo Zanette, rivolto il saluto ai presenti, ha ricordato che «Siamo qui per non dimenticare e per far sì che certe pagine della storia non vengano più scritte».

Alla cerimonia, oltre alle numerose associazioni d’Arma, hanno partecipato anche il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, il commissario del Governo per la Regione Fvg e prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici (già comandante generale dell’Arma dei carabinieri) e il comandante della Legione carabinieri Fvg, Vincenzo Procacci.

FONTE: MessaggeroVeneto - 24 Marzo 2018


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l-arma-ricorda-l-appuntato-enea-codotto LATISANA. Per non dimenticare il sacrificio estremo di chi credeva profondamente nella divisa che indossava, ogni anno l’Arma dei carabinieri si ritrova nell’anniversario della morte dell’appuntato, Enea Codotto, freddato a soli 25 anni, durante un conflitto a fuoco. Un gesto che gli valse la medaglia d’oro al Valor militare e che la piccola frazione di Gorgo di Latisana, dalla quale Codotto era partito nel 1975 per servire lo Stato, indossando la divisa dei carabinieri, ha voluto ricordare dedicando a lui la piazza del paese. Ieri a rendere ancora più solenne la celebrazione, la presenza nella chiesa parrocchiale della frazione, dell’ex generale di Corpo d’armata, Roberto Paschetto e del comandante provinciale dell’Arma, colonnello, Marco Zearo, intervenuti assieme a una folta rappresentanza di carabinieri della Compagnia di Latisana, comandata dal maggiore, Filippo Sautto, anche lui presente alla cerimonia. È intervenuto, tra gli altri, anche il sindaco Daniele Galizio.

Enea Codotto, servitore dello Stato e vittima del dovere, freddato la notte del 5 febbraio 1981, nella campagna alla periferia di Padova; capo equipaggio Radiomobile assieme al collega, Luigi Maronese, si trovò davanti ai componenti di un pericoloso gruppo eversivo. Il conflitto a fuoco che seguì costò la vita ai due carabinieri. Ma a terra, ferito a entrambe le gambe, rimase anche il leader del gruppo, Valerio Fioravanti, arrestato la notte stessa.

Un gesto che valse ai due carabinieri la medaglia d’oro, la cui motivazione è stata letta ieri al termine della messa celebrata dal don Rinaldo Gerussi e la si trova riprodotta anche a Latisana all’ingresso della caserma dei carabinieri intitolata all’appuntato. Al termine della celebrazione, un corteo composto dalle associazioni d'arma e dalle autorità ha raggiunto il cimitero di Gorgo per la deposizione di una corona davanti alla tomba dell’appuntato Codotto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 12 Febbraio 2018
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Virgo Fidelis il ricordo di Enea Codotto LATISANA. Un plauso all’impegno costante nel presidio del territorio e un augurio ad affrontare il nuovo anno con ulteriore slancio. È quanto il Comandante della Compagnia Carabinieri di Latisana, il maggiore Filippo Sautto, ha detto ai suoi uomini in occasione della tradizionale ricorrenza della Virgo Fidelis.

Un appuntamento che ha visto riunita una rappresentanza di Carabinieri delle sei Stazioni, San Giorgio di Nogaro, Mortegliano Rivignano Teor, Palazzolo dello Stella, Lignano Sabbiadoro e Latisana, presidi territoriali nella giurisdizione della Compagnia, a disposizione delle comunità locali di diciassette comuni della Bassa e del Medio Friuli.

La cerimonia si è svolta a Latisana nella chiesa dedicata a Sant’Antonio, celebrata da monsignor Pierluigi Mazzocato, cancelliere presso l’Arcidiocesi di Udine e parroco nella frazione di Gorgo di Latisana nel 1981 l’anno in cui venne freddato a Padova, da un gruppo di terroristi l’appuntato dei Carabinieri Enea Codotto, originario proprio di Gorgo. Un’occasione per parlare di lui, medaglia d’oro e dell’impegno costante e quotidiano dell’Arma dei Carabinieri, per la sicurezza delle comunità e a favore di una cultura della legalità. La stessa che il Maggiore Sautto ha esortato i bambini delle classi quinte della scuola primaria De Amicis di Latisana a rispettare. E di impegno ha parlato anche rivolgendosi alle famiglie dei Carabinieri perché vivere con un rappresentante dell’Arma – ha detto il Maggiore – significa abbracciare ogni giorno la stessa missione.

Al termine della celebrazione è stata ricordata la battaglia di Culqualber, al suo 76esimo anniversario, valsa all’Arma dei Carabinieri una medaglia d’oro e sono stati letti dai bambini della scuola alcuni pensieri dedicati ai Carabinieri e alla loro opera.

FONTE: MessaggeroVeneto - 29 Novembre 2017


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associazione-nazionale-carabinieri-lago-diseo-motovedetta Cresce la dotazione di mezzi in forza all’Associazione Nazionale dei Carabinieri in Provincia di Bergamo. Domenica 24 settembre a Predore sarà benedetta e intitolata una motovedetta che navigherà sulle acque del Lago d’Iseo.

«Oltre ai vari servizi che vengono compiuti dai nostri gruppi di volontariato – afferma il tenente Marco Bianco, coordinatore dell’Associazione Nazionale Carabinieri in provincia di Bergamo – con questa imbarcazione andiamo ad ampliare le attività. Questa motovedetta, già operativa, si propone con i suoi equipaggi e con due sommozzatori di effettuare servizi di Protezione Civile. Sono attività a disposizione delle amministrazioni della sponda del Lago d’Iseo e delle autorità di polizia e polizia locale».



Il natante è stato acquistato e riqualificato dai volontari con un intervento che ha in particolare eliminato la salsedine dopo anni di attività sul mare Adriatico. «Ero in servizio sulla motovedetta in servizio sul Lago d’Iseo dismessa nel primo gennaio 2011 – racconta il brigadiere Michele Liso dell’Associazione Nazionale Carabinieri -. Questa motovedetta è stata presa all’asta e proviene dal Comando Stazione di Cesenatico. L’abbiamo rimessa a posto impiegando circa tre mesi. Rispetto al gommone che avevamo prima, questo natante essendo coperto ci consente una maggiore operatività, anche in inverno per via del riscaldamento in cabina».

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Domenica l’inaugurazione e intitolazione a Predore

Il programma della cerimonia di domenica 24 settembre prevede alle 9 il concentramento dei partecipanti in Piazza Unità d’Italia a Predore. Alle 10 il ricevimento delle autorità civili, militari e religiose. A seguire, alle 10.30, l’inizio della cerimonia con l’intitolazione ai “Caduti di Nassiriya” della motovedetta Rio CC630 del nucleo di volontariato di Protezione Civile. Il cappellano militare don Tiziano impartirà la benedizione.

«Dopo anni di navigazione con il gommone, siamo riusciti ad avere questa motovedetta grazie all’interessamento della Nautica Bertelli – spiega il brigadiere Cesare Miniaci dell’Associazione dei Carabinieri di Grumello del Monte -. Abbiamo lavorato sodo per ripristinarla e finalmente è arrivato il giorno dell’intitolazione. Domenica saranno presenti anche quattro vedove dei nostri caduti. Due vengono dalla Sicilia, una da Asti e una da Viadana. Ci sarà anche la Fanfara del Terzo Reggimento di Milano. Aspettiamo diverse autorità e associazioni d’arma».

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FONTE: https://myvalley.it/ - 22 settembre 2017


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Berghinz, una dinastia di patrioti - da valvasev il 04/09/2017 @ 19:57

Alessandro-Berghinz Famiglia di patrioti, dalle guerre risorgimentali alla Resistenza, di politici e professionisti, i Berghinz hanno lasciato importanti tracce negli ultimi 250 anni della storia friulana: citiamo solo i fratelli Bernardino e Augusto combattenti con Garibaldi, Giovanni Battista medaglia d'oro caduto nella lotta contro i nazisti e l'insigne medico Guido pioniere della pediatria.

Un albero genealogico ricco che vede oggi tra gli ultimi epigoni della dinastia udinese (un ramo è anche a Roma) il geometra Alessandro Berghinz, classe 1947, già tecnico comunale, poi bancario e, in questi ultimi anni, amministratore di condomini. La patria, la medicina e la moderna, sfaccettata economia dei nostri tempi, si potrebbe commentare. Ma anche un riaggancio con le origini: l'antenato Cristoforo (1804-1859) era, infatti, un commerciante di seta. Nel suo bellissimo studio di piazzetta Antonini, con vista sui giardini della Banca d'Italia, Sandro Berghinz racconta le vicende della sua antica famiglia.

L'avo sopra citato era il nipote di un altro Cristoforo (1738-1810), che arrivò in Friuli dalla zona tra Caporetto e Tolmino. Il nipote, dunque, nel 1839 comperò il palazzo oggi chiamato Montegnacco-Berghinz di via Superiore dove aprí un setificio. Ebbe numerosi figli, tra i quali i garibaldini colonnello Bernardino (1841-1925) e avvocato Augusto (1845-1912). Il primo fu tra i liberatori di Udine (entrò in città, dalla porta Poscolle, il 26 luglio 1866, alla testa del suo squadrone del 6° Aosta cavalleria) e fu poi per lungo tempo sindaco di Sedegliano; il secondo partecipò con le camicie rosse alla campagna nel Trentino, conclusa col fatidico, rinunciatario «Obbedisco» del generale dopo la vittoria di Bezzecca, e alle sfortunate battaglie dell'anno dopo per la liberazione di Roma (Porta San Paolo). Ma l'avvocato Augusto fu anche presidente della Società dei reduci delle patrie campagne e consigliere comunale a Udine dal 1876 al 1883. In queste vesti fu l'artefice della realizzazione del monumento a Giuseppe Garibaldi, inaugurato il 26 agosto 1886, nella piazza dei Barnabiti ribattezzata col nome dell'Eroe dei due mondi. Augusto Berghinz fu anche un politico, «il primo a disciplinare le forze popolari della città - racconta il pronipote - e a indirizzarle, con entusiasmo e convinzione, sulle strade della democrazia.

Fu l'organizzatore della Lega popolare e tra i fondatori del Giornale di Udine». Nel 1884 emigrò a Buenos Aires, dove continuò a esercitare la professione forense. Dalla capitale argentina, Augusto Berghinz finanziò l'iniziativa della lapide a Paolo Sarpi, nella via omonima, della quale dettò anche il testo, rimasto ancora oggi famoso per gli accenni anticlericali («ma i tempi erano quelli!», spiega Alessandro Berghinz).

I due patrioti avevano un terzo fratello, Giuseppe, ricordato se non altro come padre del dottor Guido (1872-1940), un luminare della medicina pediatrica. Clinico e ricercatore, Guido Berghinz fu tra i fondatori della Società italiana di pediatria, docente per dieci anni all'Università di Padova, primario all'ospedale di Udine dal 1905 al 1939. Durante la Grande Guerra era stato docente alla scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro e per i suoi meriti venne promosso tenente colonnello ed ebbe diverse medaglie al valor militare. Pur di fronte a numerose e prestigiose offerte di cattedre in altre città d'Italia, preferí rimanere a Udine, dove mantenne sempre la residenza, assieme alla moglie contessa Margherita Berlinghieri Concina, nel palazzo di via Superiore, già sede del setificio di nonno Cristoforo.

Del famoso prozio pediatra, Alessandro Berghinz racconta un episodio che riguarda il compianto presidente della Regione Antonio Comelli, allora bambino (erano i primi anni '20). «Lo ha salvato, curandolo con prodotti naturali, da una malattia infantile che poteva avere gravi conseguenze. Me lo ha raccontato lo stesso Comelli».

Un fratello del dottor Guido, l'avvocato Raffaello (che ricoprí anche cariche pubbliche, tra l'altro fu commissario prefettizio a Faedis), era il padre della medaglia d'oro Giovanni Battista Berghinz, classe 1918, combattente, come tenente di prima nomina, in Africa e in Francia. Dopo l'8 settembre '43, Giobatta Berghinz aderì all'Osoppo dove fu impegnato nel rifornimento ai partigiani di armi, viveri e carburanti. Arrestato nel luglio '44 dai tedeschi, che lo torturarono senza riuscire a estorcergli alcuna informazione, fu fucilato e bruciato nella Risiera di Trieste. Alla sua memoria è dedicata la caserma udinese di via San Rocco.

Del tenente Berghinz va citata anche la madre, Maria Cristina Piani, esponente di associazioni culturali e patriottiche: è vissuta oltre i 90 anni e fino al suo ultimo giorno è stata devota e appassionata testimonial dell'eroico figlio.

Arriviamo ad Alessandro e ai tempi nostri. Ma prima ricordiamo che suo nonno Vittorio, fratello di Guido e Raffaello, militare del Genova Cavalleria, fu protagonista di un gesto coraggioso nel 1905 a Padova, durante l'alluvione del Brenta. Assieme a un commilitone e «non senza rischio della propria vita - si legge in una cronaca dell'epoca - operò il salvataggio di 12 persone che, circondate da acque limacciose, minacciavano di affogare». Figlio di Alberto (1914-1994), già dipendente dell'Inam, Alessandro si è diplomato geometra e per un anno è andato «a bottega» da un grande maestro, Giovanni Sello, che lo ha avviato a una professione (in particolare con la stima di immobili) che ebbe poi modo di esercitare pochissimo. Ha operato a Martignacco come tecnico comunale al tempo del sindaco Ferruccio Saro, poi è stato alla Crup fino alla fine del 2006. Da allora, costituita una Srl, si dedica all'amministrazione di condomini.
Ma non è tutto. In gioventú ci sono stati 8 anni di collegio Bertoni, il ricreatorio della Madonna delle Grazie e l'Associazione guide e scout cattolici. Tale formazione lo ha portato in politica, nelle file della Dc. È stato segretario della sezione di Chiavris e per due mandati presidente della circoscrizione Chiavris-Ancona. Nel 1990, ancora prima delle avvisaglie di Tangentopoli, lasciò la politica che, seppure «di periferia», gli ha dato soddisfazioni (ha contribuito a realizzare il servizio infermieristico circoscrizionale, il parco pubblico di Chiavris, la sistemazione definitiva di via Friuli). Alessandro Berghinz si è dedicato quindi alla lettura dei libri di storia, appassionandosi in particolare alle vicende di casa Savoia. Nel 1998 è entrato a far parte delle Guardie d'onore alle tombe reali del Pantheon, delle quali è diventato delegato provinciale (e nel 2005 ha ricevuto a Ginevra, dal principe Vittorio Emanuele, il cavalierato di San Maurizio e Lazzaro).
Già nel '98, tramite la contessa Maria Antonietta de' Portis, suo chaperon nell'aristocrazia friulana, era stato insignito dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
. Berghinz ha organizzato a Udine due convegni (sullo Statuto Albertino e su «Eugenio di Savoia Soissons liberatore dell'Europa dai Turchi») e ha organizzato una recente visita del giovane Emanuele Filiberto a Udine.

Si potrebbe dire che, dopo oltre cent'anni, il pronipote, che ha fatto il servizio militare nell'aeronautica, è subentrato al prozio Augusto, depositario delle «Patrie memorie» ottocentesche. Alessandro Berghinz, sposato, dal 1972, con Anita Moro, ha una figlia, Elena, che ha fatto il Blanchini e studiato arpa al conservatorio. La sua famiglia è la continuatrice udinese della dinastia, ma non l'unica. Il nostro geometra ha una sorella, Anna Luisa, ex funzionario regionale, sposata, due figli. E ha due cugini, figli di Giuseppe, fratello di Alberto: Carla, insegnante in pensione, che ha una figlia, Stefania, e Graziano, che vive a Colugna. Altre due cugine, ma non dirette, discendenti dal patriota garibaldino Bernardino Berghinz, abitano rispettivamente a Roma e al Lido di Venezia. «Non me ne ricordo altri», commenta Alessandro, che ogni tanto riprende in mano il «frondoso» albero genealogico per i necessari aggiornamenti.

Da qualche anno «l'ultimo dei Berghinz» è approdato a una periferia ancora piú esterna: è andato ad abitare nella bella Campeglio, tra le colline di Faedis. E, come al tempo di Chiavris, si è riavvicinato alla politica, rigorosamente locale. Eletto, proprio la settimana scorsa al consiglio comunale, avrà il ruolo di capogruppo della sua lista.

E' con piacere e con il permesso di dare il benvenuto l'ingresso di un nuovo Socio nella nostra amata Sezione ANC di Lignano , nonché nel nostro Gruppo di volontariato : Complimenti Sig. BERGHINZ Alessandro e buon lavoro.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Giugno 2009


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Pentecoste 2018 a Lignano; il Repotage - da valvasev

Lignano Pentecoste-2018 Notte di alcol ed eccessi L'invasione dei "Barbari"
Multe a 11 giovani per ubriachezza, 4 feriti in risse. Numeri ridotti rispetto al 2017
Il sindaco: fatti passi avanti, ma resta il problema culturale di chi cerca solo lo sballo

«Drink, bere, ok?». La caraffa di superalcolico si svuota in pochi minuti. Qualche grido di gioia precede il lancio nella vicina fontana. La prossima è già stata ordinata al barman. Ne seguirà un’altra e un’altra ancora. È una notte che trasuda di alcol quella vissuta sabato a Lignano. E questa Pentecoste, partita sottotono, si accende con migliaia di giovani d’Oltralpe. Le 23 sono passate da poco. In via Centrale, accanto al negozio Bijoux Dany, un ragazzo è disteso a terra.Ubriaco a tal punto da non riuscire a rispondere agli agenti della polizia locale. L’ambulanza avanza tra la folla e lo porta al pronto soccorso di via Tarvisio.

All’alba saranno 11 i ragazzi austriaci sanzionati per ubriachezza. E tre i fogli di via con divieto di ritorno per due anni a Lignano notificati: per due giovani coinvolti in aggressioni, uno dei quali ha opposto resistenza a un agente della polizia di Stato. Il terzo, invece, ha sfidato e spintonato il vicecomandante della polizia locale Stefano Blaseotto. Sono le 21.45. Un gruppo di giovani,in via Aquileia, gira trasportando un apparecchio da cui trasmette musica ad alto volume. Viene fermato dal vicecomandante ma lui reagisce e spintona anche un’altra agente. Intanto un connazionale viene fermato mentre, incitato dagli amici, si arrampica su un palo del divieto di accesso. A fine serata saranno quattro le aggressioni. Spintoni e pugni. Due giovani vengono trasferiti all’ospedale di Latisana per una presunta frattura al naso e per un trauma facciale, altri due sono medicati nel pronto soccorso della località. In tutto saranno 13 gli interventi degli operatori del 118 della struttura lignanese. Dalle vie del centro agli appartamenti la festa continua. Nei locali come nelle terrazze con bottiglie e cocktail fai da te. Una ventina le segnalazioni per schiamazzi e grida che arriveranno alla polizia locale coordinata dal comandante Alberto Adami impegnato anche in sequestri di merce abusiva.

Le ore scivolano via veloci. Si canta e si balla in strada. La musica nei locali si spegne all’una e mezza. Ma si continua. Notte di controlli delle forze dell’ordine - 70 le persone identificate e 20 i mezzi ispezionati in tre posti di blocco -, notte di sirene, notte di sballo. In piazza Fontana sono schierati gli agenti della polizia di Stato - presente il dirigente del servizio di ordine pubblico, commissario capo Francesco Leo - supportati dai colleghi del reparto prevenzione crimine di Padova, dagli agenti della polizia austriaca, dai carabinieri e dall’associazione nazionale carabinieri. Scatta la segnalazione e si interviene,senza sosta, fino al mattino.

No, non è un sabato sera come gli altri. Le fontane e le aiuole transennate, cominciano a riempirsi di rifiuti (va detto, in quantità minore rispetto agli scorsi anni). Nei locali la security evita che ogni situazione degeneri. In piazza Fontana, poco prima delle due, interviene subito quando un giovane lancia una sedia: altri connazionali reagiscono con spintoni e buttando altre sedie ma il responsabile viene individuato in pochi istanti. Alle tre di mattina i giovani si spostano in piazza City. C’è chi dorme sdraiato sul marciapiede, chi sulle aiuole, chi tra i parcheggi.

C’è chi aiuta l’amico che ormai si trascina. Il tasso alcolico è alle stelle e l’ambulanza interviene in loro soccorso. Ma non è finita. Continuano, ancora. E ancora bevono. Fino all’alba. E oltre. Alle sette una Fiat riesce a entrare, a tutta velocità a quanto hanno riferito alcuni turisti, nella zona pedonale del lungomare, accanto al cantiere per i lavori di riqualificazione, rovinando una colonnina Telecom e graffiando il muretto di confine con la spiaggia. Dentro c’è un giovane che dorme e che farfuglia di non sapere come è arrivato lì. Dopo aver rimosso il veicolo, si risale ai tre ragazzi che viaggiavano con lui: scatteranno le multe previste dal codice della strada e il pagamento dei danni. Sul posto interviene la polizia locale che nella notte ha sanzionato tre locali: uno in zona City privo delle autorizzazioni per il concerto che aveva organizzato, uno in piazza San Giovanni Bosco dove non è stato rispettato il divieto di fumo al suo interno (sanzione anche per il fumatore) e una pizzeria al taglio in viale Italia per musica a tutto volume alle tre di mattina.

Una lunga notte, quella vissuta nella riviera friulana. Di sballo, certo. Anche se la sensazione è che i danni e le situazioni di eccesso siano state contenute rispetto alla scorsa estate. A confermarlo sono i numeri. Nel 2017 tra venerdì e sabato erano stati 13 i fogli di via, quest’anno 5, e nella notte di sabato erano state 15 le persone sanzionate per ubriachezza. E questo, per un insieme di fattori. Le misure di sicurezza adottate dalla questura di Udine, la collaborazione dei gestori dei locali sia in termini di sicurezza che di pulizia, le presenze un po’ in calo degli austriaci. A cui si aggiunge la campagna di promozione del sindaco Luca Fanotto e della Lignano Sabbiadoro gestioni, fatta in Austria attraverso la stampa, per veicolare il messaggio di benvenuto a Lignano ma nel rispetto delle regole. «La situazione è migliorata.

FONTE: MessaggeroVeneto - 20 Maggio 2018


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Pubblicato il 02/07/2018 @ 16:20  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

"Spiagge" piano del Governo contro gli abusivi - da valvasev

spiagge piano del governo Pronta la direttiva Salvini. Fondi Ue per pagare i controlli sugli ambulanti. Multe a chi compra

ROMA. «Pacchia finita per i vu cumprà tra gli ombrelloni». Dopo il braccio di ferro vinto con il divieto di attraccare nei nostri porti per le navi Ong che trasportano migranti, Matteo Salvini sfodera ora l’ascia di guerra contro venditori ambulanti e produttori di articoli contraffatti.

«Stop all’invasione dei vu cumprà sulle spiagge - ha dichiarato il ministro all’assemblea nazionale della Confesercenti -, ma anche stop alla fabbricazione e diffusione di falsi prodotti griffati».

La direttiva ministeriale “Spiagge sicure”, destinata alle prefetture, sarà pronta a fine mese e lo staff del Viminale sta definendo le linee guida volute dal ministro dell’Interno e vicepremier.

Al centro del progetto c’è il rafforzamento della collaborazione tra forze dell’ordine e la polizia municipale delle zone balneari. E proprio per andare incontro alle esigenze dei sindaci, che avrebbero difficoltà ad attingere dalle casse comunali per potenziare gli organici dei vigili urbani, Salvini pensa di ricorrere ai fondi europei della legalità. Una possibilità tutta da verificare visto che nessun paese Ue attinge ai quei fondi per pagare gli straordinari delle forze dell’ordine. Nell’attesa sono previsti turni a rotazione ed eventuali spostamenti temporanei del personale nelle zone più critiche.

Il leader leghista non è rimasto insensibile al grido d’allarme di Confesercenti che ha denunciato un giro di affari di 22 miliardi di euro nell’abusivismo dei settori commercio e turismo. Con un danno enorme non solo per le imprese che operano nella legalità, ma anche per lo Stato che perde un gettito fiscale e contributivo di 11,5 miliardi di euro. Solo la vendita di abbigliamento, borse e calzature taroccate ammonta a 3,3 miliardi di euro, mentre 2,3 miliardi sono i guadagni di esercizi ricettivi illeciti.

Per questo il titolare del Viminale punta non solo a presidiare i litorali italiani dall’assalto dei venditori ambulanti abusivi, ma anche a monitorare chi affitta loro alloggi e magazzini per la merce. A polizia, carabinieri, ma soprattutto guardia di finanza, il compito di prevenire e reprimere la filiera della contraffazione: dalla produzione allo stoccaggio allo smercio al dettaglio tra lettini e ombrelloni, fino all’occupazione di case messe a disposizione da persone compiacenti.

Rischio contraffazione. Per quanto concerne la fase produttiva di abiti, borse, e altri oggetti taroccati, la vigilanza sarà approfondita in quelle province, come Napoli e Prato, dove la contraffazione è un must. L’allarme della contraffazione è peraltro confermato dalle Fiamme gialle che da gennaio 2017 a maggio 2016 hanno eseguito 15.600 interventi, di cui il 52% sul comparto della contraffazione e il restante 48% sulla tutela del made in Italy, della sicurezza prodotti e della pirateria audiovisiva.

Sono state denunciate 10.486 persone e sequestrati 264,6 milioni di prodotti illegali, quasi 71 milioni e 500mila articoli solo per quanto concerne abiti, borse, scarpe e accessori. L’iniziativa «Spiagge sicure» si profila con una connotazione nuova e più incalzante rispetto a quella degli anni passati - l’esordio risale al 2014 con l’allora ministro Alfano - e che hanno come fulcro un’accelerazione sul ruolo della polizia municipale. Il modello a cui guarda il ministro dell’Interno è targato centrosinistra, perché riguarda le spiagge di Cervia e Milano Marittima, in riviera romagnola, che nulla hanno a che spartire col Carroccio.

Lo scorso anno, Salvini, che ogni anno si concede lì una settimana di ferie con il figlio, le aveva elogiate via Twitter, complimenti ribaditi all’assemblea Confesercenti. Ad attirare l’attenzione del vicepremier c’è il salto di qualità registrato lungo le spiagge di Cervia dove, grazie alla collaborazione tra la Prefettura di Ravenna, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria e la cooperativa bagnini, si sono sensibilizzati i turisti per evitare che comprando possano alimentare l’illegalità.

Multe, quindi, non solo a chi acquista capi falsi, ma anche a chi paga per ottenere un massaggio o un tatuaggio in spiaggia.

E sanzioni pure per chi affitta le case dormitorio ai venditori ambulanti non comunitari.

FONTE: MessaggeroVeneto - 24 Giugno 2018


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Pubblicato il 25/06/2018 @ 04:13  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Sgominata la banda che faceva razzia di pannelli solari - da valvasev

razzia-di-pannelli-solari LATISANA. Quindici marocchini sono stati arrestati e altri 13 denunciati a piede libero dai carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile di Latisana: sono responsabili di una serie di furti (sei nell’arco di meno di un mese, tra febbraio e marzo 2017) messi a segno nei parchi fotovoltaici del Friuli e in particolare a Palazzolo dello Stella, Morsano, Precenicco, Basiliano, Valvasone e Bagnaria Arsa. Un’organizzazione articolata, che probabilmente ha colpito anche in altre parti d’Italia: la gang schierava in ogni occasione almeno sette-otto elementi, che agivano secondo un canovaccio consolidato.

La banda, che rivendeva i pannelli in Marocco a un terzo del loro valore di mercato dopo averli imbarcati su navi in partenza dai porti spagnoli e francesi, operava sempre di notte, per evitare che i sistemi di rilevamento evidenziassero l’anomalia nella distribuzione dell’energia: dopo un primo sopralluogo, i componenti del sodalizio criminale tornavano sul luogo del blitz per svitare i bulloni e facilitare poi l’operazione di rimozione dei moduli, che avveniva generalmente la notte successiva.

I pannelli venivano caricati su furgoni di medie dimensioni, che i malviventi riempivano pure con mobili ed elettrodomestici, con l’obiettivo di nascondere i moduli e dribblare eventuali controlli. Sono complessivamente 2.200 i moduli rubati dai parchi fotovoltaici delle province di Udine e Pordenone, per un valore complessivo di 600 mila euro; i danni causati agli impianti si aggirano sui 400 mila euro. Cinque marocchini erano stati arrestati in flagrante mentre asportavano i pannelli dal campo fotovoltaico di Bagnaria Arsa, nella notte tra il 16 e il 17 marzo di un anno fa. Altri dieci sono arrestati (sei sono in carcere, quattro ai domiciliari), tra le province di Forlì-Cesena, Savona, Modena, Monza-Brianza, Verona, Mantova, Perugia, Salerno, Napoli e Potenza. Sono stati sequestrati quattro furgoni e due autovetture, utilizzate nel corso dei blitz. I carabinieri di Latisana, guidati dal maggiore Filippo Sautto, hanno inoltre recuperato 800 pannelli.

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Giugno 2018
LEGGI anche: MessaggeroVeneto - 16 Giugno 2018


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Pubblicato il 20/06/2018 @ 00:00  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Lignano il sindaco sul lungomare: «Ecco cosa c’è da rifare» - da valvasev

sindaco-sul-lungomare-ecco-cosa-c-e-da-rifare Chiuso il cantiere, ora si fa il punto sui lavori di riqualificazione della via. Fanotto: Bisogna ancora completare l’intervento, si aspetti prima di giudicarlo

LIGNANO. «Fontane come queste si trovano nelle più importanti città del mondo. Sono concepite come un gioco, con un’interazione diretta con le persone». Il nostro viaggio sul nuovo lungomare Trieste inizia da qui. Dalla nuova fontana realizzata sulla piazza fronte Terrazza a Mare. Che mette in risalto subito la nuova concezione della via simbolo della località: la modernità inserita nel rispetto della sua storia. Un’opera da completare con nuove luci a led e un sistema di alternanza dei getti dell’acqua. Come ce ne sono altre lungo i due chilometri di strada. «Perché questa è solo la prima fase della riqualificazione – precisa il sindaco Luca Fanotto –, l’opera riprenderà a ottobre e invito tutti ad avere pazienza per poterla giudicare complessivamente». L’invito è diretto a chi - in primis l’opposizione - ha criticato i lavori. Portando il caso nell’ultimo consiglio comunale in cui il sindaco ha ammesso che, con la riapertura del cantiere in autunno, ci saranno parti da rifare.

Lo incontriamo con il direttore dei lavori Samuele Gialuz. «La pavimentazione della piazza – spiegano – è venuta bene e dovremmo solo completare degli elementi di arredo urbano con un nuovo sistema di illuminazione». Quella che è da rifare, invece, è la pavimentazione a rombi della via. «Non è venuta come si voleva – afferma Gialuz –. L’obiettivo era ricreare il disegno a rombi della pavimentazione storica realizzata nel 1936. Purtroppo, per una serie di problemi tecnici, non siamo riusciti a far emergere i rombi in maniera omogenea come richiesto dalla Soprintendenza. Si procederà con un lavaggio apposito per far emergere la rete a rombi e, se non dovesse funzionare, l’area interessata che è limitata a circa 800 metri quadrati, sarà demolita e rifatta. Questa è sicuramente una criticità da risolvere».

Percorriamo il lungomare. Un cantiere complesso - sopratutto per le lavorazioni delle reti tecnologiche sotto la strada innalzata di livello - con al lavoro fino a 88 maestranze in una sola giornata e forniture in alcuni casi arrivate in ritardo. I tempi si sono così prolungati fino a giugno con le relative proteste. Sono stati commessi degli errori, ma «rimediabili» si assicura. Come sul muretto di conterminazione demaniale la cui parte superiore si sta già a sgretolando. «Questo è accaduto perché la lavorazione – dichiara Gialuz – è stata realizzata a una temperatura non corretta e per questo sarà rifatta e inoltre saranno installate delle luci che renderanno il lungomare molto suggestivo di sera. Purtroppo, avendo dovuto correre per chiudere il cantiere certe finiture non sono venute alla perfezione».

Arriviamo alla nuova piazza di fronte all’ufficio 19. «Quella che è cambiata – continua – è la concezione stessa del lungomare. Dal prossimo anno l’amministrazione vuole introdurre il limite dei 20 chilometri orari, in questo modo gli utenti deboli avranno la precedenza sui veicoli. Il nostro progetto di riqualificazione è stato segnalato dall’Università di Firenze a livello europeo». Dunque, a ottobre si riparte con il completamento dell’arredo urbano, la sistemazione degli attraversamenti con l’eliminazione del dislivello. Il cantiere il prossimo anno sarà concentrato nella parte centrale mentre nelle altre, già oggetto di lavori, ci saranno dei cantieri piccoli e temporanei.

«Nel complesso esprimo un giudizio positivo – conclude il sindaco –. I lavori sono stati condotti con professionalità e rispecchiano scelte fatte in termini progettuali con un maggior sviluppo della mobilità lenta e il mantenimento delle alberature. Purtroppo quando si affronta un cantiere così complesso può accadere che i tempi si allunghino e di questo mi scuso». Per l’estate 2019 avremo un lungomare finito? «Sì con dei lavori di riqualificazione anche di alcuni uffici spiaggia».

FONTE: MessaggeroVeneto - 18 Giugno 2018


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Pubblicato il 19/06/2018 @ 22:38  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Chi compra merce contraffatta in spiaggia? Le donne: dati allarmanti - da valvasev

Chi compra merce contraffatta in spiaggia? Le donne: dati allarmanti

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FRIULI VENEZIA GIULIA - Shopping selvaggio sulle spiagge friulane e a essere penalizzati sono i commercianti onesti che pagano le tasse e rispettano le norme; un consumatore su cinque, infatti, acquista prodotti contraffatti. Abbigliamento, calzature e pelletteria i settori più colpiti. A Lignano il fenomeno è più diffuso. Per far fronte a quella che è diventata una vera e propria pandemia dell'aquisto "off", per la stagione balneare alle porte saranno messi in campo, in più, sei agenti anti abusivismo della polizia municipale.

Chi compra i "tarocchi"
Circa il 20% dei consumatori del Friuli Venezia Giulia dichiara di avere acquistato almeno una volta nel corso del 2017 prodotti illegali, contraffatti, o di avere utilizzato un qualche genere di servizio offerto da un soggetto che non era autorizzato a erogarlo, come ad esempio i massaggi sotto l'ombrellone. Tra i consumatori di Lignano Sabbiadoro la quota supera il 23%.

La ricerca
Il dato emerge da un'indagine realizzata da Format Research per Confcommercio, illustrata dal direttore scientifico della società di ricerca, Pierluigi Ascani. Presenti per l'occasione a Lignano, nella sede del Comune, anche il vicepresidente dell’associazione, Alessandro Tollon, il direttore Guido Fantini, il presidente mandamentale di Lignano, Enrico Guerin, il sindaco Luca Fanotto e l’assessore comunale Massimo Brini. Tutti sono concordi sull’opportunità di un’azione di rete per contenere l’illegalità.

I prodotti che "tirano"
Il profilo del consumatore che acquista “illegalmente” coincide spesso con quello di una donna, con un’età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Gli acquisti contraffatti si concentrano molto spesso su prodotti di abbigliamento, scarpe, calzature, prodotti di pelletteria tra cui borse, cinture, portafogli, orologi, gioielli, occhiali, prodotti alimentari e bevande, audiovisivi, musica e videogiochi.

I maschi
Il fenomeno è più marcato tra le donne con riferimento all’acquisto di articoli di abbigliamento, calzature, pelletterie, che restano al primo posto tra gli acquisti tramite i punti vendita tradizionali; è più evidente tra gli uomini con riferimento a orologi, prodotti alimentari e audiovisivi.

Perchè si compra ciarpame?
Alla base degli acquisti di prodotti contraffatti c’è la convinzione da parte dei consumatori del Fvg di poter concludere un buon affare. Così accade nel 74% dei casi tra i consumatori della regione, con punte del 78% nel comune di Lignano. Appaiata la quota di chi ripiega sugli acquisti illegali perché, di fatto, non può permettersi di convergere su prodotti “legali”: 72% in Fvg, 70% nella sola Lignano.

Le multe
Qual è la percentuale di chi si dichiara informata sui rischi legati alle sanzioni amministrative che si corrono quando si acquista contraffatto? Il 73% dei consumatori in regione, il 76% a Lignano, è consapevole che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi, in primis per la salute e la sicurezza personale.

Le imprese legali
Il fenomeno si riversa anche sulle imprese del terziario della regione. Il 61% di queste, e il 67% a Lignano, ritiene di essere stato danneggiato dall’azione dell’illegalità almeno una volta. Il 73% delle imprese in Fvg, il 75% a Lignano, ritiene che il fenomeno dell’illegalità, al di là dell’andamento dell’economia, sia in progressiva crescita e in questo caso sono le strutture ricettive a mostrare un malcontento superiore alla media, spesso dovuto alle nuove forme di illegalità che si sviluppano sul web. Con riferimento al territorio sul quale insiste la propria impresa, il 42% degli operatori in regione (44% a Lignano) ritiene in aumento il fenomeno dell’illegalità negli ultimi 12 mesi.

Riduzione dei ricavi per gli onesti
La presenza del fenomeno si materializza con la crescente concorrenza sleale, seguita da una riduzione dei ricavi e dal peso della spesa dell’acquisto di servizi di sorveglianza. In questo senso, le imprese tendono a proteggersi poiché sfiduciate verso le attuali norme in fatto di sicurezza: il 72% degli operatori in regione (78% a Lignano) ritiene infatti inefficaci le leggi che contrastano fenomeni di illegalità.

FONTE: www.ilgazzettino.it - 9 Maggio 2018


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Pubblicato il 22/05/2018 @ 22:32  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
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