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uto-polizia lignano sabbiadoro La protesta del Sindacato autonomo di Polizia che denuncia tagli e mancanza di aiuto da parte delle istituzioni per poter garantire la sicurezza nella località balneare friulana

Apre ormai a stagione inoltrata il Posto estivo della Polizia di Stato a Lignano Sabbiadoro e i quali agenti saranno impegnati sul territorio della nota località balneare dal 17 al 20 agosto.

Parte da qui la protesta del sindacato autonomono di Polizia che denuncia, dal taglio di 190 unità in provincia di Udine dal 2008, diverse difficoltà di gestione e di autonomia per quanto riguarda i servizi estivi.

Gli agenti infatti, come scrive in una nota il SAP, alloggeranno a Latisana e raggiungeranno Lignano tramite servizi di bus-navetta, mentre i pasti invece verranno fruiti direttamente in loco. Disagi di non poco conto se si pensa che in questo periodo si contano oltre a 350mila visite nella sola Lignano.

Dal canto suo, il sindacato, non si aspettava nulla di più soprattutto, dal momento in cui pare non siano state saldate al completo le convenzioni pregresse con le attività ricettive che si sono dunque rifiutate di ospitare gli agenti con la formula vitto e alloggio.

Rammarico è stato poi espresso per il mancato aiuto e la mancata presa di posizione da parte del Prefetto di Udine Vittorio Zappalorto e da parte del sindaco di Lignano Luca Fanotto.

FONTE: MessaggeroVeneto - 15 Luglio 2017



peteano SAGRADO. Il comandante generale dei carabinieri Del Sette alla cerimonia per il 45º anniversario della strage

«Siamo con voi e lo saremo sempre. L’Arma dei Carabinieri era la famiglia di questi tre giovani e sarà sempre anche la vostra». Con queste suggestive parole rivolte ai parenti delle vittime, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio Del Sette, ha suggellato la commemorazione del 45º anniversario della strage di Peteano in cui persero la vita tre carabinieri di stanza a Gradisca: il brigadiere Antonio Ferraro e i carabinieri Donato Poveromo e Franco Dongiovanni. Le massime autorità militari e civili si sono strette attorno al monumento che, nella piccola frazione di Sagrado, commemora una dei momenti più bui della storia repubblicana.

Assieme al generale Del Sette, presenti fra gli altri il generale di Corpo d’Armata Aldo Visone, comandante del Comando Interregionale Carabinieri “Vittorio Veneto” con i locali comandanti, l’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri Generale Corpo d’Armata Michele Ladislao, i prefetti di Trieste e Gorizia, Annapaola Porzio ed Isabella Alberti, il questore del capoluogo isontino Lorenzo Pillinini, l’assessore regionale Sara Vito, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli ed i sindaci di Sagrado, Gradisca e Savogna, Elisabetta Pian, Linda Tomasinsig, Alenka Florenin.

Ma soprattutto erano presenti loro, i familiari di chi ha perso la vita in quella terribile strage: la signora Rita Famea, vedova di Ferraro, la signora Luciana Cressatti, vedova di Poveromo, e il fratello di Bongiovanni, Pietro Paolo, oltre ad altri parenti. «Non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo mai quanto accaduto – così il generale Del Sette – lo dobbiamo a questi tre eroi caduti nello svolgimento del proprio compito, lo dobbiamo alle loro famiglie e lo dobbiamo alle giovani generazioni. Qui ricordiamo il dolore dell’Arma e di un Paese, ma anche la sua capacità di reagire immediatamente. Questi ragazzi sono morti senza immaginare che quella notte per loro sarebbe stata l’ultima, eppure consapevoli, come tanti loro colleghi ogni giorno, di dover essere pronti a correre un rischio più elevato di qualsiasi altro cittadino.

Non saranno dimenticati neppure fra altri 45 anni, perché rappresentano gli ideali di questo Paese». Nelle parole del sindaco di Sagrado Elisabetta Pian la riconoscenza della comunità civile all’Arma «composta da tanti silenziosi servitori dello Stato, che col loro operato ci trasmettono quotidianamente non solo sicurezza, ma il senso della democrazia e della libertà». La strage di Peteano è stata a lungo una delle pagine più oscure della storia italiana, le cui indagini solamente alcuni decenni dopo riuscirono ad individuare la responsabilità di alcuni militanti del movimento di estrema destra Ordine Nuovo.

FONTE: MessaggeroVeneto - 01 Giugno 2017



cc-latisana LATISANA. C’è chi è salito sull’auto di servizio, al posto di un arrestato. E chi è stato foto segnalato, con tanto di raccolta delle impronte digitali. Fra un sopralluogo alla centrale operativa, tra monitor e trasmittenti e una rapida occhiata alla camera di sicurezza, ascoltando le spiegazioni e attendendo il momento per lanciare la raffica di domande frutto della fantasia e dell’entusiasmo del momento.

Con la scuola primaria di Carlino si è chiuso, per quest’anno, il ciclo di visite ospitate dal Comando Compagnia Carabinieri di Latisana che hanno portato circa 160 bambini delle classi quinte delle scuole primarie di Latisana, Latisanotta, Precenicco, Muzzana del Turgnano, Marano Lagunare e Carlino a visitare la caserma dei Carabinieri.

Dal piano terra dove i bambini hanno visionato gli uffici della Stazione e ascoltato l’illustrazione sui compiti svolti dagli uomini della territoriale, la visita è proseguita, sotto la guida del Capitano, Filippo Sautto, Comandante della Compagnia di Latisana, nel piano dedicato al reparto operativo del Norm, dove le pareti del lungo corridoio sono tappezzate dalla rassegna stampa delle tante e importanti operazioni concluse negli anni dall’Arma di Latisana. La visita per ogni scuola si è conclusa nel garage della caserma, con un’auto di servizio dei Carabinieri a disposizione della curiosità dei bambini, per nulla intimiditi, fra lampeggianti e sirene azionate.

FONTE: MessaggeroVeneto - 13 Maggio 2017



simulatore-pensionistico “È in fase di sviluppo, da parte del Centro Nazionale Amministrativo, il simulatore pensionistico, un software che sarà messo online e permetterà a chi è prossimo al congedo (per ora saranno esclusi gli ex Corpo Forestale dello Stato) di conoscere vari parametri del suo trattamento pensionistico.” E’ quanto riferisce in anteprima ad InfoDifesa il delegato Co.Ce.R. carabinieri Giuseppe La Fortuna.

Il Simulatore – prosegue La Fortuna – permette di conoscere la data utile per l’accesso a pensione (cd. pensione anticipata o a domanda) o la data ultima qualora l’amministrato intenda lavorare sino ai limiti di età. Il sistema contempla la possibilità di ricevere direttamente o tramite mail il valore presunto della pensione (stimato a fronte dei parametri impostati dall’utente e calcolato sul valore medio di situazioni pensionistiche analoghe e già liquidate) e il prospetto riepilogativo degli anni utili a pensione.

Il sistema – conclude La Fortuna – rappresenterà un ulteriore passo in avanti in tema di trasparenza amministrativa e servizi all’utenza che l’Arma dei Carabinieri si appresta a compiere attraverso il suo reparto d’eccellenza, il Centro Nazionale Amministrativo, punto di riferimento per molti colleghi ma anche centro di ricerca e di sviluppo di nuovi programmi.

FONTE: InfoDifesa - 03 Aprile 2017



numero unico di emergenza In una sola utenza tutte le richieste di soccorso. Il servizio partirà a UDINE e GORIZIA

UDINE. Arruolato tutto il personale, il Numero unico dell’emergenza (Nue) è finalmente pronto a partire. Una vera e propria rivoluzione per il settore perché digitando il 112 sarà possibile contattare Polizia, Vigili del fuoco, Carabinieri e Pronto soccorso. Una rivoluzione che sarà operativa per le province di Udine e Gorizia e allargherà la copertura a tutta la ragione. Così il Friuli Venezia Giulia diventerà la seconda regione di Italia, dopo la Lombardia, ad attivare il servizio imposto dalle norme europee.

Quasi un anno di lavoro per mettere a punto il Centro unico di risposta che però si è dovuto confrontare con un’impugnativa del Governo e difficoltà di reclutamento del personale. A finire nel mirino dell’allora esecutivo Renzi fu l’assunzione di personale regionale di qualifica dirigenziale con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

«Di tutto l’articolo l’unico elemento di impugnativa riguarda l’istituzione di una figura dirigenziale con criteri che il Governo ha ritenuto lesivi – ricorda l’assessore Paolo Panontin –, quindi una banalità rispetto al totale della legge.

Abbiamo proceduto con un unico correttivo, stralciando semplicemente quel comma dalla norma». Più difficile il percorso di selezione degli operatori: per fare partire il servizio, Regione e Protezione civile avevano fissato l’obiettivo di 18 assunzioni perché 11 posti erano stati recuperati con la mobilità all’interno del comparto. A regime il personale assumerà un ruolo di categoria B con un contratto triennale.

Ma la selezione si inceppa quasi subito: era stata la stessa Regione a segnalare irregolarità alla Procura. Un candidato, infatti, conosceva in anticipo le domande poiché aveva sbirciato un foglio lasciato accidentalmente incustodito. La Procura non ha ravvisato gli estremi del dolo (le risposte non erano state lasciate appositamente in bella vista).

Graduatoria cancellata (due erano i vincitori, fra cui il “furbetto”) e lavoro tutto da rifare. L’ultima selezione, che risale a martedì, ha arruolato altre tre persone, portando la squadra del Nue al completo perché nel frattempo un’altra risorsa interna all’amministrazione ha deciso di impegnarsi nel nuovo progetto. Si tratta di uomini e donne fra i 35 e i 45 anni che hanno frequentato (o stanno frequentando) un corso di formazione propedeutico alla firma del contratto che avverrà soltanto dopo il superamento delle prove.

Gli aspiranti centralinisti che non erano già dipendenti pubblici sono stati pescati dalle graduatorie delle liste di collocamento (fondamentale lo status di “disoccupati”) e fra i requisiti c’era un periodo di lavoro di almeno tre mesi in Protezione civile o in un call center. Non era richiesta alcuna conoscenza delle lingue, perché è previsto un servizio di traduzione simultanea ad hoc.

Per diventare operatori del Nue i candidati hanno dovuto superare un test scritto, una simulazione di risposta a una chiamata di emergenza con la compilazione di un format su supporto informatico, più l’orale. «Abbiamo chiuso l’attività di selezione – commenta Luciano Sulli, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia e presidente del gruppo di commissari d’esame –. Con l’ultima sessione di esami abbiamo portato ai corsi di formazione tre persone e un’ultima posizione è stata coperta con le disponibilità interne legate al passaggio dei dipendenti delle Province. In questo momento il primo gruppo è già alla fase di testing sulla trasmissione delle chiamate.

Il secondo è alla fase teorica. Ma la partenza del servizio è fissata a scaglioni».

L’avvio del Nue ha richiesto un «lungo e impegnativo lavoro, ma il fatto di avere già una realtà collaudata e rodata a Milano, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello dei software, ha aiutato – aggiunge Sulli –. Anche il fatto di lavorare su una struttura, quella della Protezione civile a Palmanova, che ha già una sua dotazione di base come rete, dispositivi e la parte di impianti tecnologici ha contribuito».

Il Nue è comunque una novità e servirà un periodo di collaudo. «I numeri delle emergenze cui siamo abituati resteranno comunque in funzione – assicura Sulli –, ma la risposta avverrà soltanto da Palmanova e gli operatori potranno anche localizzare la chiamata». Le potenzialità del 112 sono tutte da esplorare. Perché in futuro potrebbero essere collegate alla rete anche la stessa Protezione civile e altri servizi. A breve partirà anche una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini.

FONTE: MessaggeroVeneto - 09 Marzo 2017



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